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  • I mercati europei arretrano mentre persistono le tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei arretrano mentre persistono le tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno chiuso la settimana in calo venerdì, con gli investitori che sono rimasti prudenti di fronte al protrarsi delle incertezze geopolitiche.

    Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,1%, il CAC 40 francese cedeva lo 0,2%, mentre il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,1%.

    Le tensioni sulla Groenlandia alimentano timori di downgrade

    L’attenzione resta puntata sulla Groenlandia dopo che l’incontro di inizio settimana tra alti funzionari statunitensi e i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia non ha portato a un accordo sul futuro del territorio artico. La premier danese Mette Frederiksen ha affermato che permane un “disaccordo fondamentale” con gli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha ribadito che gli USA “hanno bisogno” della Groenlandia.

    Frederiksen ha inoltre avvertito che un conflitto con Washington sulla Groenlandia potrebbe mettere a rischio la NATO, l’alleanza militare che comprende Stati Uniti, Danimarca e gran parte dei Paesi europei.

    Secondo Fitch, un indebolimento dell’alleanza potrebbe avere implicazioni sui rating sovrani europei. James Longsdon, responsabile dei rating sovrani dell’agenzia, ha dichiarato giovedì che Fitch potrebbe valutare un “aggiustamento” di un notch ai rating europei in caso di frattura dell’alleanza difensiva.

    Ha aggiunto che la vicinanza geografica sarebbe un fattore chiave: “Potrebbe essere dove la vulnerabilità a un evento geopolitico risulterebbe più evidente”, ha spiegato. “Questa è la regola generale: più si è lontani dalla Russia, meno probabile è che ciò avvenga”.

    Diversi Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Norvegia e Svezia, hanno già iniziato a dispiegare truppe in Groenlandia come segnale di sostegno.

    Inflazione ferma in Germania

    I dati diffusi in precedenza hanno mostrato che i prezzi al consumo in Germania sono rimasti invariati a dicembre, con un’inflazione annua dell’1,8%, inferiore all’obiettivo di medio termine del 2,0% della Banca Centrale Europea.

    La BCE ha mantenuto i tassi invariati dopo aver concluso a giugno un rapido ciclo di tagli e ha segnalato il mese scorso di non avere urgenza di modificare nuovamente la politica monetaria, citando una crescita economica resiliente e un’inflazione sotto controllo. Il prossimo meeting è previsto per l’inizio di febbraio.

    Riflettori sui semiconduttori

    Il calendario degli utili europei è relativamente scarno, ma il settore dei semiconduttori resta sotto osservazione dopo i risultati pubblicati giovedì da Taiwan Semiconductor Manufacturing (NYSE:TSM).

    Il maggiore produttore mondiale di chip conto terzi ha riportato solidi risultati nel quarto trimestre e ha indicato che la domanda legata all’intelligenza artificiale rimane robusta. L’aggiornamento ha sostenuto giovedì i titoli europei del settore, tra cui ASML (EU:ASML), ASM International (EU:ASM) e BE Semiconductor (EU:BESI).

    Petrolio stabile dopo il forte calo

    I prezzi del petrolio sono saliti leggermente venerdì, stabilizzandosi dopo le forti perdite della seduta precedente, mentre si sono attenuati i timori di un imminente attacco statunitense all’Iran, riducendo i rischi per l’offerta.

    Il Brent è avanzato dello 0,1% a 63,85 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha guadagnato lo 0,2% a 59,30 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark avevano perso oltre il 4% giovedì dopo che il presidente Trump ha dichiarato che la repressione delle proteste a Teheran stava diminuendo, alleviando le preoccupazioni su possibili azioni militari in grado di interrompere le forniture. Nonostante ciò, il petrolio si avvia a chiudere la settimana sostanzialmente invariato, dopo aver toccato massimi plurimensili all’inizio della settimana in seguito alle proteste in Iran.

  • L’Italia indaga sulle pratiche di vendita di Microsoft legate ai giochi “Call of Duty” e “Diablo”

    L’Italia indaga sulle pratiche di vendita di Microsoft legate ai giochi “Call of Duty” e “Diablo”

    L’autorità italiana per la concorrenza ha annunciato venerdì l’avvio di indagini sulla divisione Activision Blizzard di Microsoft (NASDAQ:MSFT) per presunte pratiche di vendita “ingannevoli e aggressive” relative ai videogiochi “Diablo Immortal” e “Call of Duty Mobile”.

