Eni SpA (BIT:ENI) ha pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative grazie alla crescita della produzione upstream e alla solida generazione di cassa. Il gruppo energetico italiano ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni sul flusso di cassa per il 2026 e annunciato un ampliamento del proprio programma di riacquisto di azioni, spingendo il titolo nettamente al rialzo.
L’utile netto rettificato del secondo trimestre si è attestato a 2,3 miliardi di euro, superando di circa il 12% il consenso degli analisti. Gli investitori hanno accolto positivamente i risultati, con le azioni Eni in rialzo del 4,8% dopo l’annuncio.
La società ha aumentato la guidance per il flusso di cassa operativo rettificato del 2026 a 15 miliardi di euro, rispetto alla precedente previsione di 13,8 miliardi di euro. Eni ha attribuito il miglioramento a ipotesi più favorevoli sui prezzi delle materie prime e a una migliore performance operativa.
Nell’ambito delle nuove previsioni, il gruppo stima ora un prezzo medio del Brent pari a 85 dollari al barile nel 2026, rispetto agli 83 dollari al barile previsti in precedenza. Ha inoltre aumentato la previsione per i margini di raffinazione SERM a 14 dollari al barile dagli 8 dollari precedenti.
Eni ha inoltre rafforzato la remunerazione degli azionisti aumentando il programma di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 2,8 miliardi di euro. La società ha anche indicato la possibilità di distribuire un dividendo straordinario nel corso del quarto trimestre.
La produzione upstream ha raggiunto una media di 1,789 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno nel secondo trimestre, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e circa il 3% al di sopra del consenso degli analisti. Al netto degli effetti delle operazioni di portafoglio e delle variazioni dei prezzi, la crescita della produzione sottostante è stata pari all’11% su base annua. La joint venture Searah tra Indonesia e Malesia ha contribuito in modo significativo a questo incremento.
Anche la generazione di cassa ha superato le attese. Il flusso di cassa operativo, escluso il capitale circolante, è stato pari a 4,5 miliardi di euro, circa il 15% al di sopra delle previsioni degli analisti.
Nel corso del primo semestre, Eni ha approvato quattro importanti decisioni finali di investimento, relative ai progetti Baleine Phase 3, North Kutei Basin, PAJ e Cronos, rafforzando ulteriormente il proprio portafoglio di sviluppo a lungo termine.
Alla fine del secondo trimestre, la leva finanziaria pro-forma si attestava al 17%, includendo le operazioni di dismissione in corso, rimanendo all’interno dell’intervallo obiettivo del 15%-18% previsto per il 2026. Escludendo Plenitude, che sarà riportata separatamente a partire dal terzo trimestre, il rapporto di indebitamento pro-forma era pari al 10%.

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