Le azioni Eni (BIT:ENI) sono salite lunedì a Milano, mentre i titoli energetici europei hanno registrato rialzi insieme ai prezzi del petrolio, in un contesto di persistente incertezza sulle trattative diplomatiche in Medio Oriente.
Dopo circa un’ora di contrattazioni, le azioni Eni guadagnavano l’1,50% a 24,455 euro.
Anche altri titoli legati al settore energetico a Piazza Affari hanno registrato rialzi, con Maire (BIT:MAIRE) in aumento del 3%, Saipem (BIT:SPM) dello 0,50% a 4,372 euro e Tenaris (BIT:TEN) dello 0,10% a 24,44 euro.
In rialzo i titoli energetici europei
I titoli energetici hanno registrato guadagni anche nel resto d’Europa.
Galp (EU:GALP) è salita dell’1,20%, Shell (LSE:SHEL) dell’1,10%, Equinor (TG:DNQ) e Repsol (TG:REP) dell’1% ciascuna, mentre BP (LSE:BP.) ha guadagnato lo 0,90%.
I movimenti hanno coinciso con un nuovo aumento dei prezzi del greggio. Il Brent è salito del 2% a circa 100 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato il 2,20% a 94,50 dollari.
Il mercato petrolifero ha continuato a riflettere l’incertezza legata ai negoziati sul conflitto e sulle questioni nucleari in Medio Oriente.
Restano in primo piano i negoziati in Medio Oriente
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto una proposta iraniana relativa alla riapertura dello Stretto di Hormuz e all’avvio di negoziati entro sette giorni, secondo quanto riportato dalla fonte.
La proposta dell’Iran era subordinata alla cessazione immediata da parte degli Stati Uniti di quelli che Teheran ha definito “atti di aggressione”, tra cui i blocchi navali e la guerra economica.
Trump ha tuttavia indicato che ulteriori negoziati si sarebbero svolti nel corso della settimana, dopo i colloqui tenuti a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Secondo il Wall Street Journal, Trump ha inoltre prospettato la possibilità di nuovi attacchi militari statunitensi dopo le elezioni di metà mandato di novembre. Il rapporto segue precedenti dichiarazioni nelle quali aveva discusso la possibilità di porre fine al conflitto in Medio Oriente dopo le elezioni.
Eni introduce prezzi massimi per i carburanti
Separatamente, Eni ha annunciato prezzi massimi per i carburanti venduti attraverso Enilive.
La società ha fissato un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il diesel e di 1,99 euro al litro per la benzina, livelli che, secondo la fonte, sono inferiori di circa 0,17 euro al litro rispetto alle medie attuali.
Eni ha dichiarato che la misura è collegata all’attuale riduzione delle accise sui carburanti e sarà applicata a partire dal 28 settembre per un periodo iniziale di 30 giorni.
La società ha aggiunto che l’iniziativa potrebbe essere prorogata fino alla fine dell’anno in funzione delle condizioni di mercato e dell’andamento degli approvvigionamenti.
IP, controllata dalla compagnia petrolifera statale azera SOCAR attraverso Italiana Petroli, ha successivamente annunciato una propria misura sui prezzi.
IP ha dichiarato che l’iniziativa entrerà in vigore dal 28 settembre e sarà introdotta progressivamente, inizialmente attraverso il marchio IP. La società valuterà successivamente un’eventuale estensione a Esso e agli operatori che si riforniscono da IP.

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