Oro vicino ai minimi di tre mesi in attesa della decisione della Federal Reserve

Small gold nugget

I prezzi dell’oro sono rimasti sostanzialmente stabili durante le contrattazioni asiatiche di lunedì, dopo aver registrato una perdita settimanale superiore al 4%, mentre gli investitori valutavano le conseguenze dell’aumento dei costi energetici sull’inflazione e sulla politica monetaria statunitense in vista della riunione di ottobre della Federal Reserve.

L’oro spot è salito dello 0,2% a 4.005,41 dollari l’oncia alle 02:28 ET (06:28 GMT), mentre i futures statunitensi sull’oro hanno guadagnato lo 0,3% a 4.017,45 dollari l’oncia.

Venerdì il metallo era sceso sotto la soglia dei 4.000 dollari per la prima volta da metà luglio, contribuendo a una perdita settimanale del 4,1%. Le quotazioni sono rimaste vicine ai livelli più bassi degli ultimi tre mesi circa.

Gli operatori stanno monitorando il rapporto tra prezzi dell’energia, aspettative di inflazione e tassi d’interesse, insieme agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.

L’aumento del petrolio influenza le prospettive del mercato dell’oro

Il recente calo dell’oro ha seguito un aumento dei prezzi del greggio associato alla prosecuzione del conflitto in Medio Oriente.

Il Brent ha guadagnato il 6,2% durante la settimana precedente, raggiungendo il livello di chiusura settimanale più elevato dalla metà del 2022. Le quotazioni sono successivamente diminuite lunedì dopo le notizie relative a iniziative diplomatiche volte a ridurre le tensioni regionali.

L’aumento dei costi energetici può contribuire all’inflazione attraverso maggiori spese di trasporto, produzione e distribuzione.

Un’inflazione persistente potrebbe limitare la capacità delle banche centrali di ridurre il costo del denaro e indurre i responsabili della politica monetaria a mantenere condizioni restrittive più a lungo.

Sebbene l’oro venga comunemente utilizzato dagli investitori come copertura contro l’inflazione e l’incertezza geopolitica, non genera interessi.

Quando i tassi d’interesse e i rendimenti dei titoli di Stato rimangono elevati, le attività finanziarie che producono interessi possono risultare relativamente più interessanti rispetto al metallo prezioso.

Questo rapporto ha contribuito ai recenti movimenti del mercato dell’oro, insieme alla domanda di attività considerate relativamente sicure durante i periodi di incertezza internazionale.

Federal Reserve attesa a una conferma dei tassi

Gli investitori si aspettano ampiamente che la Federal Reserve mantenga invariato il tasso d’interesse di riferimento durante la riunione di politica monetaria prevista per il 27 e 28 ottobre.

L’attenzione si sta quindi spostando sulla valutazione dell’inflazione da parte della banca centrale e sulle indicazioni relative a possibili modifiche della politica monetaria entro la fine dell’anno.

Secondo i dati del FedWatch del CME, i mercati finanziari attribuivano una probabilità di circa il 78% a un aumento dei tassi d’interesse durante la riunione della Federal Reserve di dicembre.

Le aspettative seguono i recenti dati statunitensi sui prezzi al consumo e alla produzione, risultati superiori alle previsioni.

Le rilevazioni hanno contribuito alle preoccupazioni sulla possibilità che le pressioni inflazionistiche rimangano persistenti, anche in presenza di un’espansione dell’attività economica.

Un’eventuale decisione di mantenere invariati i tassi a ottobre non indicherebbe necessariamente la conclusione del ciclo di restrizione monetaria.

Gli investitori esamineranno le dichiarazioni dei responsabili della Federal Reserve per individuare indicazioni su come inflazione, crescita economica e condizioni finanziarie potrebbero influenzare le decisioni successive.

Dati sull’inflazione PCE statunitense attesi il 29 ottobre

Il prossimo indicatore rilevante sull’inflazione statunitense sarà l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la cui pubblicazione è prevista per il 29 ottobre.

L’indice PCE rappresenta la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve e fornisce informazioni sulle variazioni dei prezzi pagati dai consumatori statunitensi.

Il rapporto offrirà un’ulteriore indicazione sulla convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% della banca centrale.

Gli investitori valuteranno i dati insieme ai recenti rapporti sui prezzi al consumo e alla produzione, che hanno evidenziato un’inflazione superiore alle attese.

Eventuali cambiamenti nelle aspettative sui tassi d’interesse futuri potrebbero influenzare le quotazioni dell’oro attraverso i loro effetti sui rendimenti dei titoli di Stato e sul dollaro statunitense.

Rendimenti dei Treasury statunitensi vicini al 5%

Il rendimento del Treasury statunitense di riferimento a dieci anni è rimasto vicino al 5%, continuando a esercitare pressioni sull’oro attraverso la maggiore attrattiva relativa dei titoli che generano interessi.

Rendimenti obbligazionari più elevati aumentano il costo opportunità di detenere attività che non producono reddito periodico.

Tuttavia, l’incertezza sulla durata e sulle conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente ha continuato a sostenere una parte della domanda di oro come bene rifugio.

Queste influenze contrastanti hanno contribuito a mantenere le quotazioni vicine ai 4.000 dollari l’oncia dopo il ribasso della settimana precedente.

L’andamento dei prezzi rimarrà sensibile ai cambiamenti nelle aspettative di inflazione, nelle valutazioni sulla politica monetaria e negli sviluppi geopolitici.

Argento stabile, platino e rame in calo

Le contrattazioni sugli altri metalli preziosi e industriali hanno mostrato andamenti contrastanti lunedì.

L’argento è rimasto sostanzialmente invariato a 53,95 dollari l’oncia, mentre il platino ha perso lo 0,6% a 1.543,71 dollari l’oncia.

Anche i prezzi del rame sono diminuiti.

I futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono scesi dello 0,4% a 14.277,33 dollari per tonnellata, mentre i futures statunitensi sul rame hanno perso lo 0,2% a 6,49 dollari per libbra.

I movimenti sono avvenuti mentre i mercati delle materie prime continuavano a valutare le prospettive dell’attività economica, dell’inflazione e delle condizioni delle forniture internazionali.

Mercato dell’oro concentrato sull’inflazione e sui tassi di dicembre

L’oro è rimasto vicino ai minimi di tre mesi nonostante un modesto rialzo durante la sessione asiatica di lunedì.

La perdita settimanale del 4,1% ha riflesso le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi energetici, dai rendimenti elevati dei Treasury e dalle aspettative che la politica monetaria statunitense possa rimanere restrittiva.

La decisione della Federal Reserve di ottobre e la pubblicazione dei dati sull’inflazione PCE di settembre, prevista per il 29 ottobre, forniranno ulteriori informazioni sulle prospettive dei tassi d’interesse.

Allo stesso tempo, gli sviluppi in Medio Oriente rimangono rilevanti sia per i prezzi dell’energia sia per la domanda di beni rifugio.

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