I prezzi dell’oro hanno recuperato parte delle perdite giovedì, dopo che la Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse per la prima volta in tre anni e segnalato la possibilità di ulteriori interventi restrittivi entro la fine del 2026.
I futures sull’oro con scadenza a dicembre sono inizialmente scesi a 4.290 dollari dopo l’annuncio di politica monetaria di mercoledì, per poi risalire a 4.353 dollari giovedì mattina.
L’oro spot ha seguito un andamento simile, recuperando fino a 4.314 dollari l’oncia dopo aver toccato un minimo di 4.252 dollari successivamente all’annuncio.
Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha votato all’unanimità per aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base, portando l’intervallo obiettivo al 3,75%–4,00%.
La decisione è stata accompagnata dalle dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha sottolineato l’impegno della banca centrale a contrastare l’inflazione persistente.
“I dati sull’inflazione di quest’estate non mi indicano che le tendenze di fondo siano migliorate in modo significativo”, ha dichiarato Warsh durante la conferenza stampa successiva all’annuncio.
Rendimenti dei Treasury più elevati e dollaro forte esercitano pressioni sull’oro
I mercati finanziari hanno interpretato le dichiarazioni di Warsh come un segnale di un orientamento restrittivo della politica monetaria.
Il rendimento dei Treasury statunitensi a due anni ha raggiunto il livello più alto da luglio 2024, mentre l’indice del dollaro ha superato quota 100 per la prima volta dalla fine di luglio.
Entrambi gli sviluppi hanno esercitato pressioni sui prezzi dell’oro.
“L’aumento dei tassi della banca centrale statunitense sta penalizzando l’oro attraverso il rafforzamento del dollaro e l’incremento dei rendimenti reali”, ha dichiarato Elias Haddad, responsabile globale della strategia di mercato di Brown Brothers Harriman.
Tassi di interesse più elevati possono ridurre l’attrattiva dell’oro rispetto alle attività che producono interessi, poiché il metallo prezioso non genera redditi da interessi.
Un dollaro più forte può inoltre rendere l’oro più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.
Le proiezioni della Fed indicano un ulteriore rialzo dei tassi nel 2026
Le ultime proiezioni sui tassi di interesse della Federal Reserve suggeriscono che il ciclo di inasprimento monetario potrebbe proseguire quest’anno.
Dei 18 funzionari che hanno presentato le proprie previsioni, 16 si aspettano almeno un ulteriore aumento dei tassi nel 2026. Quattro prevedono altri due rialzi, mentre soltanto due non anticipano ulteriori interventi dopo la decisione di mercoledì.
Warsh non ha presentato una proiezione individuale sui tassi di interesse.
Le previsioni non indicano ulteriori aumenti negli anni successivi, ma segnalano un taglio nel 2028 e almeno uno nel 2029.
Questi dati rappresentano le aspettative individuali dei responsabili della politica monetaria e non costituiscono un calendario vincolante delle decisioni future.
Riviste al rialzo le previsioni sull’inflazione
I funzionari della Federal Reserve hanno inoltre aumentato le previsioni sull’inflazione per il 2026.
L’inflazione complessiva, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, dovrebbe raggiungere il 3,7%, mentre quella di fondo, che esclude alimentari ed energia, è prevista al 3,4%.
Entrambe le stime sono state aumentate di 0,1 punti percentuali rispetto alle proiezioni pubblicate a giugno.
La banca centrale prevede un rallentamento dell’inflazione nel 2027, con un tasso complessivo atteso al 2,3% e un’inflazione di fondo al 2,5%.
Tuttavia, le proiezioni non indicano un ritorno all’obiettivo di inflazione prima del 2029.
La combinazione di tassi di interesse più elevati, apprezzamento del dollaro e aspettative di ulteriori interventi restrittivi rimane un fattore importante per il mercato dell’oro.

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