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  • I titoli software crollano mentre si attendono i conti di Alphabet; l’oro rimbalza: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I titoli software crollano mentre si attendono i conti di Alphabet; l’oro rimbalza: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato un lieve rialzo, nonostante un forte sell-off nei titoli software e l’attesa per i risultati trimestrali dei grandi gruppi tecnologici. Gli investitori guardano alla pubblicazione dei conti della casa madre di Google, Alphabet (NASDAQ:GOOG), attesi dopo l’apertura di Wall Street, con particolare attenzione ai piani di spesa legati all’intelligenza artificiale. In altri sviluppi, secondo indiscrezioni il governatore della Federal Reserve Stephen Miran avrebbe lasciato il suo incarico di consigliere economico della Casa Bianca, mentre sono attesi nuovi dati sul settore dei servizi negli Stati Uniti e l’oro risale verso i 5.100 dollari l’oncia.

    Futures in rialzo nonostante le tensioni sul tech

    I futures azionari statunitensi hanno registrato progressi contenuti nelle prime ore di mercoledì, mentre il mercato valutava il peggioramento del sentiment sui titoli software esposti all’intelligenza artificiale e attendeva i risultati dei grandi nomi tecnologici.

    Alle 02:53 ET, i futures sul Dow Jones guadagnavano 134 punti (+0,3%), quelli sull’S&P 500 salivano di 19 punti (+0,3%) e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 57 punti (+0,2%).

    Nella seduta precedente, i principali indici di Wall Street avevano chiuso in forte ribasso, trascinati dalle perdite dei beniamini dell’AI Nvidia (NASDAQ:NVDA) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), entrambi in calo di quasi il 3%. Il sentiment sui titoli software si è deteriorato di recente, con gli investitori preoccupati dall’intensificarsi della concorrenza da parte di nuovi modelli di intelligenza artificiale.

    Queste preoccupazioni si sono accentuate dopo che il gruppo di AI Anthropic ha lanciato un nuovo strumento per l’analisi legale, provocando un forte calo delle azioni di gruppi editoriali e società di dati come Thomson Reuters (NYSE:TRI) e LegalZoom (NASDAQ:LZ). La debolezza si è estesa anche ad altri titoli software, tra cui PayPal (NASDAQ:PYPL) ed Expedia Group (NASDAQ:EXPE), entrambi in calo di oltre il 10%. Secondo il Wall Street Journal, due indici S&P legati a software, dati finanziari e società di scambi hanno perso complessivamente circa 300 miliardi di dollari di capitalizzazione.

    “La grande notizia è stata il crollo del comparto tecnologico, mentre il mercato inizia a considerare l’AI come un fattore complessivamente negativo: le aziende fortemente esposte all’aggressiva costruzione di infrastrutture non ne traggono più beneficio, mentre i timori di disgregazione e sostituzione legate all’AI stanno decimando ampie aree del mercato”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge in una nota.

    Non tutto, però, è stato negativo per le azioni. I titoli di Walmart (NYSE:WMT) sono balzati, con il colosso della grande distribuzione che ha continuato a guadagnare quote di mercato attirando consumatori attenti ai prezzi, portando la capitalizzazione del gruppo a 1.000 miliardi di dollari per la prima volta.

    Alphabet sotto i riflettori

    Alla luce delle turbolenze nel settore software, l’attenzione degli investitori è ora concentrata sui risultati di Alphabet, attesi più tardi in giornata. Gran parte dell’interesse sarà rivolta all’ambiziosa e costosa strategia del gruppo nel campo dell’intelligenza artificiale.

    Come molti altri colossi tecnologici, Alphabet ha annunciato piani di investimento per miliardi di dollari destinati alla costruzione di data center e allo sviluppo di chip necessari a sostenere l’AI.

    Negli ultimi tre mesi del 2025, le azioni Alphabet sono salite di circa il 29%, grazie soprattutto all’accoglienza positiva del nuovo modello Gemini AI e a un accordo con Apple per supportare l’assistente vocale Siri sugli iPhone. Analisti citati da Reuters hanno suggerito che Alphabet avrebbe ormai assunto la leadership nella corsa allo sviluppo e alla monetizzazione dell’AI, superando rivali come Microsoft.

    “Il sentiment su Google è (giustamente) molto positivo, poiché le attività core legate alla pubblicità continuano a performare molto bene, mentre l’azienda emerge come la realtà meglio posizionata nell’intero ecosistema dell’AI”, hanno affermato gli analisti di Vital Knowledge. Tuttavia, hanno avvertito che resta incerto se risultati solidi riusciranno a stabilizzare il sentiment sull’AI o se possano invece amplificare le preoccupazioni sulla solidità dell’ecosistema che circonda concorrenti come OpenAI.

    Ulteriori indicazioni sullo stato del settore tecnologico potrebbero arrivare giovedì, quando Amazon (NASDAQ:AMZN) pubblicherà i propri conti. Al di fuori del comparto tech, tra i protagonisti delle trimestrali odierne figura anche Eli Lilly (NYSE:LLY), che ha puntato con decisione sui farmaci per la perdita di peso.

    Miran lascia il ruolo alla Casa Bianca – media

    Secondo quanto riportato dai media, il governatore della Federal Reserve Stephen Miran avrebbe rassegnato le dimissioni dal suo incarico di consigliere economico della Casa Bianca, mantenendo un impegno preso con il Senato degli Stati Uniti.

    La mossa consente a Miran, nominato lo scorso anno dal presidente Donald Trump per occupare temporaneamente un seggio vacante nel Board della Fed fino al 31 gennaio, di restare in carica presso la banca centrale fino alla conferma del suo successore.

