Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha registrato un aumento del 21,2% dell’utile netto di pertinenza della capogruppo, raggiungendo 1,657 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, grazie alla crescita dei ricavi, alla stabilità dei costi operativi e al miglioramento dell’attività creditizia.
Il gruppo bancario italiano ha riportato un utile netto di 543 milioni di euro nel terzo trimestre, superiore alle attese degli analisti di 533 milioni e in aumento del 14,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I ricavi del periodo luglio-settembre hanno raggiunto 1,998 miliardi di euro, superando il consensus di mercato di 1,978 miliardi, mentre il risultato netto della gestione operativa, pari a 1,024 miliardi, ha superato le previsioni di 965 milioni.
I risultati sono stati pubblicati venerdì 6 novembre, mentre gli investitori continuano a valutare le implicazioni dell’offerta pubblica di acquisto presentata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi.
Ricavi dei nove mesi in aumento del 5,6% a 6,02 miliardi di euro
Monte dei Paschi ha registrato ricavi complessivi di 6,023 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il margine di interesse è aumentato del 3% a 3,206 miliardi di euro, sostenuto dall’incremento dei volumi di credito e dal miglioramento degli spread commerciali.
Le commissioni nette sono cresciute del 3,5% a 1,882 miliardi di euro, mentre i dividendi e i proventi da partecipazioni sono aumentati del 15,8% a 529 milioni, principalmente grazie al maggiore contributo della partecipazione in Generali.
Le attività di negoziazione hanno generato 355 milioni di euro nel periodo.
I costi operativi sono rimasti sostanzialmente invariati a 2,562 miliardi di euro, nonostante gli aumenti salariali nel settore bancario.
Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 43%, con una riduzione di due punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Il risultato operativo lordo è aumentato del 10,2% a 3,461 miliardi di euro, mentre il risultato netto della gestione operativa è cresciuto dell’11,5% a 3,033 miliardi.
L’utile netto di pertinenza della capogruppo ha raggiunto 1,657 miliardi di euro, rispetto a 1,366 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.
I risultati comprendono imposte per 920 milioni di euro, che incorporano gli effetti della legislazione di bilancio italiana per il 2026.
Il confronto su base annua si riferisce a dati riesposti che includono Mediobanca anche nel periodo precedente all’acquisizione.
Gli utili del terzo trimestre superano le aspettative del mercato
Monte dei Paschi ha registrato un utile netto trimestrale di 543 milioni di euro, in aumento del 14,6% su base annua e superiore ai 533 milioni previsti dagli analisti.
Il margine di interesse ha raggiunto 1,108 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% rispetto al secondo trimestre.
Il miglioramento riflette l’aumento dei volumi di credito e il rafforzamento dei margini commerciali.
Le commissioni nette sono invece diminuite a 593 milioni di euro, rispetto ai 670 milioni del trimestre precedente.
La banca ha attribuito la flessione a fattori stagionali legati al periodo estivo e al confronto con il secondo trimestre, che aveva beneficiato del completamento di alcune importanti operazioni di investment banking.
Il risultato operativo lordo è stato pari a 1,161 miliardi di euro, in crescita del 14,8% su base annua, ma in calo del 3,1% rispetto al secondo trimestre.
Anche l’utile netto trimestrale è risultato inferiore ai 606 milioni registrati nel periodo aprile-giugno.
Nonostante ciò, i risultati superiori alle attese riflettono la continua crescita del margine di interesse e della redditività operativa.
Il coefficiente patrimoniale CET1 sale al 16,4%
Monte dei Paschi ha comunicato un coefficiente Common Equity Tier 1 fully loaded del 16,4% alla fine di settembre, rispetto al 16,3% di giugno.
Il Total Capital ratio è aumentato al 18,8%.
Gli indicatori patrimoniali non includono gli utili generati nel periodo, poiché la banca prevede di distribuire agli azionisti fino al 100% dell’utile netto.
La politica segue distribuzioni agli azionisti per circa 2,6 miliardi di euro relative all’esercizio 2025.
La banca ha riportato un margine patrimoniale di circa 680 punti base rispetto ai requisiti regolamentari.
A seguito della revisione prudenziale del 21 ottobre, la Banca Centrale Europea ha stabilito un requisito minimo CET1 del 9,57% a partire dal 1° gennaio 2027.
Il requisito di secondo pilastro, o Pillar 2 Requirement, è stato aumentato di 10 punti base al 2,3%.
