I prezzi dell’oro hanno esteso i guadagni per la terza seduta consecutiva lunedì, raggiungendo i livelli più alti dal 9 giugno, nonostante l’accordo di pace annunciato in Medio Oriente abbia ridotto le tensioni geopolitiche.
Il metallo prezioso ha continuato ad attirare acquisti da parte degli investitori anche mentre il petrolio registrava un forte calo dopo l’intesa preliminare raggiunta tra Stati Uniti e Iran.
Il Metallo Prezioso Tocca i Massimi delle Ultime Settimane
Nel corso della mattinata, l’oro spot ha raggiunto un massimo intraday di 4.335 dollari l’oncia, mentre il contratto future con scadenza ad agosto è salito fino a 4.356 dollari l’oncia.
Parallelamente, le aspettative di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di una normalizzazione dei flussi energetici hanno pesato sul mercato petrolifero, con il Brent in calo di circa il 5% fino a 83 dollari al barile.
Trump Esalta l’Accordo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto con favore il cessate il fuoco tra Washington e Teheran, definendolo un “importante accordo che porterà pace e sicurezza all’intera regione.”
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha aggiunto: “Molti presidenti hanno cercato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente capace di aiutarli a raggiungere una vera pace.”
Ha inoltre affermato che, con la riapertura dello Stretto di Hormuz, “prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell’accordo e per consentire le operazioni di bonifica delle mine, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione sia del resto del mondo!”
Teheran Conferma il Percorso dei Negoziati
L’Iran ha successivamente confermato l’intesa attraverso il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, che ha spiegato come i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e saranno incentrati principalmente sulla revoca delle sanzioni.
Ha inoltre precisato che Teheran passerà alla fase successiva delle trattative soltanto dopo lo sblocco dei propri asset congelati, la rimozione del blocco statunitense e la conclusione formale della guerra.
Attenzione Rivolta alla Federal Reserve
L’accordo arriva in una settimana particolarmente importante per i mercati, che attendono una serie di decisioni delle banche centrali, tra cui la prima riunione della Federal Reserve guidata dal nuovo presidente Kevin Warsh.
Prima dell’annuncio dell’intesa, gli investitori ritenevano sempre più probabile un ulteriore aumento dei tassi statunitensi entro la fine dell’anno. Tuttavia, le aspettative si sono ridimensionate dopo la svolta diplomatica.
Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre è scesa al 48%, rispetto al 69% della scorsa settimana.
Tassi Più Bassi Favoriscono il Metallo Giallo
L’oro tende a perdere attrattiva in contesti caratterizzati da tassi di interesse elevati, poiché non offre rendimenti.
Dall’inizio del conflitto, a fine febbraio, oro e petrolio hanno mostrato un andamento inverso. Il metallo ha perso circa il 18% nel periodo, penalizzato dai timori che l’aumento dei prezzi energetici alimentasse l’inflazione e costringesse le banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo.
Secondo Christopher Wong, strategist valutario di Oversea-Chinese Banking, l’accordo “rende lo scenario macroeconomico meno ostile per l’oro”, anche se ha avvertito che “l’accordo deve ancora essere formalizzato, quindi nel frattempo potremmo assistere a scambi contrastanti.”
Wong ha inoltre sottolineato: “Affinché l’oro recuperi uno slancio rialzista più forte, sarebbe necessario un miglioramento più sostenuto del contesto esterno, compresi rendimenti più bassi, prezzi del petrolio più bassi e prove più chiare che il ciclo restrittivo della Fed abbia raggiunto il suo picco.”

Leave a Reply