I prezzi del petrolio sono saliti giovedì, mentre gli operatori valutano i segnali di ripresa delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente insieme all’incertezza sui tentativi diplomatici di porre fine al conflitto nella regione.
I futures sul Brent con scadenza a dicembre sono saliti del 2,0% a 100,03 dollari al barile alle 04:26 ET (08:26 GMT), mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense hanno guadagnato il 2,2% a 92,37 dollari al barile.
Il precedente contratto Brent con scadenza più ravvicinata, scaduto mercoledì, ha chiuso a 103,50 dollari al barile. Il Brent ha guadagnato circa il 14% a settembre, registrando il maggiore aumento mensile da luglio, mentre il WTI è salito di circa il 5%.
Le esportazioni di greggio dal Medio Oriente recuperano ma restano sotto i livelli di febbraio
I dati recenti hanno indicato una ripresa delle esportazioni petrolifere dalla regione del Golfo. Secondo Kpler, le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno raggiunto 16,328 milioni di barili al giorno a settembre, il livello più elevato dall’inizio del conflitto a febbraio.
L’Arabia Saudita ha inoltre ripreso il carico delle petroliere dal porto di Yanbu sul Mar Rosso dopo aver riavviato le operazioni attraverso l’oleodotto est-ovest del Paese.
Tuttavia, le esportazioni regionali di greggio sono rimaste inferiori ai livelli registrati prima del conflitto. I dati Kpler hanno mostrato che a settembre le esportazioni erano ancora inferiori di circa 3,2 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio.
Il divario ancora presente nell’offerta lascia il mercato petrolifero globale esposto a ulteriori variazioni dei flussi regionali di greggio.
La diplomazia tra Stati Uniti e Iran resta sotto osservazione
Anche gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran sono rimasti al centro dell’attenzione.
Mercoledì l’Iran ha dichiarato di aver ricevuto una risposta statunitense alla sua ultima proposta per ripristinare un cessate il fuoco. Lo sviluppo è seguito al rifiuto da parte del presidente Donald Trump di una precedente proposta che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco statunitense sui porti iraniani.
Non è stato riportato alcun accordo.
Aumentano le scorte di greggio negli Stati Uniti
Le scorte statunitensi di petrolio greggio sono aumentate di 922.000 barili nell’ultima settimana, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Energy Information Administration.
Gli analisti avevano previsto una diminuzione delle scorte di 700.000 barili.
Le scorte di carburanti si sono invece mosse nella direzione opposta. Le scorte di benzina sono diminuite di 1,7 milioni di barili, mentre quelle di distillati, che comprendono diesel e combustibile da riscaldamento, sono scese di 2,3 milioni di barili.
Mercoledì Trump ha dichiarato che sono ancora in corso discussioni su una possibile restrizione alle esportazioni statunitensi di diesel. La Casa Bianca aveva precedentemente smentito una notizia secondo cui stava preparando un divieto generalizzato delle esportazioni della durata di 90 giorni.
I prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto la scorsa settimana il record di 6,53 dollari al gallone, mentre le scorte di diesel sono rimaste su livelli storicamente bassi.

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