Le azioni di Davide Campari Milano (BIT:CPR) hanno perso oltre l’11% giovedì dopo che il gruppo italiano delle bevande ha riportato una crescita organica delle vendite del 2,9% nel primo trimestre, ben al di sotto del 5,1% atteso dagli analisti.
La performance più debole è stata attribuita principalmente a difficoltà inattese presso i rivenditori europei e a operazioni di destoccaggio negli Stati Uniti riguardanti marchi considerati meno prioritari.
Confermata la guidance annuale nonostante il trimestre più debole
Campari ha confermato le proprie previsioni per l’intero esercizio, continuando ad attendersi una crescita organica delle vendite intorno al 3%, leggermente inferiore al consenso del 3,4% elaborato da Visible Alpha. La società ha inoltre mantenuto l’obiettivo di una crescita contenuta del margine EBIT adjusted organico.
Il gruppo ha anche ribadito la guidance tecnica relativa agli effetti di perimetro, che dovrebbero ridurre i ricavi di circa 70 milioni di euro e l’EBIT di circa 30 milioni di euro. Sono inoltre previsti ulteriori effetti negativi legati ai cambi, soprattutto per effetto del dollaro statunitense.
Gli analisti prevedono un impatto sulle stime annuali
“While the European retailer issue has now been resolved, neither of the two aforementioned Q1 impacts are expected to be recovered in the balance of the year,” hanno scritto in una nota gli analisti di Morgan Stanley guidati da Tilly Eno.
“Pertanto, ci aspettiamo che l’impatto della debolezza del primo trimestre si rifletta sulle stime di crescita organica dei ricavi per l’intero esercizio, portando il consenso verso la guidance confermata da Campari di circa +3%.”
Performance regionali contrastanti
A livello geografico, il Nord America ha registrato una crescita organica del 2,2% nel primo trimestre, mentre l’Europa si è fermata a un incremento dell’1,9%.
L’Asia Pacifico e il Global Travel Retail hanno registrato una contrazione dell’1,6%, mentre i Mercati Emergenti si sono distinti come l’area più dinamica con una crescita del 12,7%.

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