    “Ho promesso al Senato che, se fossi rimasto nel Board oltre gennaio, avrei formalmente lasciato il Consiglio”, ha scritto Miran in una lettera di dimissioni citata da più testate, aggiungendo che era “importante restare fedele alla parola data”.

    Da quando è entrato nel Board della Fed, Miran ha sostenuto con forza tagli significativi dei tassi di interesse, spesso discostandosi nettamente dalle posizioni degli altri membri votanti. Questa linea si è allineata alle richieste di Trump di riduzioni rapide dei tassi per sostenere l’economia, attirando le critiche di alcuni senatori democratici, che hanno chiesto le sue dimissioni “immediate” dal Board della Fed.

    In arrivo i dati sui servizi USA

    Il mese scorso la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi invariati nell’intervallo 3,5%-3,75%, nonostante il dissenso di Miran e del governatore Christopher Waller. Sebbene emergano segnali di rallentamento del mercato del lavoro, l’inflazione resta al di sopra dell’obiettivo del 2%, riducendo l’urgenza di ulteriori tagli dei tassi dopo le numerose riduzioni del 2025.

    Con il rinvio del rapporto mensile sull’occupazione, l’attenzione degli investitori si concentrerà su altri indicatori macroeconomici. Tra questi, l’indice ISM dei servizi di gennaio, che rappresenta oltre due terzi dell’economia statunitense, è atteso a 53,5, in calo rispetto a 54,4. Un valore superiore a 50 indica espansione del settore.

    L’oro risale verso i 5.100 dollari

    I prezzi dell’oro sono tornati a salire mercoledì, avvicinandosi ai 5.100 dollari l’oncia, sostenuti dal riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran che ha alimentato la domanda di beni rifugio.

    Il metallo giallo ha esteso i guadagni dopo il forte rimbalzo di martedì.

    La domanda di oro è aumentata in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero abbattuto un drone iraniano che si avvicinava a una portaerei americana nel Mar Arabico. Separatamente, alcune motovedette iraniane sarebbero state avvistate nei pressi di una petroliera collegata agli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz.

    Questi episodi hanno indebolito le precedenti dichiarazioni di Teheran e Washington sull’intenzione di tenere colloqui venerdì. La notizia dei colloqui aveva temporaneamente rassicurato i mercati e ridotto la domanda di beni rifugio come l’oro.

  • Le Borse europee salgono leggermente mentre prosegue la stagione delle trimestrali; UBS sotto i riflettori: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee salgono leggermente mentre prosegue la stagione delle trimestrali; UBS sotto i riflettori: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno registrato modesti rialzi mercoledì, con gli investitori impegnati a valutare una nuova tornata di risultati societari in attesa dei dati preliminari sull’inflazione dell’area euro attesi più tardi in giornata.

    Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco avanzava dello 0,2%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,4% e il FTSE 100 britannico saliva dello 0,3%.

    Stagione degli utili in primo piano, UBS si distingue

    La forte correzione dei metalli preziosi iniziata alla fine della scorsa settimana si è stabilizzata, consentendo agli investitori di tornare a concentrarsi sulla stagione delle trimestrali, che resta intensa con numerose grandi società europee attese alla prova dei conti.

    UBS (NYSE:UBS) ha brillato dopo aver comunicato un aumento del 56% dell’utile netto, ben oltre le attese, sostenuto dalle solide performance delle divisioni wealth management e investment banking. La banca svizzera, il maggiore gestore patrimoniale al mondo, ha inoltre annunciato l’intenzione di riacquistare almeno 3 miliardi di dollari di azioni nel 2026, lo stesso importo dello scorso anno, con l’obiettivo dichiarato di “fare di più”.

    GSK (LSE:GSK) ha attirato l’attenzione dopo aver previsto una crescita più lenta delle vendite nel 2026, nella prima guidance presentata dal nuovo amministratore delegato Luke Miels. Il gruppo farmaceutico sta orientando la strategia verso il rafforzamento della pipeline per contrastare le future scadenze brevettuali dei principali farmaci contro l’HIV.

    Novartis (NYSE:NVS) ha indicato un calo dell’utile operativo nel 2026 nell’ordine di una bassa percentuale a una cifra, penalizzato dalla crescente concorrenza di versioni più economiche di prodotti affermati, tra cui il farmaco cardiologico Entresto.

    Nel settore bancario, Banco Santander (LSE:SAN) ha riportato un aumento del 12% dell’utile attribuibile per il 2025, il quarto anno consecutivo di risultati record, grazie a un solido margine di interesse e a commissioni ai massimi storici.

    Crédit Agricole (EU:ACA) ha invece registrato un calo del 24% dell’utile netto nel quarto trimestre, appesantito da una rilevante charge di prima consolidazione legata alla partecipazione in Banco BPM, che ha oscurato ricavi annuali record e una proposta di aumento del dividendo.

    Lo sguardo si sposterà anche su Wall Street, dove dopo la chiusura sono attesi i conti di Alphabet (NASDAQ:GOOG). La casa madre di Google dovrebbe riportare un aumento dei ricavi del 15,5% a 111,37 miliardi di dollari. Gli investitori guarderanno soprattutto ai piani di spesa per il 2026, alle prospettive della domanda cloud e agli aggiornamenti sui vincoli di capacità legati all’intelligenza artificiale.

