I prezzi dell’oro sono rimasti vicini a 4.500 dollari l’oncia venerdì dopo essere saliti di quasi il 2% nella seduta precedente, mentre gli investitori attendevano i dati statunitensi sulle buste paga non agricole per ulteriori indicazioni sulla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse a settembre.
L’indebolimento del dollaro statunitense e i commenti del governatore della Federal Reserve Christopher Waller hanno contribuito alle aspettative del mercato secondo cui i tassi potrebbero rimanere invariati se l’inflazione continuerà a moderarsi. Gli investitori guardavano inoltre ai dati sull’inflazione statunitense previsti per la prossima settimana.
Alle 21:18 ET (01:18 GMT), XAU/USD era in rialzo dello 0,3% a 4.484,27 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro erano scambiati intorno a 4.530 dollari. XAG/USD si attestava vicino a 65,8 dollari l’oncia e XPT/USD intorno a 1.775 dollari. L’indice del dollaro statunitense è sceso a circa 99,4.
I commenti di Waller incidono sulle aspettative per i tassi di settembre
L’oro ha recuperato quasi il 2% giovedì, interrompendo una serie di tre sedute consecutive in calo, prima di estendere la ripresa venerdì.
Waller ha indicato che potrebbe sostenere il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre se i prossimi dati economici confermeranno che l’inflazione continua a rallentare.
Ha indicato i dati sull’inflazione di agosto come un elemento importante per la sua decisione, lasciando allo stesso tempo aperta la possibilità di sostenere un aumento dei tassi qualora le pressioni sui prezzi tornassero ad accelerare.
Le aspettative del mercato per un aumento dei tassi a settembre sono successivamente diminuite, con la probabilità implicita scesa a circa il 50% da circa il 70% registrato all’inizio della settimana.
Tassi di interesse più bassi possono ridurre il vantaggio relativo in termini di rendimento degli asset che generano interessi rispetto all’oro, che non produce interessi.
Il dollaro statunitense si è inoltre indebolito mentre lo yen giapponese ha guadagnato quasi il 2% giovedì, registrando il maggiore rialzo giornaliero dall’intervento delle autorità giapponesi e statunitensi sui mercati valutari avvenuto poco più di un mese prima.
Dati sul lavoro e livelli tecnici in primo piano
Il rapporto statunitense sulle buste paga non agricole rappresenta il prossimo dato economico seguito dagli investitori per le sue possibili implicazioni sulla politica monetaria.
La recente ripresa dell’oro ha seguito un calo registrato all’inizio della settimana, che aveva portato il metallo a circa 4.282 dollari l’oncia, il livello più basso in quasi quattro settimane.
Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha attribuito parte del successivo movimento alla riduzione delle pressioni provenienti dai prezzi dell’energia, dai rendimenti dei Treasury statunitensi e dal dollaro, insieme ai segnali secondo cui la recente escalation in Medio Oriente potrebbe essersi moderata. Ha inoltre citato un miglioramento della propensione al rischio.
Sycamore ha affermato che l’oro è rimasto al di sopra del minimo di fine giugno di 3.942 dollari, continuando a sostenere la sua valutazione di medio termine secondo cui il metallo avrebbe formato una base intorno a quel livello.
Ha inoltre osservato che la discesa dell’oro sotto la media mobile a 200 giorni, pari a circa 4.526 dollari, nella settimana precedente ha inciso sul quadro tecnico di breve termine, senza tuttavia modificare la sua valutazione più ampia.
L’oro resta sensibile agli sviluppi in Medio Oriente, dove i precedenti combattimenti avevano contribuito all’aumento dei prezzi del petrolio e al ritorno delle preoccupazioni sull’inflazione. Più recentemente, l’attenuazione delle pressioni sui prezzi dell’energia ha ridotto parte di questo effetto.

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