    L’Autorità, che vigila anche sulla tutela dei consumatori, ha affermato che la società starebbe “operando in modo tale da violare la normativa a tutela dei consumatori e, in particolare, la diligenza professionale richiesta in un settore altamente sensibile ai rischi di sviluppo della dipendenza dal gioco d’azzardo”.

    L’ufficio stampa italiano di Microsoft non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

    Secondo il regolatore, le indagini si concentrano sugli incentivi che spingono i giocatori dei titoli free-to-play ad acquistare contenuti aggiuntivi, sia durante le sessioni di gioco sia al di fuori di esse, attraverso messaggi in-app e notifiche push. L’Autorità ha avvertito che l’uso di valute virtuali potrebbe indurre i giocatori, “compresi i minori, a spendere somme significative, anche superiori a quelle necessarie per progredire nel gioco, senza rendersene pienamente conto”.

    Entrambi i franchise utilizzano valute virtuali che consentono di acquistare oggetti o contenuti correlati all’interno del gioco. Tali valute possono essere ottenute tramite denaro reale oppure, in alcuni casi, “guadagnate” giocando.

    “Call of Duty” e “Diablo” figurano tra i franchise videoludici più popolari al mondo.

    L’Autorità ha inoltre criticato le impostazioni predefinite dei controlli parentali e le informazioni sui diritti contrattuali dei giocatori, “che sembrano indurli a rinunciarvi inconsapevolmente”. È stata infine evidenziata la mancanza di strumenti adeguati per contestare l’eventuale blocco degli account di gioco, che può comportare la perdita delle somme investite in contenuti digitali, talvolta anche rilevanti.

  • Secondo un report, la famiglia Ferrari può vendere fino al 5% senza violare il patto parasociale

    Secondo un report, la famiglia Ferrari può vendere fino al 5% senza violare il patto parasociale

    I membri della famiglia Ferrari (BIT:RACE) possono cedere fino al 5% della propria partecipazione nel costruttore di auto di lusso senza far decadere un accordo tra azionisti, secondo quanto riportato dal quotidiano italiano Il Sole 24 Ore.

    Il giornale, citando documenti relativi a un nuovo patto aggiornato tra gli azionisti di Ferrari Exor e Piero Ferrari, afferma che le intese consentono inoltre a Piero Ferrari di uscire dall’accordo «a sua discrezione».

    Il chiarimento arriva dopo l’operazione effettuata all’inizio del 2025 dalla holding di investimento della famiglia Agnelli, Exor, che ha venduto circa il 4% della propria quota in Ferrari, alimentando le speculazioni del mercato su possibili evoluzioni dell’azionariato.

    I dettagli del nuovo accordo offrono maggiore visibilità sulla flessibilità ora a disposizione dei principali azionisti di Ferrari e suggeriscono che, nel tempo, potrebbero essere possibili ulteriori cambiamenti nella struttura proprietaria dell’iconico marchio italiano di auto sportive.

  • Sospesa la tempistica di esame sull’offerta di acquisizione di Crane NXT per Antares Vision

    Sospesa la tempistica di esame sull’offerta di acquisizione di Crane NXT per Antares Vision

    La Consob ha messo in pausa i termini per l’esame dell’offerta pubblica di acquisto di Crane NXT su Antares Vision SpA (BIT:AV), ha comunicato Antares Vision in una nota diffusa giovedì.

    La sospensione dei termini di valutazione non potrà superare i 15 giorni e decorre dal 15 gennaio 2026.

    Antares Vision ha inoltre precisato che informerà tempestivamente il mercato nel momento in cui il periodo di esame verrà riattivato.

  • MPS e Delfin ribadiscono la smentita di colloqui con UniCredit

    MPS e Delfin ribadiscono la smentita di colloqui con UniCredit

    È arrivata una nuova smentita sulle indiscrezioni secondo cui Delfin potrebbe cedere la propria partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) a UniCredit (BIT:UCG), dopo le dichiarazioni diffuse il giorno precedente da Piazza Gae Aulenti.

    Il consiglio di amministrazione di Delfin ha affermato ieri che “non ha mai discusso alcuna possibilità di dismettere la propria partecipazione finanziaria in MPS, che deriva in larga parte dalla conversione di azioni precedentemente detenute in Mediobanca (BIT:MB)”. La nota esclude esplicitamente l’esistenza di negoziazioni con UniCredit o con altri operatori per la cessione totale o parziale della quota del 17,5% detenuta nell’istituto di Palazzo Salimbeni.

