Poste Italiane (BIT:PST) ha aumentato la propria partecipazione in Telecom Italia (BIT:TIT), o TIM, a circa l’85,82% dopo la riapertura della sua offerta pubblica di acquisto, rimanendo al di sotto della soglia del 90% che avrebbe potuto consentire lo squeeze-out dei restanti azionisti di minoranza.
Al termine del periodo di riapertura dell’offerta, le adesioni hanno rappresentato il 65,72% del capitale sociale di TIM, pari all’82,2542% delle azioni oggetto dell’offerta.
L’esito lascia Poste al di sotto della soglia necessaria per attivare il meccanismo di squeeze-out nell’ambito di un potenziale delisting di TIM dalla Borsa di Milano.
Poste resta al di sotto della soglia del 90%
L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha commentato la partecipazione degli azionisti all’offerta.
“È stata la FOMO, la paura di restare fuori, a convincere gli azionisti di TIM”, ha dichiarato Del Fante.
I risultati definitivi dell’offerta sono stati pubblicati venerdì dopo la chiusura del mercato.
Le azioni TIM sono successivamente scese di oltre il 3% a Milano, portandosi sotto i 7 euro, mentre le azioni Poste Italiane hanno perso l’1,30% a 25,48 euro.
Ulteriori opzioni per il delisting di TIM
Poste potrebbe valutare altre opzioni qualora continuasse a perseguire il delisting di TIM.
Secondo la fonte, queste potrebbero includere l’acquisto di ulteriori azioni TIM sul mercato, nel rispetto delle restrizioni applicabili, oppure un’operazione di aggregazione con un’altra controllata, come Poste Mobile.
Un’operazione di questo tipo potrebbe fornire un meccanismo per effettuare pagamenti in contanti agli azionisti che non hanno aderito all’offerta pubblica di acquisto.
Equita prevede un focus sull’integrazione
Gli analisti di Equita hanno dichiarato di aspettarsi che Poste inizi a lavorare sulle potenziali sinergie e sull’integrazione delle due società, nonostante l’offerta si sia conclusa al di sotto della soglia del 90%.
“Sebbene la soglia raggiunta non consenta lo squeeze-out, riteniamo che Poste inizierà immediatamente a lavorare sulla generazione di sinergie e sulla strutturazione dell’integrazione delle due entità, in preparazione del nuovo piano che sarà presentato nella prima metà del 2027”, hanno dichiarato gli analisti.
Secondo la fonte, Equita ha confermato la raccomandazione buy su Poste Italiane, con un prezzo obiettivo di 31 euro.
Per TIM, gli analisti hanno affermato che l’obiettivo di Poste di procedere al delisting della società potrebbe fornire sostegno al titolo, ma hanno individuato diversi fattori che potrebbero esercitare pressione nel breve termine.
Tra questi figurano la sovraperformance di TIM di circa il 20% dall’annuncio dell’offerta pubblica di Poste, rispetto a un calo del 2% del settore delle telecomunicazioni dell’Euro Stoxx, nonché multipli EV/EBITDA impliciti standalone per le attività domestiche pari a 8 volte per il 2026 e 7,6 volte per il 2027.
Equita ha inoltre citato le restrizioni che impediscono a Poste di acquistare azioni TIM sul mercato nei prossimi sei mesi a un prezzo superiore al prezzo implicito rettificato dell’offerta, calcolato dagli analisti in 6,65 euro per azione.
Tra gli altri fattori indicati da Equita figurano la possibilità che le priorità di allocazione del capitale di TIM si spostino verso gli investimenti anziché la remunerazione degli azionisti e la relativamente bassa liquidità del titolo.

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