L’attività del settore dei servizi in Italia si è nuovamente contratta a maggio, segnando il terzo mese consecutivo di flessione, mentre la debolezza della domanda e il calo dei nuovi ordini hanno continuato a frenare la crescita, secondo l’ultima indagine di S&P Global.
L’Indice PMI dell’Attività Commerciale dei Servizi in Italia è sceso a 49,4 a maggio dai 49,8 di aprile. Un valore inferiore a 50 indica una contrazione dell’attività economica. Il dato rappresenta una delle performance più deboli degli ultimi 18 mesi, con solo marzo che aveva registrato un calo più marcato.
Nuovi Ordini in Calo per Effetto delle Pressioni Economiche
Le condizioni della domanda sono rimaste difficili durante il mese, con i volumi dei nuovi affari diminuiti per la seconda volta negli ultimi tre mesi. Il ritmo della contrazione è stato tra i più rapidi osservati nell’ultimo anno e mezzo.
Secondo le aziende partecipanti al sondaggio, la combinazione tra condizioni economiche complesse e forti aumenti dei prezzi ha frenato le vendite. Alcuni operatori hanno inoltre indicato l’incertezza geopolitica come un ulteriore elemento di pressione sulla domanda.
A livello settoriale, soltanto i comparti software e comunicazioni e quello finanziario e immobiliare hanno continuato a registrare crescita, sebbene a ritmi inferiori rispetto ai mesi precedenti.
Debolezza Domestica Solo Parzialmente Compensata dall’Estero
La flessione complessiva dei nuovi ordini è stata principalmente determinata dalla domanda interna, che ha mostrato segnali di indebolimento più marcati.
Anche gli ordini provenienti dall’estero sono diminuiti, ma a un ritmo meno intenso rispetto ad aprile. Alcune imprese hanno segnalato un miglioramento delle vendite verso clienti europei, contribuendo ad attenuare il rallentamento complessivo.
L’Occupazione Continua a Crescere
Nonostante il contesto operativo più difficile, le aziende del settore hanno continuato ad assumere personale.
L’occupazione è aumentata per il sedicesimo mese consecutivo, con il tasso di crescita che ha raggiunto il livello più elevato degli ultimi tre mesi. Questo andamento suggerisce che molte imprese continuano a investire nella forza lavoro, confidando in una futura ripresa dell’attività.
Pressioni sui Costi ai Massimi da Oltre Tre Anni
L’inflazione dei costi operativi ha accelerato ulteriormente nel corso di maggio, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi 40 mesi.
Le aziende hanno attribuito l’aumento delle spese principalmente ai maggiori costi energetici e dei carburanti, collegati alle tensioni in Medio Oriente. Nonostante ciò, l’incremento dei prezzi applicati ai clienti è rimasto relativamente contenuto, evidenziando una limitata capacità di trasferire gli aumenti dei costi al mercato.
Fiducia in Miglioramento ma Ancora Inferiore alla Media Storica
Le aspettative per i prossimi dodici mesi sono migliorate leggermente rispetto ad aprile, pur restando inferiori agli standard storici.
Le imprese più ottimiste hanno indicato come fattori di supporto un possibile miglioramento del contesto economico, l’acquisizione di nuovi clienti e i benefici derivanti dagli investimenti effettuati.
Nel complesso, l’Indice PMI Composito dell’Output dell’Italia, che combina i dati di manifattura e servizi, si è attestato a 50,4 a maggio rispetto a 50,5 ad aprile. La contrazione del comparto dei servizi è stata sostanzialmente compensata da una crescita più sostenuta della produzione manifatturiera.
L’indagine è stata condotta tra il 12 e il 26 maggio 2026.

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