    La holding della famiglia Del Vecchio ha sottolineato che, in qualità di investitore finanziario di lungo periodo, “opera con un approccio orientato alla creazione di valore nel tempo, nel migliore interesse della società e dei suoi azionisti, e anche a beneficio della crescita del Paese”.

    “In questo contesto, anche alla luce di una performance complessiva in linea con gli obiettivi di redditività e valorizzazione del capitale, Delfin rinnova il proprio pieno sostegno al management di MPS e al suo percorso di rafforzamento”, conclude la nota.

    Nonostante le ripetute smentite, il settore bancario italiano resta al centro delle speculazioni su fusioni e acquisizioni. “Tra l’autorizzazione della Banca Centrale Europea all’aumento della partecipazione di Crédit Agricole in Banco BPM (BIT:BAMI) e le voci secondo cui UniCredit avrebbe mostrato interesse ad acquisire una quota di MPS, il 2026 si preannuncia come un anno di ulteriori riorganizzazioni strategiche dopo l’acquisizione a sorpresa di Mediobanca da parte di MPS”, ha dichiarato Alessandro Boratti, responsabile dell’analisi sulle banche italiane di Scope Ratings, poche ore dopo che UniCredit aveva ufficialmente messo a tacere le indiscrezioni su un interesse per la quota Delfin.

    “Le banche italiane mantengono un surplus di capitale superiore ai loro obiettivi minimi di lungo periodo, il che conferisce loro flessibilità strategica”, ha aggiunto Boratti. “Avevamo già osservato che alcuni istituti stavano iniziando a utilizzare i buffer in eccesso per operazioni di fusioni e acquisizioni.” Secondo l’analista, un’ulteriore fase di consolidamento del settore “dovrebbe aprire la strada a sinergie di costo, che consideriamo positive dal punto di vista del credito”.

    Nel frattempo, MPS è tornata ieri sul mercato obbligazionario, collocando con successo un covered bond europeo da 750 milioni di euro a quattro anni, destinato per il 64% a investitori internazionali e per il 36% a investitori istituzionali italiani. Gli ordini hanno superato i 2,4 miliardi di euro per il titolo in scadenza il 22 gennaio 2030, che dovrebbe ottenere un rating Aa2 da Moody’s e AA+ da Fitch.

    Lo spread è stato fissato a 30 punti base sopra il midswap, in calo rispetto a un’indicazione iniziale di circa 37 punti base. Il prezzo di ri-offerta è stato pari a 99,577 con una cedola annua del 2,625%. A titolo di confronto, l’ultimo covered bond emesso da Monte dei Paschi nel giugno 2025, anch’esso da 750 milioni di euro, con scadenza gennaio 2031 e cedola del 2,750%, era stato collocato a uno spread significativamente più elevato, pari a 54 punti base, raccogliendo ordini per poco più di 1,5 miliardi di euro.

    I joint bookrunner dell’operazione sono stati Commerzbank, Crédit Agricole CIB, Mediobanca — in qualità di global coordinator — Santander, UBS, UniCredit e MPS stessa.

  • I titoli tecnologici pronti a guidare un rimbalzo iniziale di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I titoli tecnologici pronti a guidare un rimbalzo iniziale di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo giovedì, suggerendo che i mercati potrebbero recuperare parte delle perdite accumulate nelle due sedute precedenti.

    I titoli tecnologici sono pronti a guidare il rimbalzo, come dimostra l’aumento di circa l’1,0% dei future sul Nasdaq 100.

    Il miglioramento del sentiment sul comparto tech riflette in parte la reazione positiva del mercato ai risultati di Taiwan Semiconductor (NYSE:TSM). Le azioni del gruppo sono salite di oltre il 5% nel pre-market dopo che il maggiore produttore mondiale di chip conto terzi ha registrato un forte aumento degli utili nel quarto trimestre.

    “Dopo l’aggiornamento sui ricavi della scorsa settimana era un segreto di Pulcinella che TSMC avrebbe riportato un trimestre record, ma i dettagli restano comunque impressionanti”, ha affermato Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.

