L’oro sale leggermente mentre i deboli dati sul lavoro USA riducono le aspettative di un rialzo dei tassi Fed

Gold bar and coins

I prezzi dell’oro hanno registrato un moderato rialzo lunedì dopo il maggiore calo settimanale da giugno, mentre dati più deboli sull’occupazione statunitense hanno ridotto le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

Alle 02:12 ET (06:12 GMT), XAU/USD è salito dello 0,21% a 4.149,19 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato lo 0,4% a 4.176,97 dollari. L’argento è aumentato dell’1,6% a 61,36 dollari l’oncia e il platino dell’1,1% a 1.719,71 dollari.

L’indice del dollaro statunitense è salito dello 0,4% a 102,31.

L’oro ha continuato a risentire degli elevati rendimenti dei Treasury statunitensi e del potenziale impatto inflazionistico dell’aumento dei prezzi dell’energia.

I dati sull’occupazione USA riducono le aspettative di un rialzo a ottobre

L’occupazione non agricola negli Stati Uniti è aumentata di 29.000 unità a settembre, al di sotto delle aspettative degli analisti, secondo i dati pubblicati venerdì.

I dati sull’occupazione hanno ridotto le aspettative del mercato secondo cui la Federal Reserve aumenterà nuovamente i tassi di interesse nella riunione di ottobre. I mercati attribuivano una probabilità di circa il 20% a un rialzo a ottobre, rispetto a circa il 70% di una settimana prima.

Tassi di interesse più elevati possono pesare sulla domanda di oro perché il metallo non genera reddito da interessi.

L’oro è sceso di oltre il 6% a settembre, registrando il maggiore calo mensile da giugno, mentre i mercati valutavano la possibilità che l’inflazione legata all’energia potesse mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo.

I funzionari della Federal Reserve hanno ridimensionato le aspettative di un imminente aumento dei tassi. I verbali della riunione di settembre della banca centrale, durante la quale i responsabili della politica monetaria hanno aumentato i tassi per la prima volta in tre anni, saranno pubblicati nel corso della settimana e potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.

Prezzi dell’energia e rendimenti dei Treasury restano al centro dell’attenzione

I rischi di inflazione restano un fattore per i mercati mentre i prezzi del petrolio reagiscono agli sviluppi in Medio Oriente.

In Yemen, le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno lanciato un’operazione volta a riconquistare i territori controllati dalle forze Houthi sostenute dall’Iran.

L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe contribuire alle pressioni inflazionistiche e influenzare le valutazioni della Federal Reserve sulla politica monetaria, anche se i dati più deboli sull’occupazione hanno ridotto le aspettative a breve termine di un ulteriore aumento dei tassi.

Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti elevati, con alcuni tassi che hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi due decenni.

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha ridimensionato le preoccupazioni relative all’aumento dei costi di finanziamento, affermando che l’incremento dei rendimenti è sostanzialmente coerente con gli sviluppi sui mercati globali.

Secondo ANZ, i dati più deboli sull’occupazione e le minori aspettative di un rialzo dei tassi a ottobre stanno fornendo un certo sostegno all’oro, mentre gli elevati rendimenti obbligazionari e i rinnovati rischi di inflazione legati all’energia stanno limitando ulteriori rialzi.

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