Borse europee in rialzo dello 0,4% tra aumento dei tassi della Fed e sviluppi in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

Paris Bourse

Le Borse europee hanno registrato un rialzo giovedì, mentre gli investitori valutavano l’ultimo aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve, gli sviluppi relativi al conflitto in Medio Oriente e le prossime decisioni di politica monetaria.

L’indice paneuropeo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,4%, proseguendo il rialzo della seduta precedente. Anche il DAX tedesco, il CAC 40 francese e il FTSE 100 di Londra hanno registrato incrementi di circa lo 0,4%.

Il primo aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve dalla metà del 2023 era stato ampiamente anticipato dai mercati finanziari, anche se l’attenzione degli investitori è rimasta concentrata sulle future decisioni della banca centrale.

Daniela Hathron, analista senior dei mercati presso Capital.com, ha dichiarato: “I mercati hanno assorbito l’aumento dei tassi con relativa calma perché era già quasi interamente scontato nei prezzi, ma la reazione è diventata più difensiva. Gli investitori hanno reagito principalmente alle prospettive della futura politica monetaria, piuttosto che all’aumento dei tassi di ieri in sé.”

La decisione del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, di aumentare il costo del denaro è arrivata in un contesto caratterizzato da preoccupazioni per le pressioni inflazionistiche associate all’aumento dei prezzi dell’energia.

Sviluppi diplomatici in Medio Oriente

Gli investitori hanno inoltre seguito le indicazioni di possibili progressi diplomatici in Medio Oriente, dopo sette mesi di conflitto che ha coinvolto l’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso ottimismo sulla possibilità che il conflitto si stia avvicinando alla conclusione e ha indicato che Teheran sarebbe interessata a raggiungere un accordo di pace.

Secondo quanto riportato da Axios, Trump dovrebbe tenere incontri bilaterali con i leader dei Paesi del Golfo a margine della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La possibilità di progressi diplomatici è rimasta uno degli elementi considerati dagli investitori nella valutazione dei rischi geopolitici e delle loro potenziali implicazioni per i mercati energetici.

Attesa per la Bank of England e l’inflazione dell’Eurozona

L’attenzione si è inoltre spostata sull’annuncio della Bank of England relativo ai tassi di interesse e sulla lettura definitiva dell’inflazione al consumo dell’Eurozona, entrambi previsti nel corso della giornata di giovedì.

Il FTSE 100 è stato successivamente indicato come sostanzialmente invariato, mentre gli investitori attendevano la decisione della banca centrale britannica, dopo un precedente rialzo di circa lo 0,4%.

L’inflazione al consumo nel Regno Unito ha raggiunto il 3,1% ad agosto, aumentando l’attenzione sulla valutazione delle pressioni sui prezzi da parte del governatore Andrew Bailey e sulla possibilità di un ulteriore inasprimento monetario durante l’autunno.

Hathron ha aggiunto: “La valutazione di Bailey sugli effetti di secondo impatto dei rincari energetici potrebbe avere un’importanza considerevolmente maggiore rispetto alla decisione sui tassi annunciata oggi.”

Gli investitori attendevano anche i dati definitivi sull’inflazione dell’Eurozona, alla ricerca di ulteriori indicazioni sugli effetti dei prezzi del gas naturale e dell’elettricità sull’inflazione di fondo.

La Banca centrale europea aveva aumentato i tassi di interesse al 2,5% la settimana precedente, mentre per venerdì era ampiamente previsto un rialzo di 25 punti base da parte della Banca del Giappone, che avrebbe portato il tasso di riferimento all’1,25%.

La prospettiva di ulteriori strette monetarie nelle principali economie è rimasta un elemento rilevante per i mercati azionari, soprattutto considerando gli effetti dei rendimenti obbligazionari più elevati sui costi di finanziamento e sulle valutazioni delle azioni.

Le Borse europee hanno comunque registrato rialzi moderati durante la seduta di giovedì, mentre gli investitori valutavano le politiche delle banche centrali e i possibili sviluppi diplomatici in Medio Oriente.

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