I prezzi del petrolio salgono mentre lo stallo sul conflitto con l’Iran persiste

I prezzi del petrolio sono aumentati venerdì, mentre gli sforzi per risolvere il conflitto con l’Iran restano in una fase di stallo, con Teheran che continua a bloccare lo Stretto di Hormuz e le forze navali statunitensi che limitano le esportazioni di greggio iraniano.

I futures sul Brent con scadenza luglio sono saliti di 89 centesimi, o dello 0,8%, a 111,29 dollari al barile alle 08:08 GMT. I futures sul West Texas Intermediate statunitense sono aumentati di 37 centesimi, o dello 0,4%, a 105,44 dollari.

I guadagni settimanali riflettono le interruzioni dell’offerta

Entrambi i principali benchmark si avviano a chiudere la settimana in forte rialzo, con il Brent in aumento del 5,7% e il WTI in crescita dell’11,7%. Il contratto Brent di giugno ha raggiunto un picco di 126,41 dollari al barile prima della scadenza di giovedì, segnando il livello più alto da marzo 2022.

I mercati petroliferi sono sotto pressione al rialzo dalla fine di febbraio, quando le azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Le interruzioni hanno colpito circa un quinto dei flussi globali di petrolio e gas naturale liquefatto.

I negoziati mostrano scarsi progressi

Sebbene un cessate il fuoco sia formalmente in vigore dall’8 aprile, le prospettive di una soluzione restano limitate. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che è irrealistico aspettarsi progressi rapidi nei negoziati, secondo quanto riportato dall’agenzia statale IRNA.

“Aspettarsi di raggiungere un risultato in breve tempo, indipendentemente da chi sia il mediatore, a mio avviso, non è molto realistico”, ha affermato.

Le tensioni regionali aumentano l’incertezza

Anwar Gargash, consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, ha scritto su X che non è possibile fare affidamento su iniziative unilaterali iraniane per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz dopo quella che ha definito “aggressione traditrice” contro i Paesi vicini.

Nel frattempo, un alto esponente delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha minacciato “attacchi lunghi e dolorosi” contro posizioni statunitensi nel caso in cui Washington riprendesse le operazioni militari, spingendo temporaneamente i prezzi del petrolio verso i massimi intraday.

Gli Stati Uniti valutano nuove opzioni militari

Secondo alcune fonti, Donald Trump avrebbe dovuto ricevere giovedì un briefing su possibili nuovi attacchi militari per spingere l’Iran a negoziare, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *