I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve calo martedì, con gli investitori intenti a valutare le prospettive di una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, pur continuando a monitorare i rischi per l’offerta dopo i recenti scontri militari tra i due Paesi.
Alle 04:56 ET (08:56 GMT), i futures sul Brent, riferimento internazionale, sono scesi dello 0,6% a 72,69 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha perso lo 0,5% attestandosi a 70,41 dollari al barile.
Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione
I mercati energetici continuano a seguire con prudenza gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, dopo le notizie secondo cui Washington e Teheran avrebbero contenuto una nuova escalation militare, preservando così l’accordo di pace provvisorio raggiunto all’inizio del mese.
Dopo la firma del memorandum d’intesa, i prezzi del greggio sono diminuiti sensibilmente e sono tornati su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che le due parti dovrebbero riprendere i negoziati di pace a Doha nel corso della giornata. Tuttavia, Teheran non ha ancora confermato che nuovi colloqui con gli Stati Uniti si terranno questa settimana, mantenendo elevata l’incertezza sia sul processo diplomatico sia sulla situazione nello Stretto di Hormuz.
I rischi per il traffico marittimo restano elevati
La Casa Bianca ha ribadito che il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale, è tornato regolare.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha però affermato che Teheran intende proseguire il piano per una gestione congiunta del traffico marittimo nello stretto, anche nel caso in cui l’Oman decidesse di non aderire all’iniziativa.
Secondo gli analisti di ANZ, un maggiore controllo iraniano potrebbe rallentare la ripresa delle esportazioni di greggio dal Golfo Persico, mentre i persistenti rischi per la navigazione continuano a pesare sulle prospettive dell’offerta regionale.
Margini di raffinazione ancora sostenuti
Gli analisti di ANZ hanno inoltre osservato che, sebbene il prezzo del greggio abbia cancellato gran parte dei rialzi registrati durante il conflitto, il mercato dei carburanti raffinati continua a mostrare condizioni di offerta più ristrette.
La differenza tra il calo del greggio e la maggiore tenuta dei carburanti raffinati suggerisce che i margini di raffinazione potrebbero rimanere sostenuti anche se i prezzi del petrolio dovessero restare contenuti.

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