    “In particolare i livelli di spesa in conto capitale a cui TSMC si sta impegnando, che suggeriscono una piena fiducia nella solidità del boom dell’IA”, ha aggiunto. “Questo è ulteriormente confermato dalla guidance dell’azienda che indica una crescita del 30% nel 2026”.

    Sul fronte macroeconomico, i nuovi dati sul mercato del lavoro statunitense hanno fornito un sostegno. Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese inaspettatamente nella settimana conclusa il 10 gennaio, attestandosi a 198.000, in calo di 9.000 rispetto al dato rivisto della settimana precedente pari a 207.000. Gli economisti si aspettavano invece un aumento a 215.000.

    Il potenziale rimbalzo arriva dopo un’altra seduta negativa mercoledì, quando i mercati hanno esteso le perdite pur recuperando parte del forte calo iniziale. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso in territorio negativo: il Nasdaq ha perso 238,12 punti (-1,0%) a 23.471,75, l’S&P 500 è sceso di 37,14 punti (-0,5%) a 6.926,60 e il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 42,36 punti (-0,1%) a 49.149,63.

    La debolezza recente è stata in parte attribuita all’aumento delle incertezze geopolitiche, tra cui le tensioni legate alla Groenlandia, l’instabilità politica in Iran e il conflitto in corso tra Russia e Ucraina.

    Anche i titoli bancari hanno pesato sul sentiment. Wells Fargo (NYSE:WFC) ha perso il 4,6% dopo aver riportato utili trimestrali superiori alle attese ma ricavi inferiori alle previsioni. Bank of America (NYSE:BAC) è scesa del 3,8% nonostante risultati migliori del previsto, mentre Citigroup (NYSE:C) ha registrato un deciso calo pur avendo superato le stime sugli utili.

    In precedenza, il Dipartimento del Commercio aveva comunicato che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute più del previsto a novembre, con un aumento dello 0,6% su base mensile dopo una flessione rivista dello 0,1% in ottobre. Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,4%. Al netto delle auto, le vendite sono aumentate dello 0,5%, contro attese dello 0,4%.

    Un rapporto separato del Dipartimento del Lavoro ha inoltre mostrato un moderato aumento dei prezzi alla produzione a novembre.

    Per settori, i titoli software hanno guidato i ribassi nella seduta precedente, trascinando il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 2,4% ai minimi di chiusura degli ultimi otto mesi. Debolezza anche tra i titoli del networking, con l’indice NYSE Arca Networking in calo dell’1,6%. I titoli delle compagnie aeree e del retail hanno sofferto, mentre il comparto energetico ha mostrato una performance decisamente positiva.

  • Borse europee contrastate mentre utili societari e dati sulla crescita del Regno Unito guidano i mercati: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate mentre utili societari e dati sulla crescita del Regno Unito guidano i mercati: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento misto giovedì, mentre gli investitori valutavano una serie di risultati societari insieme ai nuovi dati macroeconomici del Regno Unito, mantenendo inoltre l’attenzione sui solidi risultati di TSMC e sugli sviluppi geopolitici legati a Groenlandia e Iran.

    Sul fronte macroeconomico, i dati ufficiali hanno mostrato che l’economia britannica è rimbalzata più del previsto a novembre. Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% su base mensile, invertendo il calo dello 0,1% registrato in ottobre e superando le stime che indicavano un aumento limitato allo 0,1%.

    Dati separati hanno evidenziato un lieve restringimento del deficit commerciale visibile del Regno Unito, sceso a 23,7 miliardi di sterline a novembre dai 24,2 miliardi del mese precedente. Tuttavia, il disavanzo è risultato superiore alle attese degli analisti, pari a 20,3 miliardi di sterline.

    Nelle prime fasi di contrattazione, il CAC 40 francese cedeva lo 0,1%, il DAX tedesco guadagnava lo 0,1%, mentre il FTSE 100 britannico sovraperformava con un rialzo dello 0,5%.

    Tra i singoli titoli, Alstom (EU:ALO) è salito dopo che il gruppo ferroviario francese si è aggiudicato un contratto da circa 500 milioni di euro per la fornitura di 26 ulteriori treni a due piani Coradia Max alla Landesanstalt Schienenfahrzeuge Baden-Württemberg.

    Safestore Holdings (LSE:SAFE) ha registrato un progresso dopo aver comunicato una solida crescita operativa per l’esercizio chiuso al 31 ottobre 2025.