    In arrivo i dati sull’inflazione dell’area euro

    Sul fronte macroeconomico, nel corso della giornata sono attesi i dati preliminari sull’inflazione dell’area euro di gennaio, alla vigilia della decisione sui tassi della Banca Centrale Europea. Le attese indicano un lieve rallentamento dell’inflazione annua all’1,7%, ben al di sotto dell’obiettivo del 2% della BCE.

    La banca centrale dovrebbe lasciare i tassi invariati al 2% per la quinta riunione consecutiva. Tuttavia, uno scostamento significativo dai dati attesi potrebbe riaccendere le preoccupazioni dei policymaker, che di recente hanno segnalato i rischi legati al rapido apprezzamento dell’euro contro il dollaro e al suo potenziale effetto disinflazionistico.

    Il petrolio prosegue il rialzo

    I prezzi del petrolio hanno continuato a salire, sostenuti dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che alimentano timori di possibili interruzioni delle forniture dalla regione.

    Il Brent con consegna ad aprile è salito dello 0,1% a 67,40 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato lo 0,2% a 63,38 dollari. Entrambi i benchmark avevano chiuso la seduta precedente con rialzi prossimi al 2%.

    Secondo quanto riportato martedì, gli Stati Uniti avrebbero abbattuto un drone iraniano che si avvicinava a una portaerei americana nel Mar Arabico, mentre alcune motovedette iraniane sarebbero state avvistate nei pressi di una petroliera battente bandiera statunitense nello Stretto di Hormuz. Gli episodi si sono verificati alla vigilia di colloqui programmati tra Washington e Teheran, sollevando dubbi sulla loro effettiva realizzazione.

  • Jefferies avverte: Stellantis potrebbe registrare fino a 9 miliardi di euro di oneri straordinari

    Jefferies avverte: Stellantis potrebbe registrare fino a 9 miliardi di euro di oneri straordinari

    Stellantis (BIT:STLAM) potrebbe contabilizzare oneri straordinari compresi tra 5 e 9 miliardi di euro nell’ambito di un’operazione di rafforzamento del bilancio sotto la guida del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, secondo un’analisi di Jefferies. Tali costi potenziali si inserirebbero in una più ampia revisione strategica volta a riposizionare il gruppo.

    In una nota pubblicata martedì, l’analista di Jefferies Philippe Houchois ha indicato che fino a 3 miliardi di euro potrebbero derivare da svalutazioni legate a un ripensamento della strategia sui veicoli elettrici. Il gruppo, che controlla marchi come Peugeot e Jeep, potrebbe inoltre dover accantonare circa 2 miliardi di euro per compensazioni ai fornitori.

    Ulteriori oneri una tantum potrebbero emergere da una rivalutazione delle garanzie e dai costi connessi alla riduzione della capacità produttiva in Canada. Houchois ha anche richiamato la possibilità di spese legate alla cessazione o al ridimensionamento delle joint venture sulle batterie con LG e Samsung.

    L’analista ha precisato che le stime riflettono esclusivamente la sua valutazione e non si basano su indicazioni o commenti forniti da Stellantis. Ha inoltre ipotizzato la possibilità di una pre-diffusione dei risultati prima della pubblicazione ufficiale.

    Un portavoce di Stellantis ha rifiutato di commentare il report. Il gruppo automobilistico pubblicherà i risultati finanziari annuali il 26 febbraio.

  • BP Sondrio verso un utile record nel 2025

    BP Sondrio verso un utile record nel 2025

    Il management di Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO) ha definito il 2025 come destinato a segnare “il miglior risultato della storia”, sottolineando la solidità dei dati di bilancio diffusi nella serata di mercoledì. L’istituto valtellinese ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 648 milioni di euro, in crescita del 12,7% rispetto ai 574,9 milioni del 2024.

    La performance è stata sostenuta da un aumento del 2,3% del margine di intermediazione, salito a 1,7 miliardi di euro, mentre il margine di interesse è cresciuto dell’1,1% a 1,1 miliardi. Anche le commissioni nette hanno registrato un progresso significativo (+8,3%), raggiungendo 479,6 milioni di euro. I costi operativi sono aumentati del 14,5% a 739 milioni, “principalmente a causa dei costi straordinari legati all’offerta pubblica di acquisto lanciata da Bper Banca e al successivo previsto processo di incorporazione nella stessa”.

    Sul fronte della solidità patrimoniale, il CET1 ratio si è attestato al 15,7%, in calo rispetto al 16,5% di fine 2024. Il costo del rischio è invece sceso drasticamente a 8 punti base dai 53 dell’anno precedente, “beneficiando delle attività di derisking realizzate negli ultimi anni e anche grazie a significativi ripristini di valore relativi ad alcune posizioni deteriorate”.

    I principali aggregati di bilancio mostrano una buona tenuta. La raccolta diretta da clientela ha raggiunto 46,6 miliardi di euro (+4,7% rispetto a fine 2024), mentre la raccolta indiretta è scesa del 2,3% a 50,9 miliardi. La raccolta assicurativa si è attestata a 2,4 miliardi di euro, in crescita del 7,8%. I crediti verso clientela sono saliti a 36,8 miliardi (+4,9%), con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale impieghi in miglioramento al 2,7% dal 2,9% dell’anno precedente. A fine 2024, la banca contava 3.596 dipendenti.

    In prospettiva, il consiglio di amministrazione ha convocato un’assemblea straordinaria in unica convocazione per giovedì 12 marzo, chiamata a discutere e approvare la fusione per incorporazione in Bper Banca.

