Borse europee in calo per le vendite sui tecnologici, ma lo STOXX 600 supera l’S&P 500 nel 2026: DAX, CAC, FTSE100

Paris Bourse

Le Borse europee hanno registrato forti ribassi venerdì 6 novembre, mentre le vendite sui titoli tecnologici hanno seguito il marcato calo di Wall Street nella seduta precedente, che ha portato il Nasdaq Composite in territorio di correzione.

L’indice paneuropeo STOXX 600 ha perso fino all’1,6%, registrando la maggiore flessione giornaliera da luglio e cancellando i guadagni accumulati durante la settimana. Giovedì l’indice si era avvicinato a un nuovo massimo storico, prima che le vendite globali sui tecnologici invertissero il sentiment del mercato.

Il DAX tedesco ha ceduto l’1,7%, il CAC 40 francese l’1,4%, l’IBEX 35 spagnolo l’1% e il FTSE 100 di Londra l’1,5%.

Nonostante le ultime perdite, le azioni europee hanno continuato a sovraperformare quelle statunitensi nel 2026, con lo STOXX 600 in rialzo di oltre il 10% dall’inizio dell’anno, rispetto a un progresso di poco superiore al 7% per l’S&P 500.

I titoli tecnologici guidano i ribassi delle Borse europee

Le società europee dei semiconduttori e del software sono state tra le più penalizzate, mentre gli investitori riducevano l’esposizione al settore tecnologico dopo il forte calo dei mercati azionari statunitensi.

Il produttore olandese di apparecchiature per semiconduttori ASML Holding (EU:ASML) ha perso oltre l’1%, mentre il gruppo di investimenti tecnologici Prosus (EU:PRX) ha registrato una flessione superiore all’1%.

La società francese di servizi informatici Capgemini (EU:CAP) ha ceduto il 2%, mentre il gruppo tedesco di software aziendale SAP (EU:SAP) è sceso dello 0,9%.

I ribassi hanno riflesso le preoccupazioni secondo cui una maggiore supervisione normativa sull’intelligenza artificiale e sulle grandi aziende tecnologiche potrebbe incidere sugli investimenti futuri e sulla crescita degli utili.

I titoli tecnologici europei avevano precedentemente beneficiato di risultati societari positivi e di una spesa sostenuta per le infrastrutture AI, ma la recente volatilità ha spinto gli investitori a riconsiderare le valutazioni del settore.

Nasdaq in territorio di correzione dopo un crollo del 5,52%

Le vendite sulle Borse europee sono arrivate dopo una delle sedute più negative degli ultimi mesi a Wall Street.

Il Nasdaq Composite ha perso il 5,52% giovedì, registrando il maggiore ribasso giornaliero degli ultimi 19 mesi.

La flessione ha portato l’indice tecnologico oltre il 10% al di sotto del massimo storico raggiunto il 6 ottobre, confermando l’ingresso in territorio di correzione.

Anche l’S&P 500 ha ceduto oltre il 4%, riflettendo vendite diffuse sul mercato azionario statunitense.

Le perdite hanno rappresentato il maggiore ribasso giornaliero di Wall Street dalle turbolenze seguite agli annunci sui dazi del presidente Donald Trump durante il “Liberation Day” dell’aprile 2025.

Il brusco arretramento dei tecnologici statunitensi si è rapidamente trasmesso ai mercati europei, colpendo in particolare le società esposte alla produzione di semiconduttori, al software aziendale e alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Elezioni USA: aumentano i timori di una regolamentazione più severa sull’AI

Il sentiment degli investitori è peggiorato dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di martedì, che hanno portato i Democratici a conquistare la maggioranza sia al Senato sia alla Camera dei Rappresentanti.

Il risultato elettorale ha spinto gli investitori a considerare la possibilità di un’applicazione più rigorosa delle norme antitrust e di maggiori controlli federali sulle grandi società tecnologiche.

Le infrastrutture per l’intelligenza artificiale rappresentano un’area di particolare attenzione, a causa dell’elevato fabbisogno di elettricità e acqua dei grandi data center.

Le vittorie democratiche in diversi Stati contesi hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla crescente opposizione locale allo sviluppo di nuovi centri dati.

