Le azioni USA verso un avvio prudente tra sollievo sulla Fed e timori per il petrolio: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

Nasdaq sign on building

Le azioni statunitensi potrebbero iniziare la seduta di lunedì senza una direzione precisa, con i futures sui principali indici che indicano un’apertura sostanzialmente invariata dopo il moderato arretramento di venerdì.

I titoli tecnologici potrebbero offrire un certo sostegno dopo che Bloomberg ha riferito che Anthropic (NASDAQ:ANTP) avrebbe comunicato ai potenziali investitori che i ricavi del secondo trimestre sono aumentati di almeno 14 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo documenti visionati da Bloomberg, lo sviluppatore del chatbot Claude avrebbe registrato ricavi preliminari superiori a 11,5 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 787 milioni di dollari del secondo trimestre del 2025.

Prospettive di mercato condizionate da rischi economici e geopolitici

L’attività sui mercati potrebbe comunque rimanere contenuta, mentre gli investitori valutano segnali contrastanti sulle prospettive a breve termine.

I recenti dati economici statunitensi hanno ridotto le aspettative di un aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve il mese prossimo. Tuttavia, i prezzi del greggio persistentemente elevati continuano a rappresentare un rischio per inflazione e crescita mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran resta irrisolto.

I futures sul greggio statunitense sono saliti dello 0,7% a 83 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di bombardare l’Oman durante un’intervista con Fox News.

Le dichiarazioni sono arrivate mentre Iran e Oman sembravano avvicinarsi a un’intesa sulla gestione dello Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per le forniture energetiche mondiali.

Wall Street arretra dai livelli record

Le azioni statunitensi hanno chiuso venerdì in moderato ribasso dopo essere salite durante gran parte delle due sedute precedenti, anche se le pressioni di vendita sono rimaste relativamente limitate.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 107,58 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 53.732,41. Il Nasdaq è sceso di 73,86 punti, o dello 0,3%, a 26.729,16, mentre l’S&P 500 ha ceduto 13,23 punti, pari allo 0,2%, terminando a 7.785,76.

Il bilancio settimanale è stato contrastato. Il Dow ha perso lo 0,6%, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,1% e l’S&P 500 è avanzato dello 0,4%.

Il ribasso di venerdì potrebbe essere stato in parte determinato da prese di profitto dopo che giovedì l’S&P 500 aveva superato quota 7.800, raggiungendo un nuovo massimo intraday.

Nella stessa seduta, l’indice aveva anche registrato un record in chiusura, mentre il Nasdaq aveva terminato ai massimi da oltre due mesi.

Fiducia dei consumatori e vendite al dettaglio deludono

Gli investitori hanno inoltre reagito a nuovi segnali di indebolimento delle condizioni dei consumatori statunitensi.

L’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso nettamente a 51,0 in agosto, rispetto a 55,2 in luglio. Gli economisti avevano previsto una flessione più contenuta a 54,2.

Separatamente, i dati del Dipartimento del Commercio hanno mostrato un calo inatteso dello 0,6% delle vendite al dettaglio in luglio, dopo l’aumento dello 0,2% registrato in giugno. Gli economisti si aspettavano una crescita dello 0,1%.

La contrazione di luglio è stata la prima da ottobre 2025, quando le vendite al dettaglio erano diminuite dello 0,2%.

Sebbene questi dati abbiano ulteriormente ridotto i timori di un imminente rialzo dei tassi della Federal Reserve, hanno anche alimentato interrogativi sulla tenuta dell’economia statunitense, soprattutto in presenza di prezzi energetici elevati.

Titoli petroliferi e auriferi sovraperformano

I prezzi del greggio hanno recuperato venerdì dopo che funzionari dell’amministrazione Trump hanno indicato l’intenzione di utilizzare misure economiche per spingere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz, aumentando i timori per un prolungamento dello stallo.

I titoli legati all’energia hanno beneficiato del movimento. Il Philadelphia Oil Service Index è salito del 2,6%, raggiungendo il livello di chiusura più alto da ben oltre due mesi.

Anche le società aurifere hanno registrato forti rialzi grazie all’aumento del prezzo dell’oro, con il NYSE Arca Gold Bugs Index in progresso del 2,2%.

I titoli dell’hardware informatico hanno mostrato una significativa forza, mentre compagnie aeree, software e farmaceutici hanno registrato performance più deboli.

Gli investitori affrontano quindi l’apertura di lunedì in un contesto contrastato: i dati economici più deboli riducono le aspettative di rialzi dei tassi, ma aumentano contemporaneamente i timori sulla crescita, mentre le tensioni geopolitiche continuano a mantenere elevati i prezzi dell’energia.

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