Il petrolio resta vicino ai recenti minimi mentre il mercato segue i progressi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran

Oil pump

I prezzi del greggio si stabilizzano dopo il forte ribasso

I prezzi del petrolio hanno mostrato movimenti contenuti martedì, dopo aver perso quasi il 3% nella seduta precedente, mentre gli operatori continuano a valutare gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e l’impatto dell’allentamento temporaneo delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane.

Alle 09:39 ET (10:39 GMT), i future sul Brent con scadenza agosto cedevano lo 0,3% a 77,70 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate erano sostanzialmente invariati a 73,92 dollari al barile.

La recente debolezza del mercato è stata alimentata dai segnali di un possibile allentamento dei rischi per l’offerta in Medio Oriente.

L’allentamento delle sanzioni migliora le prospettive dell’offerta

Il sentiment degli investitori è migliorato dopo che Washington ha introdotto una licenza generale di 60 giorni che consente la vendita, la consegna e l’importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani nell’ambito delle discussioni diplomatiche in corso con Teheran.

La decisione è arrivata dopo che funzionari statunitensi e iraniani hanno segnalato progressi verso un accordo di pace più ampio e un’estensione dell’attuale quadro di cessate il fuoco.

La deroga comprende inoltre attività bancarie, assicurative e di trasporto marittimo collegate, aumentando le aspettative di una crescita delle esportazioni iraniane nelle prossime settimane.

Possibile ritorno di maggiori volumi iraniani sul mercato

La prospettiva di un incremento della produzione iraniana è diventata uno dei principali temi per gli operatori energetici, soprattutto mentre si attenuano le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz.

“l’Iran aveva già iniziato ad aumentare le esportazioni dopo la revoca del blocco statunitense. Questa deroga alle sanzioni aprirà nuovi mercati per la vendita del petrolio iraniano, compresi gli Stati Uniti”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

I funzionari iraniani hanno dichiarato lunedì che l’ultimo ciclo di colloqui ha prodotto “major progress”, mentre alcune indiscrezioni indicano che Teheran avrebbe ottenuto concessioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici nell’ambito delle trattative per un accordo finale atteso entro 60 giorni.

I progressi diplomatici compensano i rischi geopolitici

Per il momento, la possibilità che maggiori quantità di greggio iraniano tornino sul mercato internazionale ha prevalso sulle persistenti tensioni geopolitiche.

Durante la fase più intensa del conflitto, i prezzi del petrolio erano saliti oltre i 120 dollari al barile a causa delle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e dei timori di carenze nell’offerta.

Tuttavia, il miglioramento delle condizioni di navigazione e l’avanzamento delle trattative diplomatiche hanno spinto il mercato a ridurre il premio per il rischio incorporato nei prezzi del greggio.

Lo Stretto di Hormuz resta il principale fattore di incertezza

Nonostante il miglioramento del sentiment, rimangono interrogativi sulla velocità con cui il traffico petrolifero potrà tornare completamente alla normalità lungo una delle rotte energetiche più importanti al mondo.

“Guardando avanti, l’incertezza principale resta la rapidità con cui i flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz potranno normalizzarsi”, hanno aggiunto gli analisti di ING.

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