    Le azioni di Schroders (LSE:SDR) sono avanzate dopo che il gestore patrimoniale ha dichiarato di attendersi utili per il 2025 superiori alle aspettative di mercato.

    Anche il gruppo di pub e ristorazione Mitchells & Butlers (LSE:MAB) ha guadagnato terreno dopo aver riportato un aumento del 4,5% delle vendite like-for-like nel primo trimestre.

    Nel settore tecnologico, ASML (EU:ASML), produttore olandese di apparecchiature per semiconduttori, ha registrato un forte rialzo dopo che TSMC ha superato le attese di fatturato e utile nel quarto trimestre, confermando la solidità della domanda di chip avanzati per l’intelligenza artificiale.

    Altrove, le azioni di Swedbank sono balzate dopo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha chiuso formalmente una lunga indagine sulle precedenti carenze nei controlli antiriciclaggio della banca.

    Sul fronte opposto, il costruttore immobiliare Taylor Wimpey (LSE:TW.) è sceso dopo aver avvertito che i margini di profitto operativi potrebbero subire pressioni nel 2026.

    I titoli Dunelm Group (LSE:DNLM) hanno registrato un forte calo, dopo che il rivenditore ha segnalato che l’utile dell’intero esercizio dovrebbe attestarsi nella parte bassa delle attese, a seguito di una crescita più lenta nel secondo trimestre.

    Anche Geberit (TG:GBRA), produttore svizzero di sistemi idraulici, ha chiuso in ribasso nonostante un aumento del 4,4% delle vendite del quarto trimestre, con gli investitori concentrati su margini e prospettive della domanda.

  • Amazon lancia l’AWS European Sovereign Cloud con un piano di investimenti da 7,8 miliardi di euro

    Amazon lancia l’AWS European Sovereign Cloud con un piano di investimenti da 7,8 miliardi di euro

    Amazon Web Services (NASDAQ:AMZN) ha annunciato la disponibilità generale dell’AWS European Sovereign Cloud, una piattaforma cloud indipendente progettata esclusivamente per rispondere ai requisiti normativi e di sovranità dei dati in Europa.

    La nuova infrastruttura cloud è interamente ospitata all’interno dell’Unione Europea ed è fisicamente e logicamente separata dalle altre regioni AWS a livello globale.

    Amazon ha dichiarato di voler investire oltre 7,8 miliardi di euro nello sviluppo dell’AWS European Sovereign Cloud in Germania, un’iniziativa che dovrebbe sostenere in media circa 2.800 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno ogni anno.

    Oltre al progetto in Germania, il gruppo prevede di estendere l’infrastruttura del sovereign cloud in tutta l’UE. Questa espansione inizierà con il lancio di nuove AWS Local Zones in Belgio, nei Paesi Bassi e in Portogallo.

    L’European Sovereign Cloud è pensato per offrire ai clienti un’infrastruttura cloud dedicata e conforme alle normative regionali sulla governance e sulla sovranità dei dati, mantenendo al contempo una separazione operativa dalla rete cloud globale di AWS.

  • Trump parla di Powell, TSMC registra profitti record, attesi nuovi risultati bancari – mercati in movimento: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Trump parla di Powell, TSMC registra profitti record, attesi nuovi risultati bancari – mercati in movimento: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future azionari statunitensi hanno mostrato un andamento misto giovedì, con i contratti legati a S&P 500 e Nasdaq in lieve rialzo e quelli sul Dow in leggero calo. Il sentiment è stato influenzato dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla leadership della Federal Reserve, dai risultati record del produttore di chip TSMC (NYSE:TSM) e dall’attesa per ulteriori trimestrali bancarie nel corso della giornata. In parallelo, i prezzi del petrolio sono scesi bruscamente dopo che Trump ha segnalato un allentamento delle tensioni con l’Iran.

    Future contrastati

    I future di Wall Street si sono mossi attorno alla parità, mentre gli investitori valutavano i rischi geopolitici e i primi segnali della stagione delle trimestrali.

    Alle 02:47 ET, i future sul Dow perdevano 29 punti (-0,1%), quelli sull’S&P 500 salivano di 4 punti (+0,1%), mentre i future sul Nasdaq 100 guadagnavano 48 punti (+0,2%).

    Nella seduta precedente, i principali indici statunitensi avevano chiuso in ribasso, penalizzati dalla debolezza generalizzata dei titoli tecnologici e dalle vendite successive alle trimestrali delle grandi banche.