    In Borsa, a Piazza Affari, le azioni BP Sondrio hanno aperto in rialzo di oltre mezzo punto percentuale a 18,14 euro. Il titolo registra un progresso di circa il 6% dall’inizio del 2026 e un balzo di oltre il 100% negli ultimi dodici mesi. Mercato e analisti interpretano l’andamento come una conferma dell’elevata redditività in vista dell’integrazione con Bper Banca.

    Secondo Simply Wall St, il prezzo obiettivo teorico è stato rivisto al rialzo a circa 12,45 euro dopo i risultati, pur segnalando che il titolo tratta “materialmente al di sopra” di tale livello, poiché il mercato sta incorporando sinergie da fusione e livelli di redditività superiori a quelli ipotizzati dai modelli fondamentali stand-alone.

    Equita, commentando Bper con particolare attenzione all’integrazione di Popolare di Sondrio, evidenzia “solide dinamiche operative”, con elevata visibilità sugli utili 2025 al netto dei costi di integrazione e un CET1 ratio atteso sopra il 15% al completamento della fusione, previsto per aprile 2026.

    Gli esperti di WebSim Intermonte sottolineano come i risultati trimestrali mettano in luce una forte performance del business sottostante, soprattutto in termini di margine di interesse e commissioni. Il margine di interesse ha beneficiato del mantenimento di uno spread clientela sano e del contributo del portafoglio replicante, mentre le commissioni hanno riflesso l’andamento positivo della distribuzione di prodotti assicurativi e di risparmio gestito.

    In sintesi, il consenso continua a esprimere una valutazione positiva sui risultati 2025 (utili in crescita e capitale solido), ma la valutazione di BPSO appare ora guidata principalmente dalle attese sulle sinergie con Bper e dal contesto dell’incorporazione, più che dai multipli stand-alone.

  • L’oro rimbalza con forza dopo il crollo, si avvicina a quota 5.000 dollari l’oncia

    L’oro rimbalza con forza dopo il crollo, si avvicina a quota 5.000 dollari l’oncia

    I prezzi dell’oro hanno registrato un deciso rimbalzo martedì, con forti rialzi anche per argento e platino, mentre i metalli preziosi sembrano aver trovato un punto di stabilizzazione dopo due sedute di pesanti perdite.

    Alle 08:25 ET (13:25 GMT), l’oro spot è balzato del 5,8% a 4.931,00 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza aprile sono saliti del 6,4% a 4.952,34 dollari l’oncia. L’argento spot è schizzato di oltre il 14% a 88,338 dollari l’oncia e il platino spot è avanzato del 5,9% a 2.230,10 dollari l’oncia.

    L’oro recupera dopo il forte arretramento dai massimi storici

    L’oro era sceso fino a 4.400 dollari l’oncia lunedì, perdendo quasi 1.200 dollari rispetto al massimo storico toccato la scorsa settimana. Il brusco calo è stato innescato da intense prese di profitto dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato l’ex governatore della Federal Reserve Kevin Warsh come prossimo presidente della banca centrale.

    Sebbene la nomina abbia rimosso un’importante fonte di incertezza per i mercati, riducendo parte della domanda di beni rifugio, Warsh è considerato una scelta meno accomodante rispetto a quanto gli investitori si aspettassero. Nonostante ciò, segnali di stabilizzazione sono emersi già nella tarda seduta di lunedì, con l’oro spot che ha chiuso ben al di sopra dei minimi intraday.

    “Un’ulteriore stabilizzazione sarà determinata dalla mentalità del mercato retail. La domanda fisica da parte di questo segmento è stata forte negli ultimi mesi e potrebbe fornire un solido supporto contro le vendite derivanti da operazioni a leva nel mercato istituzionale”, hanno scritto gli analisti di ANZ in una nota, sottolineando che i fondamentali dell’oro restano solidi.

    “Gli acquisti di oro da parte delle banche centrali dovrebbero restare robusti in un contesto di relazioni internazionali tese, mentre le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed e l’aumento dei premi per il rischio sugli asset statunitensi potrebbero aggiungere volatilità, sostenendo la domanda di investimento in oro fino al 2026”, hanno aggiunto gli analisti di ANZ.

    ING ha assunto un tono più prudente, osservando che permangono rischi nel breve termine. “I rischi di ribasso nel breve periodo persistono poiché i guadagni da inizio anno sono stati quasi completamente riassorbiti e alcuni investitori potrebbero continuare a prendere profitti”, ha affermato la banca in una nota. “Tuttavia, in assenza di un cambiamento sostanziale dei fondamentali, il movimento appare più come una correzione che come l’inizio di un nuovo trend. La volatilità resterà elevata”.

    L’oro è salito “troppo, troppo in fretta” – BCA Research

    Nonostante il rimbalzo, alcuni strategist avvertono che il potente rally dei metalli preziosi e industriali mostra segnali di eccesso speculativo. Peter Berezin, chief global strategist e direttore della ricerca di BCA Research, ha messo in guardia sul fatto che i prezzi potrebbero essere saliti “troppo, troppo in fretta”.

    In una nuova nota agli investitori, Berezin ha delineato uno scenario di lungo periodo in cui l’oro potrebbe teoricamente perdere gran parte del suo valore. A suo avviso, l’attuale rally è radicato in preoccupazioni legittime sulla svalutazione valutaria, citando l’aumento dei deficit di bilancio statunitensi, l’espansione del debito e l’elevata quota di asset USA detenuta da investitori stranieri, fattori che rendono il dollaro vulnerabile man mano che alcuni riducono l’esposizione.

    Allo stesso tempo, le banche centrali estere continuano ad accumulare oro. “Sebbene il volume fisico degli acquisti di oro sia diminuito, il valore in dollari continua ad aumentare”, ha scritto Berezin.

