Intesa Sanpaolo SpA (BIT:ISP) ha registrato giovedì un utile netto nel primo trimestre 2026 pari a 2,76 miliardi di euro, superando le attese degli analisti ferme a 2,62 miliardi di euro, sostenuto da una migliore performance delle attività di trading e da ricavi operativi solidi. La banca italiana ha confermato l’obiettivo di utile netto per l’intero esercizio a circa 10 miliardi di euro. Le azioni risultavano in calo dell’1,6 per cento nelle prime contrattazioni.
L’utile netto del periodo gennaio-marzo è aumentato del 5,6 per cento rispetto ai 2,62 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi operativi sono saliti a 7,15 miliardi di euro, oltre i 6,91 miliardi attesi dal mercato e in aumento rispetto ai 6,80 miliardi del primo trimestre 2025.
I profitti derivanti da attività e passività finanziarie valutate al fair value sono cresciuti a 505 milioni di euro rispetto ai 265 milioni registrati un anno prima, contribuendo a compensare la debolezza di altre divisioni.
Gli analisti di Morgan Stanley hanno affermato che i risultati trimestrali appaiono sostanzialmente in linea con le aspettative, pur evidenziando segnali incoraggianti nella crescita dei prestiti nonostante una dinamica più debole del margine d’interesse.
Il margine di interesse netto si è attestato a 3,64 miliardi di euro, stabile rispetto all’anno precedente e in linea con le previsioni di consenso. Le commissioni nette sono salite del 3,1 per cento a 2,52 miliardi di euro.
La banca ha inoltre migliorato l’efficienza operativa, con costi in calo dello 0,7 per cento a 2,57 miliardi di euro. Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 35,9 per cento dal 38,1 per cento dell’anno precedente, mentre il margine operativo è aumentato del 9 per cento a 4,59 miliardi di euro.
Gli accantonamenti sui crediti sono diminuiti a 170 milioni di euro rispetto ai 224 milioni di un anno prima, con un costo del rischio annualizzato pari a 16 punti base.
La qualità degli attivi è rimasta stabile, con un rapporto di crediti deteriorati pari allo 0,9 per cento netto e all’1,8 per cento lordo alla fine di marzo 2026. Secondo la metodologia dell’Autorità Bancaria Europea, il rapporto era pari allo 0,8 per cento netto e all’1,5 per cento lordo.
Il coefficiente Common Equity Tier 1 si è attestato al 13 per cento a fine trimestre, dopo aver contabilizzato distribuzioni agli azionisti e un programma di riacquisto di azioni da 2,30 miliardi di euro previsto per luglio 2026. Intesa ha dichiarato che il coefficiente salirebbe al 13,9 per cento includendo il beneficio legato alle attività fiscali differite.
Nel trimestre la banca ha accantonato 2,60 miliardi di euro per la remunerazione degli azionisti, di cui 2,10 miliardi destinati ai dividendi, oltre al saldo del dividendo 2025 che sarà pagato a maggio 2026.
I prestiti alla clientela si sono attestati a 430 miliardi di euro a fine marzo, in crescita dell’1,1 per cento rispetto alla fine del 2025 e del 3,1 per cento rispetto a un anno prima.
Intesa Sanpaolo ha confermato l’obiettivo di utile netto di circa 10 miliardi di euro per l’intero 2026 e ha indicato un payout complessivo del 95 per cento, suddiviso tra dividendi in contanti e riacquisti di azioni.

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