I rendimenti dell’Eurozona restano vicini ai massimi pluriennali in attesa delle banche centrali

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I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti sostanzialmente invariati lunedì, vicino ai massimi pluriennali, mentre gli investitori attendevano una serie di decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali e monitoravano l’aumento dei prezzi dell’energia legato agli sviluppi in Medio Oriente.

Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è rimasto invariato al 3,511%, mantenendosi intorno ai livelli più elevati dal 2011 dopo aver registrato il quinto aumento settimanale consecutivo.

Il rendimento dello Schatz tedesco a due anni, più sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, è rimasto sostanzialmente stabile al 3,197%, vicino ai massimi dall’ottobre 2023. I movimenti sono arrivati dopo l’aumento dei tassi di interesse deciso giovedì dalla Banca Centrale Europea.

Attesa per la decisione della Federal Reserve

L’attenzione si sposta ora sulle decisioni di politica monetaria di diverse importanti banche centrali.

I mercati attribuivano una probabilità dell’86% a un aumento dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve statunitense nella riunione del 15-16 settembre. I mercati degli swap indicavano inoltre un’elevata probabilità di un ulteriore rialzo a dicembre dopo i dati sull’inflazione al consumo statunitense pubblicati venerdì.

I dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno temporaneamente spinto il rendimento del Treasury decennale oltre il 5%.

Anche la Bank of Japan e la Bank of England annunceranno le proprie decisioni di politica monetaria nel corso della settimana. La Bank of Japan dovrebbe aumentare il proprio tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all’1,25%.

Il Brent scambia vicino a 112 dollari

I prezzi dell’energia sono rimasti elevati lunedì, con il Brent in rialzo di un ulteriore 3% a circa 112 dollari al barile.

L’aumento ha seguito nuovi attacchi militari contro infrastrutture saudite, tra cui un importante oleodotto, e ulteriori avanzamenti dei ribelli Houthi dello Yemen, che hanno alimentato le preoccupazioni sulle rotte marittime nel Mar Rosso.

È stato inoltre rinviato un incontro previsto in Oman tra Iran e Stati arabi del Golfo riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz, aumentando l’incertezza sulle forniture energetiche regionali.

Elevati i rendimenti italiani e francesi

Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si è attestato intorno al 4,38%, con lo spread rispetto ai titoli tedeschi sostanzialmente stabile in vista di nuove emissioni sovrane autunnali.

Il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni è rimasto intorno al 4,45%.

I rendimenti francesi a 30 anni si sono inoltre mantenuti vicino ai livelli più elevati dal 2003, mentre i mercati valutavano le proiezioni sul deficit strutturale del Paese.

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