I prezzi dell’oro sono diminuiti venerdì 6 novembre, mentre il recupero del dollaro statunitense ha spinto gli investitori a realizzare profitti dopo un forte rally sostenuto dai risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e dal calo dei rendimenti dei Treasury.
Alle 01:24 ET (06:24 GMT), l’oro spot perdeva l’1%, scendendo a 4.048,97 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro cedevano l’1,4% a 4.057,95 dollari l’oncia. Nonostante la flessione, il metallo prezioso rimaneva diretto verso un guadagno settimanale superiore al 5%, sostenuto dal cambiamento delle aspettative sulla politica fiscale statunitense e dall’aumento della domanda di beni rifugio.
L’indice del dollaro USA avanzava dello 0,2% a 101,80, recuperando parte delle perdite precedenti e rendendo i metalli preziosi denominati in dollari più costosi per gli acquirenti che utilizzano altre valute.
Metalli preziosi in calo mentre il dollaro si rafforza
Le pressioni di vendita si sono estese all’intero mercato dei metalli preziosi, mentre il dollaro recuperava terreno dopo la debolezza successiva alle elezioni.
L’argento perdeva lo 0,5% a 51,5215 dollari l’oncia, mentre il platino scendeva dello 0,6% a 1.510,78 dollari.
Il palladio spot cedeva lo 0,9% a 1.025,70 dollari l’oncia, mentre i futures sul palladio diminuivano dello 0,8% a 1.025,25 dollari.
Il ribasso dell’oro è arrivato dopo un periodo di forti rialzi, durante il quale il metallo aveva raggiunto quotazioni vicine a 4.090 dollari l’oncia.
Il rafforzamento del dollaro ha ridotto la domanda da parte di alcuni acquirenti internazionali, mentre le prese di profitto hanno contribuito alla correzione dei metalli preziosi.
Tuttavia, l’oro è rimasto significativamente più alto rispetto all’inizio della settimana, riflettendo il persistente interesse degli investitori per gli asset difensivi in un contesto di elevata volatilità dei mercati finanziari.
Le elezioni USA sostengono l’oro attraverso il calo dei rendimenti dei Treasury
Il rialzo settimanale dell’oro ha seguito la vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che ha portato il partito a conquistare il controllo di entrambe le camere del Congresso.
Il cambiamento politico ha spinto gli investitori a rivalutare le prospettive della spesa pubblica, dell’indebitamento e della politica fiscale sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump.
Le aspettative che un Congresso controllato dai Democratici possa imporre maggiori limiti all’espansione fiscale hanno contribuito alla diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi.
Il calo dei rendimenti ha sostenuto l’oro perché il metallo prezioso non genera interessi, diventando relativamente più interessante quando diminuiscono i rendimenti delle obbligazioni governative.
I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi ai livelli più bassi dall’inizio di settembre, mentre gli investitori aumentavano le proprie posizioni nel debito pubblico.
Anche il dollaro si è indebolito dopo i risultati elettorali, fornendo ulteriore sostegno all’oro prima del modesto recupero di venerdì.
Il crollo dei tecnologici aumenta la domanda di beni rifugio
Il rally dell’oro ha coinciso anche con un forte ribasso delle azioni tecnologiche statunitensi, mentre gli investitori rivalutavano le prospettive normative per le società di intelligenza artificiale.
I titoli tecnologici hanno esteso le perdite per la terza seduta consecutiva venerdì, tra le preoccupazioni che il controllo democratico del Congresso possa determinare una supervisione più rigorosa del settore.
La crescente opposizione pubblica all’espansione dei data center, soprattutto a causa del loro elevato fabbisogno di elettricità e acqua, ha aggiunto incertezza sulle prospettive degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Il conseguente calo dei mercati azionari ha incoraggiato gli investitori a cercare asset relativamente difensivi, tra cui i titoli di Stato statunitensi e l’oro.
Tuttavia, l’oro è rimasto vulnerabile alle vendite di breve periodo, poiché gli investitori che subivano consistenti perdite azionarie liquidavano altre posizioni per ottenere liquidità o far fronte ai propri obblighi finanziari.
