L’Italia intende confermare l’impegno a portare il deficit di bilancio al di sotto della soglia del 3% del PIL prevista dall’Unione europea nel 2026, mentre il governo prepara il prossimo piano di bilancio, secondo quanto riportato da Reuters citando alcune fonti.
Il governo indica attualmente un obiettivo di deficit pari al 2,8% del PIL per il 2027, mentre per quest’anno il deficit dovrebbe risultare sostanzialmente in linea con l’obiettivo del 2,9% fissato ad aprile.
Nel 2025 l’Italia ha registrato un deficit di bilancio pari al 3,1% del PIL, in calo dal 3,4% del 2024 ma ancora superiore alla soglia del 3% prevista dalle regole dell’UE.
L’Italia dovrebbe alzare le previsioni di crescita per il 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato all’inizio del mese che il governo aumenterà la previsione di crescita economica per il 2026 fino all’1%, rispetto alla precedente stima dello 0,6%.
La revisione riflette quello che il governo considera un miglioramento delle prospettive economiche, nonostante il persistere dell’incertezza geopolitica.
Portare il deficit al di sotto del 3% del PIL è uno dei requisiti necessari affinché l’Italia possa uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo dell’Unione europea.
Deficit 2025 confermato al 3,1% del PIL
Le prospettive dell’Italia di uscire anticipatamente dalla procedura per disavanzo eccessivo sono state influenzate dai dati rivisti dei conti nazionali pubblicati dall’ISTAT.
L’ISTAT ha confermato che il deficit italiano nel 2025 è stato pari al 3,1% del PIL. In termini assoluti, il deficit è stato rivisto al rialzo di 550 milioni di euro anziché scendere sotto la soglia del 3%, come auspicato dal governo.
«Purtroppo, l’Italia non potrà uscire anticipatamente quest’anno dalla procedura per disavanzo eccessivo, come avevamo sperato, ma… questo potrebbe avvenire nel 2027», ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dopo la pubblicazione dei dati.
Un portavoce della Commissione europea ha affermato che Bruxelles dovrà essere convinta della sostenibilità del consolidamento fiscale italiano prima di approvare l’uscita del Paese dalla procedura.
L’Italia prevede di utilizzare la flessibilità fiscale dell’UE
L’Italia intende inoltre utilizzare la flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale dell’UE, che consente un maggiore margine fiscale per determinate categorie di spesa.
Secondo quanto riportato, l’Italia prevede di utilizzare questo meccanismo per ottenere uno spazio aggiuntivo di deficit equivalente all’1,5% del PIL, pari a circa 34 miliardi di euro, fino al 2028.
La flessibilità dovrebbe fornire ulteriori margini di spesa nei prossimi anni, mentre il governo continua a puntare all’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo.

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