L’oro supera i 4.650 dollari mentre i rischi fiscali USA sostengono la domanda

Gold coins and bars

I prezzi dell’oro hanno esteso i guadagni lunedì, superando i 4.650 dollari l’oncia e rimanendo vicini ai massimi degli ultimi tre mesi, mentre i timori sulle prospettive fiscali statunitensi e gli interventi del Tesoro per contenere i costi di finanziamento a lungo termine continuano a sostenere la domanda per il metallo prezioso.

Alle 02:42 ET (06:42 GMT), XAU/USD guadagnava l’1% a 4.650,63 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,6% a 4.706,89 dollari. XAG/USD avanzava dello 0,2% a 69,15 dollari l’oncia e XPT/USD dello 0,6% a 1.892,51 dollari. Nel frattempo, l’US Dollar Index aumentava dello 0,2% a 98,88.

L’intervento del Tesoro rilancia il “debasement trade” sul dollaro

Gli ultimi rialzi dell’oro arrivano dopo un guadagno superiore al 5% la scorsa settimana, che ha segnato la terza settimana consecutiva di crescita. Lunedì il metallo ha brevemente superato quota 4.620 dollari l’oncia dopo essere salito dell’1,9% venerdì, mantenendosi così intorno ai livelli più elevati degli ultimi tre mesi.

Il rally ha acquisito ulteriore slancio dopo la decisione inattesa del Tesoro statunitense di aumentare gli acquisti di titoli di Stato a più lunga scadenza. La mossa ha inizialmente esercitato pressioni sui rendimenti obbligazionari e sul dollaro, rilanciando l’interesse per asset reali come l’oro in un contesto di crescente preoccupazione per il potere d’acquisto a lungo termine delle valute tradizionali.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha successivamente indicato che il governo potrebbe ampliare ulteriormente il programma di riacquisto. Ha inoltre dichiarato che l’amministrazione intende presentare a breve un’iniziativa fiscale volta ad affrontare gli elevati costi di finanziamento del governo.

Le preoccupazioni del mercato non riguardano soltanto il calo dei rendimenti. Il maggiore coinvolgimento del Tesoro nel mercato obbligazionario ha alimentato interrogativi sulla possibilità che le autorità siano sempre più disposte a influenzare direttamente i costi di finanziamento anziché lasciarli interamente alle dinamiche del mercato.

Gli analisti di ANZ hanno osservato che l’intervento ha inoltre accentuato le preoccupazioni sulla situazione fiscale statunitense. Secondo la banca, il superamento dei 4.500 dollari da parte dell’oro è stato sostenuto dalle aspettative che le autorità continueranno a cercare di contenere i rendimenti a lungo termine, mentre la pressione sul dollaro ha incoraggiato gli investitori ad aumentare l’esposizione al metallo prezioso.

Questi timori sono diventati ancora più evidenti dopo che il debito pubblico statunitense ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari, mentre il dollaro è recentemente sceso ai livelli più bassi degli ultimi tre mesi.

Cresce la domanda degli investitori per l’oro

La domanda di oro si è ampliata parallelamente al rally alimentato dalle iniziative del Tesoro. Secondo gli analisti di ANZ, gli ETF garantiti dall’oro hanno registrato il maggiore afflusso giornaliero da settembre 2025 e hanno ormai accumulato cinque settimane consecutive di flussi netti positivi.

Anche il quadro tecnico è diventato più favorevole. L’oro ha superato la media mobile a 200 giorni, situata intorno a 4.513 dollari, un livello attentamente monitorato dagli operatori come indicatore della tendenza di lungo periodo.

Se l’attuale slancio dovesse proseguire, la prossima importante area tecnica si colloca intorno ai 4.700 dollari l’oncia.

L’incertezza geopolitica continua inoltre a sostenere la domanda, con gli investitori ancora orientati verso asset tradizionalmente considerati riserve di valore.

L’oro si è portato nettamente sopra l’area dei 4.000 dollari l’oncia, che aveva rappresentato un importante supporto durante la precedente correzione. Gli acquisti delle banche centrali e il ritorno degli afflussi negli ETF hanno ulteriormente rafforzato la ripresa.

Secondo ANZ, il cambiamento nel posizionamento degli investitori riflette una più ampia spinta verso la diversificazione, mentre la fiducia negli asset statunitensi viene messa alla prova dall’aumento del debito pubblico, dai rischi fiscali e dall’incertezza sulle future scelte politiche.

Anche il World Gold Council ha sottolineato l’importanza degli acquisti delle banche centrali nel sostenere la domanda, mentre i rischi geopolitici e inflazionistici rimangono elevati.

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