Banco BPM (BIT:BAMI) ha registrato un calo del 3,2% nelle prime contrattazioni di venerdì 6 novembre, nonostante il gruppo bancario italiano abbia comunicato risultati del terzo trimestre superiori alle previsioni degli analisti e rivisto al rialzo le indicazioni sui dividendi per il 2026.
Alle 09:01, il titolo scambiava a 13,435 euro, rispetto alla chiusura di giovedì a 13,885 euro. Le azioni hanno aperto a 13,49 euro e raggiunto un minimo intraday di 13,405 euro, mentre l’indice FTSE MIB perdeva circa l’1%.
La flessione è arrivata dopo un recupero di circa il 7% dai minimi del 22 ottobre, suggerendo possibili prese di profitto da parte degli investitori dopo il recente rialzo.
Sebbene i risultati finanziari abbiano superato le aspettative del mercato, le preoccupazioni sulle prospettive di crescita autonoma della banca e sulla sua valutazione hanno continuato a influenzare il sentiment degli investitori.
L’utile netto del terzo trimestre supera le previsioni degli analisti
Banco BPM ha registrato un utile netto trimestrale di 452,5 milioni di euro, in aumento dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il risultato ha superato il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg, pari a 432 milioni di euro.
L’utile ante imposte ha raggiunto 729,4 milioni di euro, rispetto alle attese di mercato di 691,3 milioni.
Il margine di interesse è cresciuto del 4,6% su base annua, raggiungendo 792,6 milioni di euro e sostenendo la redditività dell’istituto.
Anche le commissioni nette hanno registrato un incremento dell’1,3%, attestandosi a 649,6 milioni di euro.
I costi operativi sono stati pari a 675,6 milioni di euro, inferiori alle stime degli analisti, mentre le rettifiche su crediti sono diminuite a 67,2 milioni, rispetto agli 83,8 milioni previsti.
I dati riflettono il miglioramento del margine di interesse, il controllo delle spese operative e la riduzione degli accantonamenti per il rischio di credito.
Utile netto rettificato record di 1,53 miliardi nei primi nove mesi
Nei primi nove mesi del 2026, Banco BPM ha registrato un utile netto rettificato record di 1,532 miliardi di euro, in crescita del 2,6% su base annua.
L’utile netto contabile si è attestato a 1,513 miliardi di euro.
I proventi operativi sono aumentati del 2,1%, raggiungendo 4,666 miliardi di euro, mentre il rapporto costi/ricavi è migliorato al 44%, rispetto al 46% del 2025.
Anche gli indicatori della qualità del credito hanno mostrato un miglioramento.
Il costo del rischio è sceso a 29 punti base, mentre il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e impieghi è diminuito all’1,9%, rispetto al 2,5% di un anno prima.
La banca ha confermato l’obiettivo di un utile netto superiore a 1,95 miliardi di euro per l’intero esercizio 2026.
Il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 si è attestato al 13,79%, salendo al 14,3% includendo gli utili trattenuti del periodo.
L’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha definito i risultati come il raggiungimento di « un livello storico di redditività e remunerazione degli azionisti ».
Banco BPM alza la previsione sul dividendo 2026 oltre 1 euro per azione
Banco BPM ha aumentato la propria indicazione sul dividendo relativo al 2026 a oltre 1 euro per azione, grazie al rafforzamento degli utili e della posizione patrimoniale.
Il consiglio di amministrazione ha approvato un acconto sul dividendo di 0,50 euro per azione, corrispondente a una distribuzione complessiva di circa 750 milioni di euro.
L’importo rappresenta un incremento dell’8,7% rispetto agli 0,46 euro per azione distribuiti l’anno precedente.
La data di stacco della cedola è prevista per il 23 novembre.
La banca ha inoltre aumentato l’obiettivo di remunerazione complessiva degli azionisti per il periodo 2024–2027 a circa 7 miliardi di euro, rispetto agli oltre 6 miliardi previsti dal piano precedente.
Circa 4 miliardi di euro dovrebbero essere distribuiti nel biennio 2026–2027, equivalenti a circa il 20% della capitalizzazione di mercato dell’istituto.
