Le azioni statunitensi si preparavano a un’altra apertura negativa martedì, con i futures sui principali indici in calo dopo la flessione registrata da Wall Street nelle due sedute precedenti.
I titoli tecnologici apparivano particolarmente vulnerabili, con i futures sul Nasdaq 100 in ribasso dell’1,3% mentre l’aumento dei rendimenti dei Treasury esercitava ulteriore pressione sui titoli orientati alla crescita. Il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni ha raggiunto il livello più alto in quasi due decenni, mentre gli investitori continuavano a valutare i rischi inflazionistici legati al conflitto in Medio Oriente.
Il rialzo del petrolio alimenta i timori sull’inflazione
I mercati energetici sono rimasti un’altra fonte di incertezza per gli investitori. I futures sul greggio statunitense sono saliti dello 0,8% dopo il balzo del 2,6% registrato lunedì, mentre diminuivano le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran.
La nuova accelerazione del petrolio ha rafforzato i timori che i costi energetici possano mantenere elevata l’inflazione, complicando potenzialmente le prospettive della politica monetaria nonostante il recente indebolimento di alcuni dati economici statunitensi.
Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha osservato che l’aumento dei rendimenti dei Treasury avviene “nonostante i recenti dati economici più deboli abbiano ridotto le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed.”
“Al contrario, il tratto lungo della curva sta reagendo ai persistenti rischi inflazionistici, all’elevato indebitamento pubblico e alla crescente competizione per il capitale, compresa l’emissione di debito associata al boom degli investimenti nell’IA”, ha affermato Hathorn.
Ha aggiunto: “Questo crea un contesto difficile per le azioni, perché le condizioni finanziarie possono irrigidirsi anche senza che la Fed aumenti i tassi.”
Wall Street si allontana ulteriormente dai massimi record
La debolezza dei futures di martedì ha seguito un’altra seduta negativa per le azioni statunitensi lunedì.
Dopo un avvio incerto, i principali indici hanno perso terreno nel corso della giornata, prolungando il modesto arretramento registrato venerdì.
L’S&P 500 ha perso 40,70 punti, pari allo 0,5%, chiudendo a 7.745,06, vicino ai minimi della seduta e allontanandosi ulteriormente dal record di chiusura raggiunto giovedì scorso.
Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 272,63 punti, o dello 0,5%, a 53.459,78, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto 84,25 punti, pari allo 0,3%, terminando a 26.644,91.
Le tensioni con l’Iran spingono il greggio
La debolezza dei mercati di lunedì ha coinciso con un forte aumento dei prezzi del petrolio, mentre gli investitori reagivano ai segnali di una possibile nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
I futures sul greggio statunitense sono balzati di oltre il 2% in seguito alle indicazioni secondo cui l’Iran avrebbe escluso negoziati con Washington per prorogare una tregua di 60 giorni in scadenza martedì.
“Non abbiamo avviato alcun negoziato e gli Stati Uniti hanno violato l’intesa fin dall’inizio; pertanto, la questione dei 60 giorni non è rilevante”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, secondo l’agenzia di stampa statale Tasnim.
Le preoccupazioni geopolitiche sono aumentate ulteriormente dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato l’Oman durante un’intervista a Fox News, avvertendo: “Se l’Oman si metterà di mezzo, lo bombarderemo fino a distruggerlo.”
Le dichiarazioni sono arrivate mentre Iran e Oman sembravano avvicinarsi a un’intesa sulla gestione dello Stretto di Hormuz, una rotta strategicamente importante per le forniture energetiche mondiali.
Compagnie aeree e software guidano i ribassi
L’aumento dei prezzi del greggio ha esercitato una forte pressione sulle compagnie aeree durante la seduta di lunedì, facendo scendere del 2,8% il NYSE Arca Airline Index.
Anche i titoli software hanno registrato perdite significative, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 2,7%.
Telecomunicazioni, hardware informatico e settore immobiliare residenziale sono stati tra gli altri comparti più deboli.
Al contrario, i produttori di petrolio hanno beneficiato del rialzo dei prezzi energetici, mentre anche i titoli biotecnologici e dei semiconduttori hanno registrato progressi significativi.
Con i rendimenti dei Treasury ancora in aumento e l’incertezza geopolitica che sostiene i prezzi del petrolio, gli investitori devono confrontarsi con il rischio di condizioni finanziarie più restrittive anche senza un immediato rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, lasciando Wall Street esposta a un possibile prolungamento della recente correzione.

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