Gli investitori stanno valutando se requisiti ambientali più restrittivi e procedure autorizzative più complesse possano ritardare i progetti o aumentare i costi per le società che investono ingenti capitali nelle infrastrutture AI.

Questi sviluppi potrebbero influenzare il ritmo degli investimenti che ha sostenuto la forte domanda di semiconduttori e servizi tecnologici collegati.

L’incertezza risultante ha contribuito alle pressioni di vendita sui titoli tecnologici statunitensi ed europei.

Gli utili societari europei sostengono il mercato

Nonostante il ribasso di venerdì, le azioni europee hanno beneficiato di una stagione dei risultati del terzo trimestre relativamente solida.

Circa la metà delle società appartenenti allo STOXX 600 ha pubblicato i risultati trimestrali, con oltre il 50% che ha superato le aspettative degli analisti sugli utili.

Le aziende attive nei beni di consumo essenziali, nei beni strumentali e nelle infrastrutture per l’elettrificazione hanno comunicato aggiornamenti incoraggianti, sostenendo la fiducia nella redditività societaria.

I risultati hanno contribuito a compensare le preoccupazioni legate all’aumento dei costi di trasporto e alle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico.

Le imprese europee hanno inoltre beneficiato dei cambiamenti nei prezzi dell’energia, in particolare del recente forte calo del petrolio.

I futures sul Brent hanno perso circa il 20% durante la settimana, scendendo sotto i 100 dollari al barile.

Prezzi petroliferi più bassi potrebbero attenuare le pressioni sui costi per i produttori ad alta intensità energetica e sostenere i consumi, riducendo alcune spese legate all’energia.

Questi sviluppi hanno fornito sostegno ad alcuni comparti del mercato europeo, nonostante la persistente volatilità dei titoli tecnologici.

Lo STOXX 600 supera l’S&P 500 per rendimento da inizio anno

Le azioni europee hanno mantenuto una performance complessiva superiore a quella dei titoli statunitensi nel corso del 2026, nonostante la recente correzione dei mercati.

Lo STOXX 600 si è avviato verso il fine settimana con un progresso superiore al 10% dall’inizio dell’anno.

Per contro, il rialzo dell’S&P 500 da gennaio si è ridotto a poco più del 7% dopo le recenti vendite nel settore tecnologico.

La differenza riflette in parte la diversa composizione dei due mercati.

Gli indici azionari statunitensi presentano un’elevata esposizione alle grandi società tecnologiche, le cui valutazioni dipendono fortemente dalle aspettative di crescita dell’intelligenza artificiale.

Gli indici europei hanno una composizione settoriale più diversificata, che comprende servizi finanziari, industria, beni di consumo e società caratterizzate da valutazioni relativamente più orientate al valore.

Questa differenza ha offerto una certa protezione relativa durante il recente ribasso dei titoli tecnologici.

Tuttavia, le perdite di venerdì dimostrano che le azioni europee rimangono vulnerabili ai cambiamenti del sentiment globale, soprattutto quando vendite significative colpiscono i principali mercati statunitensi.

Gli investitori monitorano le valutazioni tecnologiche e le prospettive degli utili

L’ultima flessione arriva dopo una settimana volatile per i mercati europei, caratterizzata da forti movimenti dei prezzi dell’energia, cambiamenti nelle aspettative politiche negli Stati Uniti e sviluppi della politica monetaria nel Regno Unito.

Il primo aumento dei tassi di interesse della Bank of England in tre anni ha aggiunto un ulteriore elemento di valutazione per gli investitori, insieme ai risultati societari e alle condizioni economiche globali.

Sebbene lo STOXX 600 abbia perso i guadagni settimanali, la sua performance più solida dall’inizio dell’anno evidenzia la relativa resilienza delle azioni europee.

Gli investitori continueranno a valutare se le vendite sui tecnologici rappresentino un aggiustamento temporaneo delle valutazioni oppure segnalino un cambiamento più duraturo delle aspettative sugli investimenti nell’intelligenza artificiale.

La direzione dei mercati europei dipenderà inoltre dai prossimi risultati societari, dall’evoluzione dei prezzi dell’energia e dai possibili effetti delle modifiche alla regolamentazione tecnologica statunitense.

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