Il programma comprende il primo piano di riacquisto di azioni proprie di Banco BPM, il cui importo definitivo sarà stabilito dopo l’autorizzazione della Banca Centrale Europea.
Jefferies conferma il giudizio Hold nonostante risultati superiori alle attese
Jefferies ha mantenuto la raccomandazione Hold su Banco BPM, con un prezzo obiettivo di 15,30 euro.
La banca d’investimento ha rilevato che l’utile netto trimestrale ha superato le stime del consensus di circa il 3%, pur mantenendo un atteggiamento prudente sulle possibilità di ulteriore crescita dell’istituto in uno scenario autonomo.
Jefferies aveva già ridotto il prezzo obiettivo da 16,60 a 15,30 euro il 19 ottobre, tagliando del 3% le previsioni sull’utile per azione per il periodo 2026–2028.
Secondo il broker, i fattori in grado di sostenere una crescita significativa rimangono limitati in assenza di potenziali operazioni di fusione e acquisizione.
Morningstar DBRS ha espresso una valutazione più favorevole dei risultati finanziari.
L’analista Nicola de Caro ha definito la performance « solida », evidenziando un aumento del 7% dell’utile ante imposte su base annua, una riduzione del 2% dei costi operativi e un calo di circa il 25% degli accantonamenti.
Le nuove erogazioni di credito sono inoltre risultate superiori di circa un terzo rispetto al terzo trimestre del 2025.
Il consensus degli analisti indica un prezzo obiettivo medio di 15,62 euro, corrispondente a un potenziale rialzo di circa il 16% rispetto alle quotazioni registrate all’inizio della seduta di venerdì.
Resta aperta l’ipotesi di una fusione con Crédit Agricole Italia
La direzione di Banco BPM ha affrontato anche le indiscrezioni relative a una possibile aggregazione con Crédit Agricole Italia.
Crédit Agricole è il principale azionista di Banco BPM, con una partecipazione pari a circa il 29,3% del capitale.
L’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha ribadito che la banca prenderebbe in considerazione un’eventuale proposta di fusione, qualora venisse presentata, senza tuttavia voler avviare direttamente le trattative.
« Non abbiamo ricevuto alcuna proposta, ma se dovesse arrivare la esamineremmo nell’interesse degli azionisti », ha dichiarato Castagna agli analisti.
Il manager ha inoltre sottolineato l’importanza di tutelare l’intera base azionaria, ricordando che Crédit Agricole rappresenta soltanto una parte della compagine societaria.
Banco BPM ha confermato di attendersi risultati per il 2027 superiori alle precedenti previsioni, che dovrebbero consentire di assorbire l’aumento della pressione fiscale annunciato dal governo italiano.
Il nuovo piano strategico sarà presentato entro la prima metà del 2027.
Il titolo rimane sotto le principali medie mobili
La flessione di venerdì ha riportato le azioni Banco BPM sui livelli registrati all’inizio della settimana.
Giovedì il titolo aveva raggiunto un massimo intraday di 14,20 euro, prima di chiudere a 13,885 euro, in calo dello 0,25%, con circa 4,6 milioni di azioni scambiate.
Le quotazioni rimangono inferiori alla media mobile a 200 giorni, situata a 14,08 euro, e a quella a 50 giorni, pari a 15,10 euro.
Il titolo si trova inoltre oltre il 20% al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane, pari a 17,45 euro.
Dal punto di vista tecnico, il minimo intraday di 13,405 euro e quello del 22 ottobre a 12,945 euro rappresentano potenziali livelli di supporto.
Un recupero oltre quota 14 euro potrebbe indicare un miglioramento del momentum di breve periodo, sebbene il titolo rimanga in una fase correttiva.
Alle quotazioni attuali, Banco BPM presenta un rapporto prezzo/utili di circa 10,6 volte gli utili degli ultimi dodici mesi e di circa sette volte quelli attesi.
Il rapporto prezzo/valore contabile si attesta intorno a 1,3, mentre il rendimento da dividendo indicativo è vicino al 7,7%.
Sebbene l’aumento delle distribuzioni agli azionisti e le possibili operazioni di aggregazione rimangano elementi rilevanti per le prospettive del titolo, gli analisti continuano a valutare se la quotazione della banca rifletta adeguatamente il suo potenziale di crescita degli utili.

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