    Tuttavia, ha osservato che i principali indicatori dell’inflazione non confermano ancora la narrativa della svalutazione. Le aspettative di inflazione a lungo termine restano relativamente stabili, mentre il Bitcoin — spesso definito “oro digitale” — non ha partecipato affatto al rally.

    Il rame si stabilizza dopo il recente crollo

    Tra i metalli di base, anche i prezzi del rame sono saliti martedì, recuperando dopo le recenti flessioni. I futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono aumentati del 4% a 13.451,00 dollari a tonnellata, mentre i futures sul rame del COMEX sono saliti del 4,3% a 6,0780 dollari la libbra.

    Le perdite del rame sono state molto più contenute rispetto a quelle dei metalli preziosi, riflettendo prospettive ancora costruttive per la domanda, sostenuta dall’espansione della capacità di generazione energetica e dalla costruzione di data center. Gli analisti di ANZ hanno osservato che i consumatori cinesi sono intervenuti la scorsa settimana per acquistare rame a prezzi scontati, mentre la Cina starebbe anche accumulando scorte in vista delle festività del Capodanno Lunare.

    In quanto principale importatore mondiale di rame, la Cina dovrebbe rimanere una fonte chiave di domanda, soprattutto mentre Pechino continua a varare ulteriori misure di stimolo.

  • I futures USA indicano ulteriori rialzi a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures USA indicano ulteriori rialzi a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi segnalano un’apertura in rialzo martedì, suggerendo che le azioni potrebbero estendere il momentum maturato nella seduta precedente.

    La forza iniziale è in parte sostenuta dal forte balzo di Palantir Technologies (NASDAQ:PLTR), con la società di software basata sull’intelligenza artificiale in rialzo di circa l’11,7% nelle contrattazioni premarket. Il rally segue la pubblicazione di risultati del quarto trimestre migliori delle attese e di una guidance superiore alle aspettative del mercato.

    Anche i titoli minerari sono pronti a partire in positivo, grazie al forte rimbalzo dei prezzi di oro e argento dopo il recente sell-off, che ha migliorato il sentiment del settore.

    Tuttavia, il potenziale di rialzo potrebbe essere limitato dall’attenzione degli investitori sugli sviluppi politici a Washington, dove la Camera dei Rappresentanti è chiamata a votare un provvedimento di finanziamento per porre fine allo shutdown parziale del governo.

    A causa dello shutdown, il Dipartimento del Lavoro ha già rinviato la pubblicazione del rapporto sulle offerte di lavoro previsto per questa mattina, così come il più atteso report mensile sull’occupazione inizialmente in calendario per venerdì.

    Dopo un andamento incerto la scorsa settimana, lunedì i mercati azionari statunitensi si sono mossi prevalentemente al rialzo. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso in territorio positivo, con il Dow in evidenza. Pur arretrando dai massimi intraday nel finale di seduta, gli indici hanno mantenuto i guadagni: il Dow è salito di 515,19 punti, pari all’1,1%, a 49.407,66, il Nasdaq ha guadagnato 130,29 punti, pari allo 0,6%, a 23.592,11 e l’S&P 500 è avanzato di 37,41 punti, pari allo 0,5%, a 6.976,44.

    Il rialzo è stato sostenuto dai nuovi dati dell’Institute for Supply Management, che hanno mostrato un’espansione inattesa dell’attività manifatturiera negli Stati Uniti a gennaio, per la prima volta in 12 mesi. L’indice PMI manifatturiero ISM è salito a 52,6 da 47,9 di dicembre, ben sopra la soglia di 50 che indica espansione e oltre le attese degli economisti, ferme a 48,5.

    I dati positivi hanno aiutato gli investitori a superare le persistenti tensioni commerciali e le rinnovate incertezze sulla politica monetaria statunitense. Il sentiment è stato inoltre rafforzato dai segnali di un allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo le notizie secondo cui Teheran sarebbe pronta a negoziare con Washington sul programma nucleare.

    I mercati hanno ricevuto ulteriore supporto dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver raggiunto un accordo commerciale con l’India. Dopo una conversazione con il primo ministro indiano Narendra Modi, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti ridurranno i dazi reciproci sull’India al 18% dal 25%, mentre l’India avrebbe accettato di azzerare dazi e barriere non tariffarie contro gli USA.

    Nonostante il clima positivo, gli investitori sono apparsi cauti in vista del report mensile sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro, atteso per venerdì. Il dato dovrebbe mostrare un aumento di 70.000 posti di lavoro a gennaio, dopo i 50.000 di dicembre, e potrebbe influenzare le aspettative sui tassi di interesse.

    A livello settoriale, i titoli delle compagnie aeree hanno guidato i rialzi, con l’indice NYSE Arca Airline in crescita del 4,3%. Ottima performance anche per l’hardware informatico, come evidenziato dal balzo del 4,2% dell’indice NYSE Arca Computer Hardware.

    Anche banche, semiconduttori e retail hanno registrato solidi rialzi, mentre il comparto energetico ha sottoperformato a causa del forte calo dei prezzi del petrolio.

  • Borse europee miste dopo il forte rally verso nuovi massimi: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee miste dopo il forte rally verso nuovi massimi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno mostrato un andamento contrastato martedì, dopo il forte rialzo registrato nelle prime ore della seduta che aveva spinto diversi indici su livelli record.

    Il rally iniziale è stato sostenuto dalla stabilizzazione dei mercati delle materie prime, da segnali di allentamento delle tensioni commerciali e geopolitiche e dalle attese per il voto del Congresso statunitense su un pacchetto di spesa volto a porre fine allo shutdown del governo.