    I Treasury hanno registrato un moderato rialzo, con i rendimenti in calo su diverse scadenze. Gli analisti hanno indicato come fattori di supporto un dato sui prezzi alla produzione più debole delle attese e il calo del petrolio.

    Trump dice di non voler licenziare Powell — Reuters

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato di “non avere alcun piano” per rimuovere il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nonostante il Dipartimento di Giustizia abbia aperto un’indagine penale sul numero uno della banca centrale statunitense.

    Parlando con Reuters, Trump ha aggiunto che è “troppo presto” per dire come intenda procedere, osservando che la Casa Bianca si trova in “una sorta di fase di attesa” con Powell e che “decideremo cosa fare”.

    Le preoccupazioni sono aumentate dopo che Powell ha reso noto di aver ricevuto una citazione in giudizio dal DOJ, riaccendendo il dibattito sull’indipendenza della Fed. Powell ha negato qualsiasi illecito, sostenendo che l’indagine fa parte di una campagna per influenzare la politica dei tassi di interesse, che Trump da tempo chiede di ridurre in modo rapido e aggressivo.

    Interrogato sui timori che un indebolimento dell’indipendenza della Fed possa danneggiare il dollaro e alimentare l’inflazione, Trump ha risposto: “Non mi importa”.

    Il presidente ha inoltre lasciato intendere di preferire uno dei “due Kevin” — l’ex governatore della Fed Kevin Warsh o il direttore del Consiglio Economico Nazionale Kevin Hassett — per sostituire Powell alla scadenza del suo mandato a maggio. Ha invece escluso il segretario al Tesoro Scott Bessent, affermando che “vuole restare dov’è”.

    TSMC registra un utile record nel Q4 trainato dall’AI

    Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha pubblicato risultati del quarto trimestre superiori alle attese, con utili a livelli record grazie alla forte domanda di chip avanzati utilizzati nelle applicazioni di intelligenza artificiale.

    Il maggiore produttore mondiale di chip conto terzi ha inoltre alzato in modo significativo le previsioni di spesa in conto capitale, segnalando l’intenzione di espandere aggressivamente la capacità produttiva per far fronte alla domanda legata all’AI.

    TSMC prevede ora una spesa in conto capitale per il 2026 compresa tra 52 e 56 miliardi di dollari, rispetto ai 40,90 miliardi del 2025, ha dichiarato il CFO Wendell Huang durante la conference call post-risultati. Huang ha avvertito che i margini nel medio-lungo termine potrebbero ridursi a causa dei forti investimenti, soprattutto all’estero. Anche il CEO C.C. Wei ha segnalato “spese in conto capitale e costi significativamente più elevati” nei prossimi anni.

    L’utile netto del trimestre chiuso al 31 dicembre ha raggiunto il record di 505,74 miliardi di dollari taiwanesi (16 miliardi di dollari), superando le stime Bloomberg di 467,0 miliardi e ben al di sopra dei 374,68 miliardi di un anno prima.

    In arrivo i conti di Morgan Stanley e Goldman Sachs

    L’attenzione si sposta ora su ulteriori trimestrali bancarie negli Stati Uniti, con i risultati di Morgan Stanley (NYSE:MS) e Goldman Sachs (NYSE:GS) attesi prima dell’apertura.

    Questi dati completeranno una settimana intensa per i principali istituti di Wall Street, dopo i conti di JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo. Le trimestrali bancarie sono osservate come indicatori dello stato dell’economia e del mondo corporate statunitense all’inizio del 2026.

    Finora, i dirigenti hanno descritto l’economia statunitense come resiliente, nonostante l’incertezza legata a dazi, inflazione persistente e segnali di raffreddamento del mercato del lavoro. Complessivamente, JPMorgan, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo hanno registrato utili complessivi per 123,2 miliardi di dollari, in aumento di quasi il 5% rispetto al 2024, secondo il Wall Street Journal.

    Il petrolio crolla con l’allentarsi dei timori sull’Iran

    I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente, interrompendo una serie positiva di cinque sedute, dopo che Trump ha adottato un tono più prudente sull’Iran, riducendo i timori di interruzioni dell’offerta nel breve termine.

    Il Brent è sceso del 3,5% a 64,20 dollari al barile, mentre il WTI americano ha perso il 3,4% a 59,92 dollari al barile. Il calo segue un rialzo di oltre il 10% nelle cinque sedute precedenti, che aveva spinto i prezzi ai massimi da diversi mesi.

