I mercati azionari europei hanno registrato un forte calo martedì, penalizzati dalle crescenti preoccupazioni per l’ampliamento del conflitto in Medio Oriente e per le sue ripercussioni sull’appetito globale per il rischio.
Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco perdeva l’1,9%, il CAC 40 francese l’1,2% e il FTSE 100 del Regno Unito l’1%.
Escalation nel Golfo
Il sentiment degli investitori è peggiorato mentre le ostilità tra Stati Uniti e Iran, iniziate nel fine settimana, mostrano segnali di estensione all’intera regione del Golfo.
Secondo alcune fonti, l’ambasciata statunitense a Riyadh sarebbe stata colpita da attacchi missilistici, così come data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, mentre l’Iran avrebbe lanciato attacchi di ritorsione in diversi Paesi del Medio Oriente.
Gli sviluppi hanno messo in discussione come mai prima d’ora la percezione di città del Golfo come Dubai quali beni rifugio.
Nel frattempo, Israele ha dichiarato di condurre operazioni simultanee contro Iran e Libano, dopo che il gruppo militante Hezbollah, sostenuto da Teheran, ha lanciato missili e droni contro Tel Aviv.
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato martedì di aver ordinato la partenza del personale governativo non essenziale e dei familiari da Bahrein, Iraq e Giordania.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato nella notte che Washington farà “whatever it takes” per raggiungere i propri obiettivi militari, indicando che le operazioni potrebbero proseguire per diverse settimane.
Utili societari sotto osservazione
Nonostante le tensioni geopolitiche dominino i titoli, gli investitori stanno valutando anche una nuova serie di risultati societari.
Thales (EU:HO) ha pubblicato risultati del quarto trimestre superiori alle attese, sostenuti dalla solida performance delle divisioni Aerospazio e Difesa, mentre il segmento Cyber & Digital è rimasto debole.
Il gruppo svizzero del packaging SIG Group ha riportato una perdita nel 2025 dopo aver contabilizzato 350,7 milioni di euro di oneri straordinari legati a una revisione strategica, mentre i ricavi sono rimasti sostanzialmente stabili in un contesto di mercato debole.
Kuehne & Nagel (TG:KNIA) ha registrato un calo del 24,8% dell’utile annuo nel 2025, citando pressioni valutarie e margini più bassi. Il rapporto di capitale proprio della società logistica svizzera è sceso al 18,5% dal 27,8% dell’anno precedente.
Lottomatica (BIT:LTMC) ha superato le aspettative per il 2025, riportando una crescita degli utili del 21% grazie all’espansione della propria quota di mercato online.
Attesi i dati sull’inflazione dell’Eurozona
I mercati attendono inoltre la pubblicazione dell’inflazione flash dell’Eurozona per febbraio nel corso della giornata, soprattutto alla luce del recente aumento dei prezzi dell’energia.
L’inflazione annua complessiva è prevista all’1,7%, invariata rispetto a gennaio, mentre l’inflazione core — che esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia — è stimata al 2,2% su base annua.
Petrolio in forte rialzo
I prezzi del greggio hanno continuato a salire martedì, ampliando i forti guadagni della sessione precedente, mentre le minacce ai flussi attraverso lo Stretto di Hormuz alimentano i timori di interruzioni dell’offerta.
I futures sul Brent sono balzati del 4,3% a 81,10 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è salito del 4% a 74,05 dollari al barile.
Entrambi i contratti avevano già chiuso lunedì in rialzo di oltre il 7% dopo aver toccato, durante la seduta, un massimo annuale con un balzo fino al 13%.
Le tensioni si sono intensificate dopo che funzionari iraniani hanno minacciato di colpire qualsiasi nave tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz, aumentando i timori di gravi interruzioni nelle esportazioni di greggio dei principali produttori del Golfo.









