Le borse europee sono passate in territorio negativo mercoledì dopo aver perso i guadagni iniziali, mentre i prezzi del petrolio sono rimbalzati e gli investitori hanno valutato i dati economici provenienti da Germania, Francia e Regno Unito.
I future sul Brent con consegna a dicembre sono saliti di circa l’1,8% a 97,90 dollari al barile. Il mercato petrolifero è rimasto volatile a causa della persistente incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il FTSE 100 britannico ha sovraperformato i principali indici dell’Europa continentale dopo dati sul PIL superiori alle attese, guadagnando lo 0,2%. Il DAX tedesco ha perso lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese è sceso dello 0,4%.
Titoli tedeschi contrastati mentre aumenta la disoccupazione
A Francoforte, Commerzbank ha perso circa il 2,7%. Vonovia, Siemens Healthineers, Allianz, SAP e Siemens sono scese tra lo 0,8% e l’1,6%.
Zalando, Porsche Automobil Holding e BMW hanno guadagnato tra il 3,3% e il 3,5%. Volkswagen è salita di quasi il 2%, mentre Fresenius, MTU Aero Engines, Mercedes-Benz, RWE e BASF hanno registrato rialzi compresi tra l’1% e l’1,6%.
I dati dell’Agenzia federale per l’impiego tedesca hanno mostrato che il numero dei disoccupati è aumentato di 12.000 unità a settembre rispetto ad agosto, contro un incremento previsto di 1.000. Ad agosto la disoccupazione era aumentata di 5.000 unità.
Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 6,4% a settembre, in linea con le aspettative.
Dati separati di Destatis hanno mostrato che il tasso di disoccupazione destagionalizzato è rimasto stabile al 4% ad agosto. Il numero dei disoccupati si è attestato a 1,76 milioni, con un aumento di 9.000 unità rispetto a luglio, secondo l’indagine sulle forze di lavoro.
Il tasso di disoccupazione non destagionalizzato è salito al 4,3% ad agosto dal 3,9% di un anno prima.
Le vendite al dettaglio tedesche recuperano ad agosto
Le vendite al dettaglio in Germania sono aumentate dell’1,3% su base mensile ad agosto, invertendo il calo del 3,2% registrato a luglio, secondo Destatis.
L’aumento è risultato inferiore alla crescita dell’1,6% prevista dagli economisti.
Su base annua, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,4%, rispetto alla flessione del 2,2% di luglio.
I dati economici hanno accompagnato una seduta contrastata per i titoli tedeschi, con il DAX in calo dello 0,2%.
L’inflazione francese accelera al 3%
A Parigi, EssilorLuxottica ha guadagnato il 2%, Stellantis è salita dell’1,6% e Pernod Ricard dell’1,5%. Renault ha aggiunto l’1,1%, mentre Hermes International, Kering, Air Liquide e Sanofi hanno registrato rialzi moderati.
Teleperformance ha perso circa il 6%. TotalEnergies, Publicis Groupe, AXA, BNP Paribas, Bouygues, Carrefour, Vinci, Unibail Rodamco, Dassault Systemes, Eurofins Scientific, Engie ed Edenred sono scese tra l’1% e il 2,5%.
I dati preliminari dell’istituto statistico francese INSEE hanno mostrato che l’inflazione dei prezzi al consumo è salita al 3% a settembre dal 2,4% di agosto, superando la previsione degli economisti del 2,8%. Un tasso del 3% era stato registrato l’ultima volta nel febbraio 2024.
L’inflazione armonizzata UE è aumentata al 3,4% dal 2,6% di agosto, superando il 3% previsto.
Su base mensile, i prezzi al consumo francesi sono diminuiti dello 0,3% dopo l’aumento dello 0,7% di agosto. Gli economisti avevano previsto una flessione dello 0,5%.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4% su base mensile, invertendo l’aumento dello 0,7% del mese precedente e rispetto alle attese per una diminuzione dello 0,5%.
Aumenta l’inflazione dei prezzi alla produzione in Francia
Dati separati dell’INSEE hanno mostrato che l’inflazione dei prezzi alla produzione sul mercato interno francese è salita al 4,8% dal 3,5% di luglio.
Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1%, dopo l’incremento dell’1,3% registrato a luglio.
I dati sull’inflazione sono stati pubblicati mentre il CAC 40 scambiava in calo dello 0,4% durante la seduta di mercoledì.
FTSE 100 in rialzo dopo la revisione del PIL britannico
Le azioni britanniche hanno sovraperformato quelle tedesche e francesi, con il FTSE 100 in aumento dello 0,2%.
Antofagasta, Reckitt Benckiser, SSE, National Grid, Marks & Spencer, Severn Trent e United Utilities hanno guadagnato tra il 2% e il 3%.
Anche Kingfisher, British Land, JD Sports Fashion, Croda International, ICG, Anglo American Plc, Spirax Group e Rio Tinto hanno registrato rialzi rilevanti.
The Sage Group, Ithaca Energy, Relx, Experian, BT Group, BP, Shell, LSEG e Rolls-Royce Holdings hanno perso tra lo 0,9% e il 2%.
I dati rivisti dell’Office for National Statistics hanno mostrato che l’economia britannica è cresciuta dello 0,5% su base trimestrale nel secondo trimestre, rispetto alla precedente stima dello 0,4%. Il PIL era aumentato dello 0,6% nel primo trimestre.
Il settore dei servizi è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre, mentre le costruzioni sono aumentate dello 0,8%. La produzione è diminuita dello 0,1%.
Sul fronte della spesa, i consumi finali reali delle famiglie sono aumentati dello 0,3%, mentre la spesa pubblica è diminuita dello 0,5%.
Il petrolio rimbalza tra le incertezze sullo Stretto di Hormuz
I future sul Brent con consegna a dicembre sono saliti di circa l’1,8% a 97,90 dollari al barile.
I prezzi del petrolio sono rimasti sensibili agli sviluppi relativi ai negoziati tra Stati Uniti e Iran e alla prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il rimbalzo del greggio ha accompagnato i ribassi del DAX tedesco e del CAC 40 francese, mentre la revisione al rialzo del PIL britannico ha coinciso con un modesto rialzo del FTSE 100.

Leave a Reply