Le Borse europee arretrano mentre le tensioni in Medio Oriente compensano il buon avvio della stagione delle trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

London Stock Exchange building

I mercati azionari europei hanno aperto in ribasso venerdì, con l’intensificarsi delle tensioni militari in Medio Oriente che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e riacceso i timori sull’inflazione. Tuttavia, il buon inizio della stagione delle trimestrali del secondo trimestre ha contribuito a contenere le perdite, lasciando gli indici principali in territorio positivo su base settimanale.

L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto lo 0,6% nelle prime contrattazioni, pur mantenendosi avviato verso un progresso settimanale di circa lo 0,4%. I solidi risultati societari, in particolare quelli dei principali gruppi bancari, hanno sostenuto il sentiment degli investitori e limitato il calo dei mercati.

Il clima di mercato è stato messo sotto pressione dopo il sesto giorno consecutivo di scambi di attacchi militari tra Stati Uniti e Iran. L’escalation ha provocato un forte rialzo del prezzo del greggio, alimentando i timori che un’inflazione energetica persistente possa rallentare il processo di disinflazione globale e complicare le future decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali.

Nonostante il contesto geopolitico, i mercati europei hanno mostrato una maggiore tenuta rispetto a quelli asiatici, dove i titoli tecnologici hanno guidato una correzione molto più marcata. La minore esposizione dell’Europa ai colossi tecnologici ha contribuito a limitare le perdite.

Nel comparto dei semiconduttori, STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso il 5%, mentre ASML (EU:ASML) è scesa del 3,5%.

Gli investitori hanno continuato a concentrarsi sui risultati societari incoraggianti e sui segnali di rallentamento dell’inflazione negli Stati Uniti emersi all’inizio della settimana, elementi che hanno attenuato le preoccupazioni per un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse nonostante il peggioramento del quadro geopolitico.

L’attenzione dei mercati si sposta ora sulla riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea prevista per la prossima settimana.

La maggior parte degli economisti prevede che la BCE manterrà invariato il tasso sui depositi. Tuttavia, il recente aumento del prezzo del petrolio ha spinto i mercati monetari a rafforzare le aspettative di un possibile rialzo dei tassi in una fase successiva qualora le pressioni inflazionistiche dovessero persistere.

La banca centrale dovrà trovare un equilibrio tra il rallentamento della crescita economica nell’Eurozona e il rischio che il rincaro dell’energia alimenti una nuova ondata inflazionistica.

Tra i principali listini europei, il FTSE 100 di Londra ha perso lo 0,3%, pur restando avviato verso un guadagno settimanale. Il CAC 40 di Parigi ha ceduto lo 0,6%, il DAX di Francoforte lo 0,5%, mentre il FTSE MIB di Milano è arretrato dell’1% e l’IBEX 35 di Madrid dello 0,3% in un contesto di generale riduzione dell’esposizione al rischio.

Tra i singoli titoli, Danske Bank (TG:DSN) ha perso il 2,5% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

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