IA sotto i riflettori mentre risultati Nvidia e sanzioni all’Iran tengono in allerta i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

Wall Street sign and buildings in black and white

I futures azionari statunitensi sono scesi lunedì mentre gli investitori si preparavano ai risultati trimestrali di Nvidia (NASDAQ:NVDA), attesi nel corso della settimana, con l’incertezza sul settore dell’intelligenza artificiale e le tensioni geopolitiche tra Washington e Teheran che hanno pesato sul sentiment.

I mercati guardano inoltre all’intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh a Jackson Hole, dove gli investitori cercheranno indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria statunitense.

Futures USA in calo prima dei risultati Nvidia

I futures azionari statunitensi hanno perso terreno durante le contrattazioni europee, riflettendo un atteggiamento prudente in vista dei risultati Nvidia di mercoledì.

I futures sul Nasdaq 100 sono scesi dello 0,6%, mentre quelli sull’S&P 500 hanno ceduto lo 0,2%.

I risultati rappresentano un importante banco di prova per l’entusiasmo che circonda l’intelligenza artificiale, mentre gli investitori valutano se la rapida crescita delle società legate all’IA possa continuare a sostenere valutazioni sempre più elevate.

Particolare attenzione sarà rivolta alla domanda proveniente dalle grandi aziende tecnologiche e alla capacità di mantenere gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’IA. L’importanza di Nvidia si estende all’intero settore tecnologico, poiché i suoi processori sono diventati centrali nell’espansione globale della capacità di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale.

L’aumento dei costi dei server mette alla prova gli investimenti nell’IA

Le preoccupazioni sull’economia delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono aumentate anche dopo un rapporto di Bloomberg News secondo cui il rincaro dei chip di memoria sta facendo salire il prezzo dei server equipaggiati con processori Nvidia.

Alcuni dei maggiori clienti di Nvidia potrebbero dover affrontare aumenti superiori al 15% per i sistemi che saranno consegnati all’inizio del prossimo anno. Tra questi figurano server basati sui chip di nuova generazione Vera Rubin e Grace Blackwell.

Secondo quanto riportato, i produttori di server che riforniscono importanti operatori di data center, tra cui Microsoft, Google di Alphabet e Oracle, hanno informato i clienti dell’aumento dei prezzi.

I rincari rappresentano un’ulteriore sfida per il ciclo di investimenti nell’IA. Le società tecnologiche stanno destinando enormi quantità di capitale all’espansione della capacità di calcolo, ma il crescente costo delle apparecchiature potrebbe finire per comprimere i margini se gli investimenti continueranno al ritmo attuale.

Washington prepara sanzioni più severe contro l’Iran

Gli sviluppi geopolitici rappresentano un’altra fonte di incertezza, con il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent pronto ad annunciare un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran.

Bessent ha descritto la campagna statunitense come entrata nella fase “finale” e ha avvertito che i Paesi che continueranno a sostenere Teheran potrebbero diventare “paria globali.”

Le misure dovrebbero essere illustrate durante una conferenza lunedì, mentre Washington intensifica la pressione economica sull’Iran.

I funzionari iraniani hanno risposto minacciando di interrompere le esportazioni di petrolio qualora la pressione continui, alimentando le preoccupazioni sulle conseguenze per le forniture energetiche globali.

Ulteriori interruzioni delle esportazioni iraniane o del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero spingere nuovamente al rialzo il petrolio, alimentando l’inflazione e complicando le prospettive sui tassi di interesse per le principali banche centrali.

Il petrolio arretra dopo due settimane consecutive di rialzi

I prezzi del greggio sono scesi lunedì mentre gli operatori hanno incassato parte dei profitti dopo due settimane consecutive di guadagni.

I futures sul Brent hanno perso l’1,5% a 93,16 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è sceso dell’1,6% a 85,70 dollari.

Entrambi i benchmark avevano guadagnato oltre il 5% la scorsa settimana dopo lo stallo dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran e le continue restrizioni alle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

La rotta è fondamentale per i mercati energetici internazionali, poiché normalmente vi transita circa un quinto dell’offerta mondiale di petrolio.

Prezzi del greggio persistentemente elevati potrebbero aumentare i costi dei carburanti e dei trasporti e alimentare ulteriormente l’inflazione. Ciò potrebbe rafforzare le aspettative di tassi di interesse elevati più a lungo, creando un ulteriore ostacolo per i mercati azionari.

Il discorso di Warsh a Jackson Hole potrebbe influenzare le aspettative sui tassi

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh interverrà venerdì al simposio economico di Jackson Hole, uno degli altri appuntamenti principali della settimana per i mercati.

Gli investitori non si aspettano indicazioni prospettiche particolarmente dettagliate, ma analizzeranno le sue dichiarazioni alla ricerca di segnali sulla valutazione della Fed riguardo a inflazione, crescita economica e possibilità di futuri tagli dei tassi.

L’intervento arriva mentre i mercati discutono se la resilienza dell’economia e la persistenza dell’inflazione possano limitare la capacità della banca centrale di allentare la politica monetaria.

Un messaggio più restrittivo potrebbe pesare soprattutto sui titoli growth e tecnologici con valutazioni elevate, mentre indicazioni verso una politica monetaria più accomodante potrebbero offrire nuovo sostegno ai mercati azionari.

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