    Il sentiment ha inoltre beneficiato dei dati che hanno mostrato un rallentamento inatteso dell’inflazione in Francia, scesa il mese scorso ai minimi degli ultimi cinque anni, rafforzando l’ipotesi che l’inflazione dell’area euro possa restare sotto l’obiettivo della Banca centrale europea più a lungo nel corso dell’anno.

    A metà seduta, il DAX tedesco era in rialzo di circa lo 0,3%, mentre il CAC 40 francese cedeva lo 0,2% e il FTSE 100 britannico perdeva lo 0,7%.

    A livello di singoli titoli, Fortum Oyj è scesa dopo aver pubblicato risultati 2025 inferiori alle attese del mercato. In calo anche Alfa Laval, dopo aver riportato una flessione sequenziale dei margini nel quarto trimestre.

    Le azioni di Publicis Groupe (EU:PUB) sono scese bruscamente dopo che il gruppo pubblicitario francese ha comunicato un utile annuo in calo rispetto all’anno precedente. Sotto pressione anche Akzo Nobel (EU:AKZA), dopo che l’EBITDA rettificato è diminuito nel quarto trimestre a causa di ricavi deboli.

    A Londra, AstraZeneca (LSE:AZN) ha perso terreno dopo che la Food and Drug Administration statunitense ha respinto una versione sottocutanea del suo farmaco contro il lupus, che avrebbe reso la somministrazione più semplice.

    Sul fronte positivo, Amundi (EU:AMUN) ha registrato un forte rialzo dopo aver comunicato afflussi netti nel quarto trimestre superiori alle attese, grazie alla ricerca di maggiore diversificazione da parte dei clienti in Europa e lontano dal dollaro USA.

    Infine, Nordex (TG:NDX1) è salita dopo aver annunciato un ordine da 189 MW da parte di OX2 per la fornitura di turbine destinate al parco eolico di Fagerasen, in Svezia.

  • Il petrolio scende tra le ipotesi di una distensione USA-Iran e un dollaro forte

    Il petrolio scende tra le ipotesi di una distensione USA-Iran e un dollaro forte

    I prezzi del petrolio sono scesi di circa l’1% martedì, estendendo le perdite per la seconda seduta consecutiva, mentre i mercati valutano la possibilità di una de-escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il rafforzamento del dollaro che ha aggiunto ulteriore pressione.

    I futures sul Brent sono scesi di 68 centesimi, pari all’1%, a 65,62 dollari al barile alle 09:03 GMT, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate ha perso 60 centesimi, anch’essi pari all’1%, attestandosi a 61,54 dollari al barile.

    I prezzi avevano già registrato un forte calo lunedì, perdendo oltre il 4% dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sta “seriamente dialogando” con Washington, un segnale interpretato come una possibile riduzione delle tensioni con il Paese membro dell’OPEC.

    Secondo funzionari citati da Reuters, Iran e Stati Uniti dovrebbero riprendere i colloqui sul nucleare venerdì in Turchia. Trump ha inoltre avvertito che, con grandi navi da guerra statunitensi dirette verso l’Iran, “potrebbero accadere cose negative” se non si raggiungesse un accordo.

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto martedì su X che i colloqui con gli Stati Uniti dovrebbero essere portati avanti per tutelare gli interessi nazionali dell’Iran, a condizione che vengano evitate “minacce e aspettative irragionevoli”.

    “La volatilità dei prezzi del petrolio osservata nelle ultime quattro settimane è stata guidata dal premio per il rischio geopolitico legato alla politica estera espansiva dell’attuale amministrazione statunitense, in particolare alle minacce ‘on-off’ rivolte all’Iran”, ha affermato Kelvin Wong, senior market analyst di OANDA.

    A pesare ulteriormente sulle quotazioni, l’indice del dollaro USA si è mantenuto vicino ai massimi di oltre una settimana. Un dollaro più forte tende a frenare la domanda di greggio denominato in dollari da parte degli acquirenti esteri.

    Gli investitori hanno inoltre valutato il quadro dell’offerta globale. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato martedì che la Russia dispone di volumi di carburante sufficienti e presenta persino un surplus, aggiungendo che la situazione nel mercato dei prodotti petroliferi russi si è stabilizzata lo scorso autunno.

    Lunedì Trump ha annunciato un accordo con l’India che riduce i dazi statunitensi sui beni indiani al 18% dal precedente 50%, in cambio dell’interruzione degli acquisti di petrolio russo da parte dell’India e di una riduzione delle barriere commerciali.

    “Nella notte, Stati Uniti e India hanno concordato un accordo commerciale … se questo dovesse concretizzarsi, porterà solo a un ulteriore aumento della quantità di petrolio russo che resta in mare”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    Trump ha annunciato l’intesa sui social media dopo una telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi, sottolineando che l’India ha accettato di acquistare petrolio dagli Stati Uniti e potenzialmente anche dal Venezuela.

    Guardando al futuro, gli operatori restano prudenti. “In vista di febbraio, i prezzi probabilmente resteranno volatili e all’interno di un intervallo … (e) continueranno a reagire fortemente ai titoli di cronaca e ai segnali macroeconomici piuttosto che seguire un trend deciso, con rischi orientati al ribasso”, ha affermato Priyanka Sachdeva, senior market analyst di Phillip Nova.