Questa attività può esercitare temporaneamente pressioni sulle quotazioni dell’oro anche quando l’incertezza generale dei mercati sostiene la domanda di investimenti rifugio.
ANZ evidenzia le aspettative fiscali e la domanda delle banche centrali
Gli analisti di ANZ hanno affermato che le aspettative di maggiori vincoli fiscali dopo la conquista democratica del Congresso hanno contribuito al calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi.
Una riduzione del fabbisogno di indebitamento pubblico potrebbe attenuare le pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari, sostenendo potenzialmente l’oro grazie alla diminuzione del costo opportunità di detenere un asset privo di rendimento.
Tuttavia, gli analisti hanno anche osservato che una minore emissione di debito pubblico potrebbe indebolire uno dei fattori che sostengono la domanda del metallo prezioso.
Nonostante questa possibile limitazione, la domanda fisica di oro è rimasta elevata, soprattutto tra le banche centrali interessate a diversificare le proprie riserve.
ANZ ha sottolineato l’entità dei recenti acquisti del settore ufficiale, dichiarando:
“Le banche centrali hanno aumentato le proprie riserve di 321 tonnellate nette durante il terzo trimestre, registrando il ritmo di accumulo più rapido dalla fine del 2024.”
I dati hanno evidenziato il persistente interesse istituzionale per l’oro in un contesto di incertezza geopolitica e preoccupazioni sulla disciplina fiscale.
Gli acquisti delle banche centrali hanno rappresentato un’importante fonte di domanda strutturale, contribuendo a sostenere il metallo prezioso nonostante le oscillazioni delle valute, dei rendimenti obbligazionari e dei mercati azionari.
Il rapporto sull’occupazione USA potrebbe influenzare la prossima direzione dell’oro
Gli investitori attendono ora l’ultimo rapporto sui nuovi occupati non agricoli negli Stati Uniti, la cui pubblicazione è prevista nel corso della giornata di venerdì.
I dati sull’occupazione dovrebbero fornire nuove indicazioni sulla solidità dell’economia statunitense e sulla possibile direzione della politica dei tassi di interesse della Federal Reserve.
Un mercato del lavoro più forte del previsto potrebbe rafforzare le aspettative di una politica monetaria più restrittiva, sostenendo potenzialmente i rendimenti dei Treasury e il dollaro.
Un simile risultato potrebbe esercitare ulteriori pressioni sull’oro, poiché rendimenti più elevati aumentano l’attrattiva relativa degli strumenti finanziari che generano interessi.
Al contrario, dati occupazionali più deboli potrebbero rafforzare le aspettative di una politica monetaria meno restrittiva, sostenendo potenzialmente le quotazioni del metallo prezioso.
Il rapporto sarà quindi seguito attentamente per le sue implicazioni sui tassi di interesse, sui mercati valutari e sulla domanda di metalli preziosi.
L’oro mantiene una forte performance settimanale nonostante la flessione di venerdì
Il calo dell’oro sotto i 4.050 dollari ha rappresentato una parziale correzione dei recenti guadagni, piuttosto che un cambiamento completo dei fattori che sostengono il mercato.
Il metallo è rimasto in rialzo di oltre il 5% nella settimana, beneficiando della diminuzione dei rendimenti dei Treasury, dell’incertezza politica e dell’aumento della domanda di investimenti difensivi.
Tuttavia, il recupero del dollaro e la possibilità di ulteriori liquidazioni sui mercati azionari hanno introdotto nuovi rischi nel breve periodo.
Gli investitori continueranno a monitorare gli sviluppi della politica fiscale statunitense, le prospettive dei tassi di interesse della Federal Reserve e la domanda delle banche centrali.
I prossimi dati sull’occupazione potrebbero risultare particolarmente importanti per determinare se l’oro riprenderà la sua avanzata o attraverserà un’ulteriore fase di consolidamento dopo il consistente rally settimanale.

Leave a Reply