Qualità del credito stabile e finanziamenti in espansione
Monte dei Paschi ha riportato crediti deteriorati lordi per circa 3,7 miliardi di euro, con un rapporto NPE lordo del 2,4%.
Il rapporto NPE netto si è attestato all’1,2%, mentre il tasso di copertura ha raggiunto il 51%.
Il costo del credito nei primi nove mesi è stato pari a 428 milioni di euro, equivalente a 38 punti base e in linea con le indicazioni della direzione.
Gli impieghi lordi in bonis sono aumentati del 6,8% su base annua, raggiungendo 133,2 miliardi di euro.
Nel periodo, la banca ha erogato 5,3 miliardi di euro in mutui residenziali e 8,1 miliardi in credito al consumo.
La raccolta commerciale complessiva ha raggiunto circa 300 miliardi di euro, sostenuta da 18 miliardi di flussi lordi nel risparmio gestito.
I dati indicano una continua espansione dell’attività creditizia e commerciale, accompagnata da una qualità del credito stabile.
L’offerta di Intesa Sanpaolo rimane al vaglio di Monte dei Paschi
La proposta di acquisizione di Monte dei Paschi da parte di Intesa Sanpaolo continua a rappresentare un elemento centrale per gli investitori.
Monte dei Paschi ha confermato che sta proseguendo l’esame dell’offerta e prevede che il consiglio di amministrazione pubblichi una valutazione formale ai sensi dell’articolo 103 del Testo Unico della Finanza entro la fine di novembre.
Il 3 novembre, Intesa Sanpaolo ha modificato la componente azionaria della propria proposta, portando il rapporto di concambio a 1,664 azioni di nuova emissione per ogni azione Monte dei Paschi, rispetto al precedente rapporto di 1,6.
La componente in contanti era già stata aumentata a 1,25 euro per azione all’inizio di ottobre.
Sulla base del prezzo di chiusura di Intesa Sanpaolo del 5 novembre, pari a 6,265 euro, il corrispettivo complessivo dell’offerta risultava di circa 11,68 euro per azione Monte dei Paschi.
Tale valutazione rappresentava un premio di circa il 3% rispetto alla quotazione della banca oggetto dell’offerta al momento del calcolo.
L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha descritto l’operazione come « ben avviata », esprimendo fiducia nel suo completamento.
Secondo le proiezioni di Intesa Sanpaolo, la combinazione dei due gruppi dovrebbe generare un utile netto annuo superiore a 16 miliardi di euro entro il 2029.
Il completamento dell’operazione è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni regolamentari.
Gli analisti mantengono giudizi positivi in attesa della decisione sull’offerta
Le azioni Monte dei Paschi hanno chiuso giovedì 5 novembre a 11,312 euro, in calo dell’1,5% dopo un rialzo del 5,1% nella seduta precedente.
Sono state scambiate circa 11,5 milioni di azioni, mentre la capitalizzazione di mercato della banca si attestava intorno a 34,4 miliardi di euro.
Il titolo si trovava leggermente al di sotto della media mobile a 50 giorni, pari a 11,39 euro, ma rimaneva sopra quella a 200 giorni, situata a 9,99 euro.
L’intervallo di negoziazione delle ultime 52 settimane era compreso tra 6,22 e 12,08 euro.
All’ultimo prezzo di chiusura, Monte dei Paschi presentava un rapporto prezzo/utili di circa 9,5 volte gli utili degli ultimi dodici mesi e di 6,2 volte quelli attesi.
Il rapporto prezzo/valore contabile si attestava a 1,32, mentre il rendimento da dividendo indicativo era pari a circa il 7,5%, sulla base di una cedola di 0,86 euro per azione.
Il consensus di sei società di investimento indicava un prezzo obiettivo medio di 11,83 euro, con valutazioni comprese tra 10,50 e 12,50 euro.
Quattro analisti mantenevano una raccomandazione di acquisto, mentre due esprimevano un giudizio Hold.
Equita ha confermato la propria raccomandazione Buy, con un prezzo obiettivo di 12,40 euro.
Sebbene i risultati finanziari della banca abbiano superato le aspettative e la sua posizione patrimoniale sostenga distribuzioni significative agli azionisti, la proposta di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo rimane un fattore importante per la valutazione del titolo.
L’attenzione degli investitori si concentrerà sulla risposta formale di Monte dei Paschi all’offerta, attesa entro la fine di novembre.

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