  • I futures USA salgono; SpaceX acquisisce xAI; i conti di Palantir muovono il mercato: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures USA salgono; SpaceX acquisisce xAI; i conti di Palantir muovono il mercato: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi sono in rialzo all’inizio di una settimana ricca di trimestrali. I mercati reagiscono alla notizia che SpaceX di Elon Musk ha raggiunto un accordo per acquisire xAI in un’operazione che valuta il gruppo combinato oltre 1.000 miliardi di dollari, mentre Palantir (NASDAQ:PLTR) ha registrato ricavi trimestrali record, spingendo il titolo al rialzo nelle contrattazioni after-hours. Il sentiment è sostenuto anche dal rimbalzo dell’oro dopo un forte sell-off, mentre il petrolio scende con l’allentarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

    Futures in rialzo

    I futures azionari statunitensi hanno avviato la seduta di martedì in territorio positivo, con gli investitori che si preparano a un intenso flusso di risultati societari. Alle 02:33 ET, i futures sul Dow guadagnavano 34 punti (+0,1%), quelli sull’S&P 500 salivano di 19 punti (+0,3%) e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 143 punti (+0,6%).

    Wall Street ha chiuso in rialzo una seduta volatile lunedì, sostenuta dal rinnovato slancio dei titoli dei chip legati all’intelligenza artificiale. Alphabet ha toccato nuovi massimi storici, mentre Amazon è salita di circa l’1,5%. Entrambi i colossi tecnologici pubblicheranno i risultati nel corso della settimana.

    Il sentiment è stato rafforzato anche dalla decisione del presidente Donald Trump di ridurre i dazi sulle importazioni dall’India al 18%, rispetto a livelli che in precedenza erano i più elevati applicati a un partner commerciale degli Stati Uniti.

    A Washington, la Camera dei Rappresentanti dovrebbe votare oggi una legge per porre fine a un parziale shutdown del governo. La chiusura ha già causato il rinvio di importanti dati sul mercato del lavoro, tra cui il rapporto mensile sui nonfarm payrolls inizialmente previsto per venerdì. Nel frattempo, nuovi dati hanno mostrato che l’attività manifatturiera statunitense è cresciuta il mese scorso per la prima volta in un anno.

    SpaceX acquisisce xAI

    SpaceX di Elon Musk ha concordato l’acquisizione di xAI in un’operazione che valuta l’entità combinata circa 1.250 miliardi di dollari. L’accordo evidenzia la strategia di Musk di costruire scala in settori che spaziano dall’esplorazione spaziale all’intelligenza artificiale e alla robotica.

    SpaceX, nota per i razzi riutilizzabili e la sua vasta rete satellitare, e xAI, sviluppatrice dell’assistente AI Grok, sono tra le società private più seguite al mondo. Una quotazione in Borsa di SpaceX, molto attesa, potrebbe arrivare già quest’anno, mentre xAI era stata valutata 230 miliardi di dollari in un round di finanziamento a gennaio. Secondo Bloomberg News, le azioni della nuova società dovrebbero essere prezzate a 526,59 dollari ciascuna.

    Palantir registra ricavi record

    Sul fronte delle trimestrali, le azioni Palantir sono salite nelle contrattazioni after-hours, pur riducendo parte dei guadagni iniziali. Il gruppo di analisi dei dati ha registrato ricavi record pari a 1,41 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025, sostenuti dalla forte domanda da parte di clienti governativi e aziendali per le sue soluzioni potenziate dall’AI.

    I ricavi sono balzati del 70% su base annua, superando le attese di Wall Street, mentre l’utile netto ha raggiunto il massimo storico di 609 milioni di dollari. Nonostante l’entusiasmo per l’AI, il titolo Palantir ha sottoperformato finora nel 2026, in un contesto di correzione più ampia dei titoli software. L’azienda è stata inoltre oggetto di critiche per la collaborazione con l’amministrazione Trump, in particolare in ambito di politiche sull’immigrazione.

    Nel resto del calendario delle trimestrali, Pfizer pubblicherà i risultati prima dell’apertura di Wall Street, mentre Advanced Micro Devices è attesa dopo la chiusura.

    L’oro si stabilizza

    Sul fronte delle materie prime, i prezzi dell’oro sono rimbalzati mentre il metallo ha trovato stabilità dopo due giorni di forti ribassi, contribuendo a calmare i mercati dopo una fase di elevata volatilità. L’oro spot è salito del 5,8% a 4.931,60 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro di aprile sono cresciuti del 6,5% a 4.954,04 dollari.

    Il metallo prezioso era sceso fino a circa 4.400 dollari l’oncia lunedì, quasi 1.200 dollari sotto il record storico della settimana precedente. La correzione è stata innescata da prese di profitto dopo che Trump ha nominato l’ex governatore della Fed Kevin Warsh come prossimo presidente della banca centrale, riducendo l’incertezza e attenuando la domanda di beni rifugio. Warsh è considerato meno accomodante rispetto alle attese del mercato e l’oro tende a performare meglio in un contesto di tassi bassi.

    Nonostante il calo, la tesi strutturale sull’oro resta valida, secondo gli analisti di ING. “I driver strutturali — elevati rischi geopolitici, incertezza macroeconomica, flussi di diversificazione e acquisti continui da parte delle banche centrali — restano solidamente in piedi”, hanno scritto gli analisti Warren Patterson ed Ewa Manthey. Anche i futures sull’argento, che venerdì avevano registrato il peggior calo giornaliero di sempre, sono rimbalzati con forza.

    Il petrolio scende

    I prezzi del petrolio sono scesi per la seconda seduta consecutiva, poiché l’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha ridotto il premio di rischio geopolitico. Il Brent è sceso dello 0,6% a 65,91 dollari al barile, mentre il WTI ha perso lo 0,5% a 61,80 dollari.

