Le azioni Telecom Italia (BIT:TIT) sono scese nelle prime contrattazioni a Milano dopo che Poste Italiane (BIT:PST) ha concluso la propria offerta pubblica con una partecipazione dell’85,82% nella società di telecomunicazioni, al di sotto della soglia del 90% che avrebbe consentito uno squeeze-out nell’ambito di un potenziale delisting.
Alle 09:50, le azioni TIM perdevano il 2,64%, mentre Poste Italiane registrava un calo dello 0,66%.
I movimenti di mercato sono arrivati dopo la conclusione dell’offerta di Poste, che ha lasciato la sua partecipazione al di sotto del livello necessario per procedere con il meccanismo di delisting associato al raggiungimento della soglia del 90%.
Le prospettive di delisting pesano sulle azioni TIM
Un trader ha attribuito il calo delle azioni TIM alla diminuzione delle aspettative di un delisting nel breve termine.
Secondo il trader, il titolo era oggetto di vendite allo scoperto poiché la prospettiva di un delisting a breve termine si era ridotta, anche se Poste continua a perseguire l’obiettivo di ritirare le azioni TIM dalla Borsa di Milano.
I commenti riflettono la valutazione del trader sulla reazione del mercato e non stabiliscono le motivazioni delle singole operazioni di trading.
Il FTSE MIB avanza leggermente
Il mercato azionario milanese ha aperto la seduta sostanzialmente invariato o in lieve rialzo, in un contesto di persistente incertezza internazionale.
Alle 09:40, il FTSE MIB guadagnava lo 0,21%.
Anche i prezzi del petrolio sono saliti, con i futures sul Brent scambiati intorno a 107 dollari al barile, in un contesto di incertezza sulla possibilità che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo.
Un trader ha affermato che i mercati rimangono all’interno di un intervallo di negoziazione e ha ipotizzato che questa situazione potrebbe proseguire almeno fino alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti all’inizio di novembre.

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