I titoli delle compagnie aeree europee arretrano dopo il taglio delle stime IATA sugli utili del settore per il 2026

Le azioni delle compagnie aeree europee hanno registrato ribassi lunedì dopo che l’International Air Transport Association (IATA) ha ridotto drasticamente le proprie previsioni sulla redditività globale del settore nel 2026, avvertendo che l’impennata dei costi del carburante legata alle interruzioni in Medio Oriente peserà in modo significativo sull’industria.

Le azioni di IAG (LSE:IAG), Air France-KLM (LSE:AF), Lufthansa (TG:LHA), Wizz Air (LSE:WIZZ) e Ryanair (LSE:0A2U) hanno perso tra l’1,47% e il 2,1% alle 04:40 ET (08:40 GMT). easyJet (LSE:EZJ) ha mostrato una maggiore tenuta, limitando il calo allo 0,86%.

I costi del carburante spingono al ribasso le prospettive sugli utili

L’IATA prevede ora che l’industria aerea globale registrerà utili netti pari a 23 miliardi di dollari nel 2026, in netto calo rispetto ai 45 miliardi di dollari del 2025 e ben al di sotto della precedente stima di 41 miliardi.

Il margine netto del settore dovrebbe ridursi al 2,0% dal 4,2% dell’anno precedente, mentre l’utile per passeggero è atteso in diminuzione da 9,10 a 4,50 dollari.

“Gli utili scenderanno da 45 miliardi di dollari nel 2025 a 23 miliardi quest’anno. E i margini passeranno dal 4,2% al 2,0%”, ha dichiarato Willie Walsh, Direttore Generale dell’IATA. “Non basterebbero nemmeno per comprare un hot dog nella maggior parte delle sedi della Coppa del Mondo FIFA.”

Secondo l’IATA, il principale ostacolo per il settore è rappresentato dal forte aumento dei costi del carburante.

Atteso un forte aumento dei prezzi del carburante per aerei

L’associazione prevede che il prezzo medio del carburante per aviazione raggiungerà i 152 dollari al barile nel 2026, rispetto ai 90 dollari del 2025, assumendo un prezzo medio del Brent pari a 95 dollari al barile.

Di conseguenza, la spesa complessiva per il carburante dovrebbe aumentare del 40%, raggiungendo i 350 miliardi di dollari rispetto ai 252 miliardi del 2025. Il carburante rappresenterà il 31,4% dei costi operativi totali delle compagnie aeree, contro il 25,4% dell’anno scorso.

Le spese operative complessive sono attese a 1.117 miliardi di dollari, superando il ritmo di crescita dei ricavi. I ricavi del settore dovrebbero aumentare del 9,4% a 1.165 miliardi di dollari.

Le compagnie europee vedono ridursi la redditività

Secondo le nuove previsioni, le compagnie aeree europee dovrebbero subire un significativo deterioramento della redditività.

L’IATA stima che gli utili netti del settore in Europa scenderanno a 9,60 miliardi di dollari nel 2026 dai 13 miliardi del 2025. I margini netti dovrebbero diminuire dal 4,5% al 3,1%, mentre l’utile per passeggero è previsto in calo da 10,30 a 7,50 dollari.

Sebbene le compagnie europee abbiano coperto circa il 70% del proprio fabbisogno di carburante prima della crisi, l’IATA ha avvertito che i costi più elevati inizieranno a riflettersi sui risultati finanziari man mano che le coperture esistenti scadranno.

Il Medio Oriente registra il peggior deterioramento

L’impatto più pesante è previsto in Medio Oriente, dove le compagnie aeree dovrebbero passare da un utile netto aggregato di 7,20 miliardi di dollari nel 2025 a una perdita netta di 4,30 miliardi nel 2026.

La domanda, misurata in chilometri passeggero a pagamento, dovrebbe diminuire dell’11,4% nella regione.

In Nord America, gli utili netti sono attesi a 9,40 miliardi di dollari rispetto ai 12,40 miliardi del 2025, mentre nell’area Asia-Pacifico dovrebbero scendere a 6,60 miliardi dai 9,80 miliardi precedenti.

“Le compagnie più piccole che hanno iniziato l’anno con bilanci deboli stanno certamente soffrendo”, ha affermato Walsh.

I rendimenti scendono sotto il costo del capitale

L’IATA prevede inoltre che il rendimento del capitale investito scenderà al 4,3% nel 2026, rispetto al 6,6% del 2025. Tale livello rimane inferiore al costo medio ponderato del capitale, stimato all’8,5%.

Nonostante il peggioramento della redditività, il settore dovrebbe comunque generare ricavi complessivi pari a 1.165 miliardi di dollari, trasportare 5,10 miliardi di passeggeri e raggiungere un load factor record dell’84%.

Questi dati evidenziano la resilienza della domanda di viaggi, ma sottolineano anche le crescenti pressioni finanziarie che le compagnie aeree stanno affrontando a causa dell’aumento continuo dei costi del carburante.

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