I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono aumentati di oltre il 3% mercoledì, mentre le interruzioni delle spedizioni energetiche attraverso il Golfo Persico e i livelli più bassi delle scorte regionali hanno continuato a influenzare le condizioni di approvvigionamento in vista della stagione invernale.
Il contratto di riferimento olandese TTF con consegna nel mese successivo ha guadagnato il 3,1%, raggiungendo 87,95 euro per megawattora (MWh), mentre i futures britannici sul gas naturale National Balancing Point (NBP) sono saliti del 3,2% a 216,57 pence per therm. Entrambi i contratti sono rimasti vicini ai livelli più elevati dalla fine del 2022.
I rialzi hanno coinciso con la pubblicazione dei dati sull’inflazione nel Regno Unito, che hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo del 3,5% annuo a settembre, rispetto al 3,1% di agosto e oltre le aspettative del mercato.
Gli elevati costi delle importazioni energetiche continuano a rappresentare un fattore rilevante per l’economia britannica, che dipende dalle forniture di gas tramite gasdotto e dalle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento domestico e produzione elettrica.
La capacità relativamente limitata di stoccaggio del gas a lungo termine rende inoltre il Paese dipendente dalla continuità delle importazioni durante i periodi di maggiore domanda.
I principali benchmark europei del gas hanno registrato aumenti considerevoli dall’inizio del 2026. Le quotazioni del TTF olandese risultavano in rialzo di circa il 210% da inizio anno, mentre il riferimento britannico NBP aveva guadagnato approssimativamente il 196%.
Le interruzioni delle forniture nel Golfo Persico hanno contribuito all’aumento dei prezzi. Gli attacchi al traffico marittimo e le restrizioni che interessano il transito attraverso lo Stretto di Hormuz hanno ridotto la disponibilità di spedizioni di GNL provenienti dal Medio Oriente.
Secondo i dati riportati, le consegne di GNL mediorientale verso l’Europa erano inferiori di quasi l’80% rispetto a un anno prima.
La riduzione delle forniture disponibili ha aumentato la concorrenza tra importatori europei e asiatici per i carichi di GNL provenienti dal bacino atlantico, in particolare quelli non ancora vincolati da contratti a lungo termine.
Anche le scorte europee di gas sono diventate un fattore rilevante con l’avvicinarsi della stagione del riscaldamento invernale.
Gli impianti sotterranei di stoccaggio in Europa risultavano pieni per circa il 74,6% della loro capacità, il livello stagionale più basso dal 2009.
La minore disponibilità di gas immagazzinato riduce i volumi utilizzabili per soddisfare un aumento della domanda o compensare eventuali interruzioni delle importazioni.
La combinazione di restrizioni alle spedizioni di GNL, maggiore concorrenza per i carichi alternativi e scorte ridotte ha contribuito all’aumento dei prezzi all’ingrosso del gas in Europa.
Gli ultimi dati sull’inflazione britannica si inseriscono nel quadro economico generale, mentre il movimento immediato dei futures sul gas ha coinciso soprattutto con gli sviluppi relativi alla disponibilità delle forniture e alle aspettative sulla domanda invernale.

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