Le Borse europee sono rimaste sostanzialmente invariate lunedì, mantenendosi in prossimità dei minimi delle ultime tre settimane mentre l’escalation delle tensioni economiche tra Stati Uniti e Iran ha mantenuto gli investitori prudenti. Un moderato calo dei prezzi del petrolio ha offerto un certo sollievo, ma la propensione al rischio è rimasta contenuta.
L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,1% nelle prime contrattazioni, restando sui livelli osservati l’ultima volta all’inizio di agosto.
Il DAX tedesco, il CAC 40 francese e il FTSE 100 di Londra sono rimasti sostanzialmente invariati mentre gli investitori attendevano ulteriori dettagli sulle misure previste da Washington contro Teheran.
Gli Stati Uniti minacciano l’Iran con la “più grande offensiva finanziaria”
Gli sviluppi geopolitici nel Golfo Persico sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che Washington ha intensificato la pressione economica sull’Iran durante il fine settimana.
Gli Stati Uniti hanno minacciato Teheran con quella che hanno definito “la più grande offensiva finanziaria mai organizzata”, con l’annuncio di ampie sanzioni previsto per lunedì. Le misure mirano a colpire i Paesi stranieri e i partner commerciali che continuano a fornire sostegno economico all’Iran.
I funzionari iraniani hanno risposto minacciando di bloccare tutte le esportazioni di energia provenienti dal Golfo Persico qualora Washington continui la propria campagna economica.
I mercati attendevano una conferenza stampa del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, prevista per lunedì alle 13:00 EDT, durante la quale sono attesi ulteriori dettagli sulle sanzioni.
I futures sul Brent sono scesi di circa l’1,5% lunedì, portandosi intorno a 91,80 dollari al barile e offrendo una breve tregua dopo il rialzo del 5% registrato la scorsa settimana.
Le persistenti difficoltà alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz continuano tuttavia a limitare i flussi marittimi di greggio e GNL. Le restrizioni mantengono un premio per il rischio sull’offerta nei mercati energetici e alimentano le preoccupazioni sull’inflazione globale.
I risultati di Nvidia mettono sotto esame gli investimenti nell’IA
Nvidia (NASDAQ:NVDA) pubblicherà i risultati del secondo trimestre dopo la chiusura dei mercati statunitensi, offrendo un importante banco di prova per i titoli tecnologici globali e per l’entusiasmo degli investitori nei confronti dell’intelligenza artificiale.
L’attenzione sarà concentrata sulla capacità dei continui investimenti nell’IA di sostenere le elevate valutazioni delle maggiori società tecnologiche mondiali.
Gli hyperscaler dell’IA stanno ricorrendo sempre più ai mercati del credito, emettendo ingenti quantità di debito per finanziare l’espansione dei data center. Eventuali segnali di rallentamento della crescita dei ricavi o indicazioni inferiori alle attese da parte di Nvidia potrebbero quindi pesare sui titoli tecnologici, comprese le Borse europee esposte al settore.
Il discorso di Jackson Hole potrebbe influenzare le aspettative sui tassi
Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh dovrebbe inoltre tenere un discorso programmatico al Jackson Hole Economic Policy Symposium.
Gli investitori obbligazionari e azionari analizzeranno attentamente le sue dichiarazioni alla ricerca di indicazioni sulla possibilità che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse a settembre dopo un voto FOMC diviso 9-3.
Le persistenti pressioni inflazionistiche legate agli elevati prezzi dell’energia potrebbero complicare le prospettive di politica monetaria e aumentare la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi.
BW Offshore crolla dopo il taglio delle previsioni sugli utili
Tra i singoli titoli europei, BW Offshore (TG:XY81) ha perso il 14% dopo che la società ha ridotto le proprie previsioni sull’utile ante imposte.
Il forte ribasso si è distinto in una seduta europea altrimenti poco movimentata e dominata dall’incertezza geopolitica, dai rischi legati ai mercati energetici e dall’attesa per importanti appuntamenti economici e societari negli Stati Uniti.

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