I prezzi del petrolio sono saliti giovedì, con il Brent rimasto sopra i 100 dollari al barile mentre i mercati valutavano il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture dopo gli attacchi alle navi che hanno coinvolto Iran e Stati Uniti.
I futures sul Brent hanno guadagnato 40 centesimi, pari allo 0,4%, raggiungendo 101,61 dollari al barile alle 08:14 GMT. Il West Texas Intermediate statunitense è salito di 49 centesimi, o dello 0,51%, a 96,54 dollari al barile.
Il Brent è aumentato di quasi il 30% rispetto ai minimi di inizio agosto. Non è stato raggiunto un accordo permanente tra Stati Uniti e Iran per interrompere gli attacchi e i combattimenti sono ripresi più avanti nel mese di agosto.
“Il recente aumento dei prezzi mette in evidenza l’approccio del mercato: questo conflitto durerà più a lungo di quanto previsto anche solo un mese fa, per non parlare dell’inizio dell’estate. Se l’offerta e le esportazioni di petrolio diminuiscono, il bilancio petrolifero rimane teso e i prezzi restano elevati”, ha dichiarato John Evans, analista di PVM.
Gli attacchi alle navi mantengono l’attenzione sui flussi attraverso Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero colpire Pickaxe Mountain in Iran e ha invitato Teheran alla cautela. Ha inoltre affermato che il conflitto probabilmente continuerà oltre le elezioni statunitensi di metà mandato di novembre.
L’Iran ha dichiarato di aver attaccato 10 navi vicino allo Stretto di Hormuz mercoledì, dopo che gli Stati Uniti avevano affondato cinque petroliere iraniane.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha dichiarato che intensificherà la propria risposta in caso di ulteriori attacchi.
I flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono sostanzialmente inferiori ai livelli registrati prima del conflitto. Prima della guerra, secondo le informazioni fornite, attraverso questa rotta transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas.
Separatamente, i militanti Houthi allineati con l’Iran hanno intensificato gli attacchi contro l’Arabia Saudita, aumentando l’incertezza sulla navigazione nel Mar Rosso.
Il mercato petrolifero monitora gli acquisti della Cina
Il dated Brent, benchmark del mercato fisico utilizzato per determinare il prezzo di circa due terzi dell’offerta globale, viene scambiato sopra i 100 dollari dal 3 settembre, secondo dati LSEG citati nelle informazioni fornite.
La Cina, il maggiore importatore mondiale di greggio, ha aumentato gli acquisti nelle ultime settimane dopo diversi mesi di domanda più contenuta, hanno affermato gli analisti di ING.
Secondo ING, un’ulteriore crescita degli acquisti cinesi potrebbe aumentare l’impatto delle interruzioni delle forniture sul mercato, mentre una riduzione delle importazioni potrebbe limitare le pressioni al rialzo sui prezzi.
“Per mesi, lo scenario ribassista si è basato sulla debole domanda cinese come affidabile fattore di contenimento. Quel fattore non è mai stato strutturale. Si trattava di un prelievo dalle scorte, di una riserva che veniva utilizzata, e le riserve si esauriscono”, ha dichiarato David Jorbenaze, responsabile globale del mercato petrolifero presso il fornitore di informazioni sulle materie prime ICIS.
L’andamento futuro dei prezzi del petrolio rimane dipendente da fattori tra cui le interruzioni delle forniture e le variazioni della domanda, mentre le valutazioni degli analisti citate rappresentano le rispettive opinioni e non risultati certi.

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