Amin Nasser, amministratore delegato di Saudi Aramco, ha affermato che le scorte globali di petrolio sono scese a livelli “pericolosamente ridotti” e che le pressioni sul mercato probabilmente persisteranno fino alla completa riapertura dello stretto di Hormuz.
Intervenendo all’Energy Intelligence Forum di Londra, Nasser ha dichiarato che i vincoli all’offerta stanno interessando sia il petrolio greggio sia i prodotti raffinati, con aumenti più marcati dei prezzi dei carburanti.
Ha affermato che il previsto rilascio di fino a 100 milioni di barili di riserve di emergenza di greggio e diesel da parte delle principali economie potrebbe fornire un sollievo temporaneo, ma non risolverebbe lo squilibrio di fondo tra domanda e offerta.
Secondo Nasser, i paesi consumatori di petrolio potrebbero impiegare fino a due anni per ricostituire le proprie scorte anche dopo la completa riapertura dello stretto di Hormuz.
I produttori del Golfo aumentano le esportazioni di petrolio
I produttori del Golfo hanno aumentato la produzione e le esportazioni, con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait che utilizzano le proprie petroliere per trasportare il greggio attraverso lo stretto di Hormuz.
I flussi di greggio sono tornati su livelli vicini a quelli registrati prima della guerra. Tuttavia, nell’ultimo mese il Brent è rimasto intorno ai 100 dollari al barile, mentre i mercati continuano a valutare i potenziali rischi di interruzione delle forniture attraverso il Golfo Persico e il Mar Rosso.
Aramco ha aumentato le spedizioni di greggio dal terminal di esportazione di Ras Tanura e ha ripristinato i flussi attraverso l’oleodotto East-West a circa l’80% della capacità. L’oleodotto era stato temporaneamente chiuso in seguito a un attacco il mese scorso.
La maggiore disponibilità dell’oleodotto ha consentito ad Aramco di trasportare ulteriori volumi di greggio attraverso il Mar Rosso.
Nasser ha affermato che la società ha mantenuto le forniture durante il conflitto utilizzando scorte internazionali e riparando le infrastrutture danneggiate.
Aramco sta inoltre cercando ulteriori rotte di esportazione e capacità di stoccaggio all’estero con l’obiettivo di ridurre la propria dipendenza da singole vie di approvvigionamento.

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