I futures sul gas naturale all’ingrosso in Europa e nel Regno Unito sono aumentati giovedì, mentre gli operatori monitoravano i negoziati tra Stati Uniti e Iran e le possibili implicazioni per le spedizioni di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il contratto TTF olandese front-month di riferimento è salito dell’1,6% a 74,50 euro per megawattora, recuperando dopo aver recentemente raggiunto il livello più basso in quasi tre settimane.
Nel Regno Unito, anche l’equivalente contratto all’ingrosso NBP ha guadagnato l’1,6%, raggiungendo 185,85 pence per therm.
I movimenti sono avvenuti mentre i funzionari statunitensi e iraniani rimanevano divisi sulle condizioni di un accordo, comprese le questioni relative allo Stretto di Hormuz.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano sotto osservazione
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato alle Nazioni Unite che potrebbe “annientare” l’Iran se non fosse raggiunto un accordo, facendo al contempo riferimento ai negoziati tra le due parti.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha successivamente respinto la minaccia di Trump e ha affermato che l’Iran non si sarebbe arreso, pur ribadendo che Teheran rimane aperta alla diplomazia.
I negoziati hanno implicazioni per i mercati energetici poiché lo Stretto di Hormuz rappresenta un’importante rotta di transito per le forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico.
Gli operatori stanno monitorando i possibili tempi di una riapertura della via marittima e le implicazioni per i carichi di GNL, comprese le forniture provenienti dal Qatar.
Le riserve di gas dell’UE sono a circa il 70%
Le scorte europee di gas sono rimaste al centro dell’attenzione in vista della stagione di riscaldamento.
I dati di Gas Infrastructure Europe hanno mostrato che gli stoccaggi sotterranei dell’UE erano pieni al 70,24% al 23 settembre, con circa 794,84 TWh di gas immagazzinato.
Le iniezioni negli impianti di stoccaggio sono proseguite, ma i livelli delle scorte sono rimasti inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I livelli di stoccaggio, le condizioni delle forniture di GNL e gli sviluppi geopolitici sono rimasti tra i fattori valutati dagli operatori europei del gas in vista della stagione invernale.

Leave a Reply