Futures di Wall Street in rialzo mentre scendono petrolio e rendimenti dei Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

Dow Jones industrial average

I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in forte rialzo giovedì, mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury arretravano dopo le vendite registrate a Wall Street nella parte finale della seduta precedente, in seguito all’ultimo aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve.

Il possibile rimbalzo arriva dopo una seduta negativa mercoledì, durante la quale il Dow Jones Industrial Average ha chiuso ai minimi degli ultimi tre mesi e l’S&P 500 ha registrato il livello di chiusura più basso da oltre un mese.

Gli investitori valutavano il calo dei prezzi dell’energia e dei rendimenti obbligazionari insieme alla prospettiva di ulteriori interventi restrittivi da parte della Federal Reserve.

Il petrolio statunitense scende sotto i 100 dollari al barile

I futures sul greggio statunitense hanno perso il 2,5% giovedì, scendendo sotto i 100 dollari al barile e proseguendo la flessione di oltre il 3% registrata nella seduta precedente.

Il ribasso ha seguito le notizie sulle misure adottate dall’Arabia Saudita per limitare le interruzioni dell’approvvigionamento dopo la chiusura del suo importante oleodotto East-West.

Il calo del petrolio ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni sull’inflazione alimentata dai costi energetici, creando un contesto più favorevole per i futures azionari.

Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti. Il rendimento del titolo di riferimento a 10 anni è sceso dopo aver terminato la seduta di mercoledì sostanzialmente invariato.

La flessione simultanea dei prezzi del greggio e dei rendimenti obbligazionari ha contribuito a migliorare il clima nelle contrattazioni precedenti all’apertura.

Il Dow chiude ai minimi da tre mesi dopo le vendite nel finale

Mercoledì le azioni statunitensi avevano inizialmente guadagnato terreno, con gli investitori tornati ad acquistare titoli dopo le perdite delle due sedute precedenti.

Tuttavia, i principali indici hanno invertito la rotta nella parte finale della giornata, dopo l’annuncio della decisione di politica monetaria della Federal Reserve e la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 631,21 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 51.461,90 punti, il livello più basso degli ultimi tre mesi.

L’S&P 500 è sceso di 33,92 punti, ovvero dello 0,5%, a 7.551,81 punti, registrando la chiusura più bassa da oltre un mese.

Il Nasdaq Composite ha riportato una perdita più contenuta, cedendo 3,15 punti, meno dello 0,1%, a 25.978,42 punti.

Tutti e tre gli indici hanno terminato la seduta in territorio negativo dopo aver annullato i guadagni iniziali.

La Federal Reserve alza i tassi al 3,75%-4%

La Federal Reserve ha aumentato di 25 punti base l’intervallo obiettivo del tasso di riferimento, portandolo al 3,75%-4%. Si tratta del primo rialzo da luglio 2023.

La banca centrale ha dichiarato che l’inflazione rimane elevata e che l’aumento dei tassi mira a favorire un ritorno più tempestivo verso l’obiettivo del 2%.

Le proiezioni economiche aggiornate hanno indicato che la maggioranza dei funzionari della Fed prevede tassi superiori al 4% entro la fine del 2026, suggerendo almeno un ulteriore aumento nel corso dell’anno.

Le vendite si sono intensificate durante la conferenza stampa successiva alla riunione, quando Warsh ha sottolineato la persistenza dell’inflazione.

“La nostra attenzione principale è rivolta alla stabilità dei prezzi, uno dei due obiettivi del nostro mandato. Il dato di fatto è che l’inflazione è troppo elevata e lo è da troppo tempo”, ha dichiarato Warsh.

“I dati sull’inflazione di questa estate non mi indicano che le tendenze di fondo siano migliorate in modo significativo.”

Le dichiarazioni hanno rafforzato le aspettative che la politica monetaria possa rimanere restrittiva nonostante il recente calo dei prezzi del petrolio.

I titoli dei servizi petroliferi e bancari guidano i ribassi

Mercoledì i titoli legati all’energia hanno perso terreno insieme ai prezzi del greggio.

Il Philadelphia Oil Service Index è sceso del 3,1%, raggiungendo il livello infragiornaliero più basso da oltre un mese.

Anche i titoli bancari hanno registrato perdite consistenti, con il KBW Bank Index in calo del 2,9% e in chiusura ai minimi degli ultimi due mesi.

Le azioni dei settori dell’intermediazione finanziaria, dell’edilizia residenziale e dell’oro hanno subito pressioni nella parte finale della seduta, contribuendo all’inversione di tendenza del mercato.

I rialzi dei futures di giovedì indicavano la possibilità di un rimbalzo in apertura, anche se l’andamento degli scambi restava legato agli sviluppi dei mercati energetici, ai rendimenti dei Treasury e alle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

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