L’oro si mantiene stabile mentre i mercati attendono i dati sull’occupazione negli Stati Uniti e seguono gli sviluppi in Medio Oriente

Gold coins

I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve rialzo martedì, mentre gli investitori guardavano a una settimana ricca di dati sul mercato del lavoro statunitense e continuavano a valutare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le possibili conseguenze per l’inflazione e la politica della Federal Reserve.

Alle 02:06 ET (06:06 GMT), l’oro spot (XAU/USD) saliva dello 0,1% a 4.058,99 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro guadagnavano lo 0,6% a 4.114,50 dollari.

L’argento (XAG/USD) avanzava dell’1,3% a 58,95 dollari l’oncia, mentre il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,1% a 1.648,23 dollari.

Le tensioni geopolitiche e i timori per l’inflazione sostengono il metallo prezioso

L’oro ha continuato a muoversi all’interno del recente intervallo di contrattazione, con gli investitori divisi tra l’incertezza geopolitica e la possibilità che prezzi energetici più elevati possano ritardare un allentamento della politica monetaria statunitense.

Il Brent è salito di oltre il 20% nel mese di luglio dopo la ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi contro petroliere commerciali nei pressi dell’Oman, eventi che hanno alimentato le preoccupazioni per le forniture energetiche della regione.

L’aumento del prezzo del petrolio ha rafforzato i timori di una nuova accelerazione dell’inflazione, sostenendo l’ipotesi che la Federal Reserve possa mantenere i tassi d’interesse elevati più a lungo.

Ad aumentare l’incertezza, lunedì l’Iran ha dichiarato che non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti e che non è previsto alcun incontro, smentendo le dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui i colloqui diplomatici sarebbero imminenti.

Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense è rimasto pressoché invariato intorno alla soglia di 100, offrendo pochi nuovi spunti direzionali al mercato dei metalli preziosi.

I dati sul lavoro saranno determinanti per la Federal Reserve

L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai principali dati sull’occupazione statunitense in uscita questa settimana, tra cui il rapporto ADP sull’occupazione privata e i Nonfarm Payrolls di venerdì, che potrebbero fornire nuove indicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve.

Le recenti dichiarazioni restrittive di tre funzionari della Fed, favorevoli a un rialzo dei tassi nell’ultima riunione, insieme ai commenti del presidente della Federal Reserve di New York John Williams, secondo cui la banca centrale è pronta ad aumentare nuovamente i tassi se l’inflazione dovesse persistere, hanno rafforzato le aspettative di tassi elevati per un periodo prolungato.

IG individua livelli chiave per una ripresa dell’oro

Tony Sycamore, analista senior di IG, ha affermato che l’oro continua a muoversi lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra circa 4.000 e 4.200 dollari che caratterizza il mercato nell’ultimo mese.

Secondo Sycamore, il metallo prezioso dovrà prima superare la resistenza tecnica situata intorno a 4.080 dollari e successivamente il massimo di inizio luglio vicino a 4.202 dollari per confermare un recupero più ampio.

Un consolidamento sopra questi livelli potrebbe favorire un movimento verso la media mobile a 200 giorni, situata intorno a 4.490 dollari.

Fino ad allora, Sycamore ritiene che i rischi rimangano orientati verso un nuovo test del minimo di fine giugno vicino a 3.942 dollari, evidenziando la prudenza che continua a caratterizzare il mercato.

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