    Trump ha dichiarato mercoledì di essere stato informato che le uccisioni legate alla repressione delle proteste in Iran starebbero diminuendo e di ritenere che al momento non vi sia alcun piano per esecuzioni su larga scala.

  • Borse europee contrastate mentre i riflettori restano su Groenlandia e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate mentre i riflettori restano su Groenlandia e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento contrastato giovedì, con gli investitori impegnati a valutare gli sviluppi geopolitici legati a Groenlandia e Iran, insieme a dati economici britannici migliori delle attese.

    Alle 08:20 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,2% e il FTSE 100 britannico lo 0,1%, mentre il CAC 40 francese guadagnava lo 0,1%.

    Groenlandia e Iran sotto osservazione

    I temi geopolitici sono rimasti in primo piano dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo sulla Groenlandia, a seguito di incontri di alto livello tra funzionari statunitensi, danesi e groenlandesi.

    “Penso che qualcosa si risolverà”, ha dichiarato Trump a proposito della Groenlandia, mentre il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha affermato che persiste un “disaccordo fondamentale” con Washington dopo i colloqui alla Casa Bianca.

    Le dichiarazioni sono arrivate dopo gli incontri tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia e il segretario di Stato USA Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. In risposta alla situazione, il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato un consiglio di difesa straordinario. La Francia ha inoltre inviato personale militare in Groenlandia per partecipare a un’esercitazione organizzata da Danimarca e Groenlandia, territorio d’oltremare danese.

    Diversi Paesi alleati, tra cui Germania, Norvegia e Svezia, hanno già iniziato a schierare truppe in Groenlandia come segnale di sostegno.

    Il sentiment è stato inoltre sostenuto da un allentamento delle tensioni sull’Iran. Trump ha dichiarato di essere stato informato che le uccisioni legate alla repressione delle proteste starebbero diminuendo e di ritenere che al momento non vi sia alcun piano per esecuzioni su larga scala. Le sue parole seguono i timori, cresciuti nelle scorse settimane, di possibili attacchi statunitensi dopo le ripetute minacce di intervento a sostegno dei manifestanti iraniani.

    L’economia britannica rimbalza a novembre

    Sul fronte macroeconomico, i dati pubblicati giovedì mostrano che l’economia del Regno Unito è cresciuta dello 0,3% a novembre, superando le attese di un incremento dello 0,1% su base mensile.

    La Bank of England prevede una crescita nulla dell’economia britannica nel trimestre ottobre-dicembre 2025, pur stimando una crescita di fondo intorno allo 0,2% a trimestre.

    Focus sulle società

    Tra le notizie societarie, Richemont (BIT:1CFR) è finita sotto i riflettori dopo aver registrato un aumento delle vendite nel terzo trimestre, grazie alla forte domanda nelle Americhe, in Giappone e in Medio Oriente, che ha compensato gli effetti valutari.

    Nel Regno Unito, Mitchells & Butlers (LSE:MAB) ha riportato un solido avvio d’esercizio, con vendite like-for-like in crescita del 4,5% nel primo trimestre.

    Il costruttore edile Taylor Wimpey (LSE:TW.) ha avvertito che i margini operativi potrebbero subire pressioni nel 2026 a causa di un portafoglio ordini iniziale più debole e di prezzi più bassi sulle vendite in blocco.

    Anche il gestore patrimoniale Schroders (LSE:SDR) ha attirato l’attenzione, affermando che i risultati 2025 dovrebbero superare le attese di mercato, sostenuti da ricavi in crescita e costi stabili.

    A Wall Street, l’attenzione è rivolta alle trimestrali di Goldman Sachs (NYSE:GS), Morgan Stanley (NYSE:MS) e del gestore BlackRock (NYSE:BLK).

    Forte calo del petrolio

    I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente, interrompendo una serie positiva di cinque sedute, dopo che Trump ha segnalato un approccio più prudente sull’Iran, riducendo i timori di interruzioni dell’offerta nel breve termine.

    Il Brent è sceso del 2,9% a 64,57 dollari al barile, mentre il WTI americano ha perso il 2,8% a 60,26 dollari. Il calo segue un rialzo di oltre il 10% nelle cinque sedute precedenti, che aveva spinto i prezzi ai massimi da diversi mesi.