Danieli sale dopo l’avvio della copertura di Jefferies con raccomandazione Buy e target a 75 euro

Steel furnace

Le azioni Danieli & C Officine Meccaniche (BIT:DAN) hanno guadagnato oltre il 4% dopo che Jefferies ha avviato mercoledì la copertura sul produttore italiano di impianti siderurgici con una raccomandazione “Buy” e un prezzo obiettivo di 75 euro.

La banca d’investimento ha citato l’esposizione di Danieli ai progetti europei di decarbonizzazione dell’acciaio, sostenendo che lo sconto di valutazione rispetto alle società tecnologiche comparabili non sia giustificato dalle prospettive dell’azienda.

Jefferies ha osservato che Danieli tratta con uno sconto di circa il 70% rispetto ai concorrenti tecnologici, nonostante la sua posizione nel mercato degli impianti siderurgici integrati.

Secondo gli analisti, Danieli è una delle sole tre aziende al mondo in grado di fornire sistemi completi per la produzione di acciaio, comprendenti riduzione diretta, forni elettrici ad arco, colata, laminazione, automazione e controllo digitale dei processi.

La decarbonizzazione dell’acciaio europeo potrebbe sostenere la domanda di impianti

Jefferies stima che entro il 2030 l’Europa potrebbe aver bisogno di una nuova capacità produttiva di acciaio a basse emissioni compresa tra 40 e 50 milioni di tonnellate.

La banca prevede che Danieli possa beneficiare degli investimenti negli impianti necessari per sostituire o modernizzare i processi siderurgici esistenti.

Jefferies ha inoltre individuato opportunità al di fuori dell’Europa, che attualmente rappresenta circa il 27% dei ricavi del gruppo Danieli.

Tra le potenziali fonti di domanda figurano il rientro delle attività manifatturiere negli Stati Uniti, gli investimenti nella tecnologia di riduzione diretta in Medio Oriente e Nord Africa e l’espansione della capacità siderurgica in India.

L’India punta a raggiungere una capacità produttiva di acciaio grezzo di 300 milioni di tonnellate entro il 2035, rappresentando un ulteriore mercato potenziale per gli impianti e i servizi di ingegneria di Danieli.

Jefferies evidenzia lo sconto di valutazione e la posizione di cassa

Secondo Jefferies, Danieli tratta a circa 3,2 volte il rapporto tra valore d’impresa e margine operativo lordo (EV/EBITDA) stimato per l’esercizio 2027, rispetto a una media ponderata dei concorrenti di 11,2 volte.

La banca attribuisce gran parte del divario di valutazione al flottante di circa il 20%, alla struttura azionaria a doppia classe e al controllo familiare della società.

Nella propria valutazione, Jefferies ha assegnato alla divisione Plantmaking di Danieli un multiplo pari a nove volte l’EV/EBITDA stimato per l’esercizio 2027.

Il dato si confronta con una media di 12,9 volte per le società comparabili attive nelle tecnologie di processo e nell’ingegneria. Il multiplo inferiore riflette le dimensioni più contenute e i margini più bassi di Danieli.

La divisione ABS Steelmaking è stata valutata a 5,5 volte l’EV/EBITDA, in linea con i produttori siderurgici europei.

La valutazione complessiva ha prodotto un valore d’impresa stimato di 4,25 miliardi di euro e un valore del capitale proprio equivalente a circa 90 euro per azione.

Dopo aver applicato uno sconto di liquidità del 15%, Jefferies ha fissato il proprio prezzo obiettivo a 75 euro.

Portafoglio ordini e liquidità netta sostengono la posizione finanziaria

Jefferies ha evidenziato il portafoglio ordini di Danieli, pari a circa 6 miliardi di euro, e la posizione di cassa netta superiore a 2 miliardi di euro come fattori che potrebbero contribuire a ridurre i rischi finanziari e quelli legati all’esecuzione dei progetti.

Gli analisti hanno inoltre osservato che gli anticipi versati dai clienti nell’ambito dei contratti di ingegneria e approvvigionamento determinano un capitale circolante fortemente negativo, sostenendo il flusso di cassa libero della società.

Nell’esercizio 2025, Danieli ha registrato ricavi per 4,20 miliardi di euro e un EBITDA di 437,8 milioni di euro.

Jefferies ha delineato uno scenario ribassista con un valore di 45 euro per azione e uno scenario rialzista con una valutazione di 95 euro per azione.

La valutazione più elevata presuppone una riduzione dello sconto di liquidità e multipli di mercato più vicini a quelli delle società comparabili.

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