Le Borse europee restano caute mentre il petrolio supera i 100 dollari e i nuovi dazi USA alimentano i timori sui tassi: DAX, CAC, FTSE100

Oil chart

I mercati azionari europei hanno chiuso la mattinata senza una direzione definita venerdì, con il forte rialzo del prezzo del petrolio e le nuove misure tariffarie statunitensi che hanno compensato il sostegno offerto dai risultati societari, rafforzando le aspettative di tassi d’interesse elevati per un periodo più lungo.

L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto sostanzialmente invariato nelle prime contrattazioni, mentre gli investitori hanno continuato a monitorare le tensioni geopolitiche e commerciali.

Petrolio in forte rialzo e nuove tensioni geopolitiche

Le quotazioni del greggio sono aumentate di oltre il 7%, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da diversi mesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato una significativa risposta militare contro l’Iran e gli Houthi dello Yemen in seguito ai continui attacchi contro le navi commerciali nel Mar Rosso e nel Golfo Persico.

L’impennata dei prezzi dell’energia ha riacceso le preoccupazioni per una nuova ondata inflazionistica nelle economie europee, fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche.

I nuovi dazi statunitensi aumentano le tensioni commerciali

Gli investitori hanno inoltre reagito all’entrata in vigore di nuovi dazi statunitensi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 partner commerciali, inclusa l’Unione Europea.

La Casa Bianca ha dichiarato che le misure riguardano i Paesi che non applicano adeguati divieti sulle importazioni legate al lavoro forzato, sostituendo il precedente dazio globale del 10%. La decisione rappresenta un’ulteriore sfida per gli esportatori europei, già alle prese con costi logistici elevati e una domanda internazionale debole.

L’aumento dei prezzi dell’energia e le nuove tensioni commerciali hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona ai livelli più elevati degli ultimi quindici anni.

I mercati rivedono le aspettative sulle banche centrali

Il mercato obbligazionario riflette una crescente convinzione che sia la Banca Centrale Europea sia la Federal Reserve possano mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo, con la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi entro la fine dell’anno per contenere l’inflazione.

Nel corso della giornata gli investitori attendono inoltre la pubblicazione degli indici PMI preliminari dell’Eurozona, che dovrebbero indicare un’attività economica ancora debole a causa dell’elevato costo del credito e dell’aumento dei costi di produzione.

I titoli energetici sostengono i listini

Le performance positive dei principali gruppi energetici, tra cui Shell e BP, hanno contribuito a limitare le perdite dei mercati europei, mentre il comparto tecnologico è rimasto sotto pressione.

Il DAX tedesco è salito dello 0,5%, il FTSE MIB italiano dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese e il FTSE 100 di Londra hanno ceduto lo 0,1%.

Durante la notte, i risultati trimestrali di Intel (NASDAQ:INTC) non sono riusciti a sostenere il settore tecnologico asiatico, mentre i dati sul consumo di cassa di Tesla (NASDAQ:TSLA) hanno alimentato i timori che gli investimenti nell’intelligenza artificiale stiano pesando sulla capacità delle aziende di generare liquidità.

Con i rendimenti obbligazionari vicini ai massimi pluriennali e il petrolio in forte rialzo, molti investitori continuano a privilegiare i settori difensivi caratterizzati da flussi di cassa stabili in attesa di maggiore chiarezza sulle prossime mosse delle banche centrali.

Titoli sotto osservazione

Tra i singoli titoli, Ubisoft (EU:UBI) ha perso il 4% dopo la pubblicazione dei ricavi del primo trimestre, mentre Volkswagen AG (TG:VOW3) ha ceduto il 3% in seguito ai risultati trimestrali e all’aggiornamento sulle prospettive.

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