    Entrambi i benchmark erano crollati di oltre il 4% nella seduta precedente dopo che Trump ha dichiarato che l’Iran sta “seriamente dialogando” con Washington, segnalando una possibile de-escalation con il Paese membro dell’OPEC. Secondo Reuters, Iran e Stati Uniti dovrebbero riprendere i colloqui sul nucleare venerdì in Turchia.

    A pesare ulteriormente sui prezzi è stato il rafforzamento del dollaro, con l’indice del biglietto verde vicino ai massimi di una settimana, riducendo la domanda di greggio denominato in dollari da parte degli acquirenti esteri.

  • Le Borse europee avanzano leggermente mentre si arresta il calo dei metalli; Publicis sotto i riflettori: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano leggermente mentre si arresta il calo dei metalli; Publicis sotto i riflettori: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno mostrato lievi rialzi martedì, sostenute dalla chiusura positiva di Wall Street e dai segnali che la recente ondata di vendite sui metalli preziosi è stata di breve durata.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco saliva dello 0,8%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,4% e il FTSE 100 britannico avanzava dello 0,1%.

    Mercati dei metalli più stabili migliorano il sentiment

    Dopo alcune sedute di forte volatilità, segnate in particolare dal brusco calo dei prezzi di oro e argento tra la fine della scorsa settimana e il weekend, i mercati globali sembrano essersi stabilizzati. I metalli preziosi hanno recuperato terreno lunedì, rafforzando la fiducia degli investitori e spingendo il Dow Jones Industrial Average a salire di oltre 500 punti, pari a circa l’1%, a Wall Street.

    Il sentiment globale ha beneficiato anche dell’annuncio del presidente statunitense Donald Trump, arrivato nella tarda serata di lunedì, di un accordo commerciale con l’India che riduce i dazi sui beni indiani al 18% dal precedente 50%. L’intesa, giunta dopo mesi di negoziati, è stata interpretata come un passo verso la normalizzazione delle relazioni commerciali.

    Publicis al centro dell’attenzione

    In Europa l’attenzione torna sulla stagione delle trimestrali, con numerose grandi società attese alla prova dei conti questa settimana.

    Publicis Groupe (EU:PUB) è sotto i riflettori dopo che una serie di importanti acquisizioni di clienti ha spinto i ricavi sottostanti del quarto trimestre oltre le attese. Il gruppo pubblicitario francese ha generato nel 2025 un free cash flow di 2,03 miliardi di euro prima delle variazioni del capitale circolante, in crescita del 10,6% su base annua, e ha proposto un dividendo di 3,75 euro per azione, in aumento del 4,2%, interamente pagato in contanti.

    Anche Amundi (EU:AMUN) ha pubblicato risultati solidi, riportando un aumento del 6% dell’utile ante imposte rettificato nel 2025 a 1,86 miliardi di euro, sostenuto da afflussi netti record pari a 88 miliardi di euro, in concomitanza con il lancio del nuovo piano strategico fino al 2028.

    Akzo Nobel (EU:AKZA) ha invece segnalato un netto miglioramento dei margini nel quarto trimestre rispetto all’anno precedente, mentre il produttore olandese di vernici affronta una domanda debole e prosegue il percorso verso una possibile fusione con la statunitense Axalta Coating Systems.

    Gli investitori guardano anche a una fitta agenda di risultati a Wall Street, con i conti di PayPal (NASDAQ:PYPL), Pfizer (NYSE:PFE) e Marathon Petroleum (NYSE:MPC), in attesa dei numeri di Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) dopo la chiusura. Il sentiment sui titoli legati all’intelligenza artificiale resta fragile dopo i risultati deludenti di Microsoft (NASDAQ:MSFT) della scorsa settimana.

    Inflazione francese in calo

    I dati diffusi in mattinata indicano che le pressioni inflazionistiche restano contenute in Francia, la seconda economia dell’area euro. I prezzi al consumo sono scesi dello 0,3% su base mensile a gennaio, con un aumento annuo limitato allo 0,3%, inferiore alle attese dello 0,6%.

    La Banca Centrale Europea terrà una riunione di politica monetaria nel corso della settimana ed è ampiamente previsto che mantenga i tassi invariati al 2% per la quinta volta consecutiva. La presidente Christine Lagarde potrebbe essere interrogata sull’impatto di un euro più forte sull’inflazione, dopo che la valuta unica ha superato brevemente quota 1,20 dollari la scorsa settimana, il livello più alto dal 2021. Sebbene l’euro abbia poi ritracciato, resta in rialzo di oltre il 2% nelle ultime due settimane.

    Il petrolio continua a scendere

    I prezzi del petrolio sono scesi anche martedì, per la seconda seduta consecutiva, dopo che l’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha ridotto il premio di rischio geopolitico sul mercato del greggio. Il Brent ha perso lo 0,4% a 65,96 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,4% a 61,90 dollari.

    Entrambi i benchmark avevano già registrato un calo superiore al 4% nella seduta precedente, dopo che Trump ha dichiarato che l’Iran sta “seriamente dialogando” con Washington, segnalando una possibile de-escalation con il Paese membro dell’OPEC. Secondo Reuters, Iran e Stati Uniti dovrebbero riprendere i colloqui sul nucleare venerdì in Turchia.

    A pesare ulteriormente sui prezzi è stato anche il rafforzamento del dollaro, con l’indice del biglietto verde vicino ai massimi di una settimana, rendendo il petrolio denominato in dollari più costoso per gli acquirenti esteri.