Inflazione USA sotto i riflettori mentre CoreWeave vola e cala il traffico a Hormuz: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

Wall Street buildings and sign

I futures azionari statunitensi si sono mossi al rialzo in attesa dei dati sull’inflazione di luglio, dai quali gli investitori cercano indicazioni sulle future decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse. Le azioni CoreWeave (NASDAQ:CRWV) sono balzate dopo che la forte domanda legata all’intelligenza artificiale ha alimentato un nuovo aumento dei ricavi, anche se gli elevati investimenti della società di cloud computing continuano a destare preoccupazione. Nel frattempo, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso ai minimi di una settimana a causa delle persistenti ostilità in Medio Oriente.

Futures USA in rialzo prima dei dati sull’inflazione

I futures legati ai principali indici di Wall Street sono rimasti prevalentemente in territorio positivo mentre i mercati attendevano l’indice dei prezzi al consumo di luglio, un dato che potrebbe influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve per il resto dell’anno.

Alle 03:09 ET (07:09 GMT), i futures sul Dow erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano 13 punti, pari allo 0,2%. I futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 117 punti, ovvero dello 0,4%.

I principali indici di Wall Street avevano chiuso in calo nella seduta precedente, mentre gli operatori affrontavano forti oscillazioni dei prezzi del petrolio provocate da sviluppi contrastanti nel conflitto in Medio Oriente. Il persistente aumento del greggio ha alimentato il timore che i maggiori costi energetici possano spingere ulteriormente l’inflazione e indurre le banche centrali a mantenere una politica monetaria più restrittiva.

Il sentiment ha tuttavia ricevuto sostegno da alcuni dati economici statunitensi che, secondo gli analisti di Deutsche Bank, “sono risultati generalmente positivi”, compreso un indicatore sull’ottimismo delle piccole imprese superiore alle attese.

CPI di luglio al centro dell’attenzione

L’attenzione degli investitori si concentra ora sull’indice dei prezzi al consumo di luglio, potenzialmente il dato economico più importante della settimana.

L’inflazione headline del Dipartimento del Lavoro dovrebbe rallentare leggermente al 3,4% nei 12 mesi fino a luglio, dal precedente 3,5%. L’indice comprende i costi della benzina, rimasti elevati dall’inizio della guerra con l’Iran a fine febbraio e fonte di crescenti preoccupazioni per possibili pressioni inflazionistiche legate all’energia.

Il CPI “core”, che esclude energia e alimentari, dovrebbe invece scendere al 2,5% dal 2,6%.

Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che, a questi livelli, l’inflazione rimarrebbe nettamente superiore all’obiettivo della Fed. Un aumento dei tassi potrebbe contribuire a contenere i prezzi, ma rischierebbe anche di indebolire ulteriormente l’economia, soprattutto in presenza di un mercato del lavoro che mostra segnali di fragilità.

Deutsche Bank ha inoltre sottolineato che il CPI non rappresenta normalmente la misura dell’inflazione preferita dalla Fed, che segue più attentamente l’indice core dei prezzi delle spese per consumi personali, atteso tra alcune settimane.

“Ma il CPI di oggi e l'[indice dei prezzi alla produzione] di domani (dove alcune componenti confluiscono nel PCE) ci offriranno una prima indicazione sull’andamento dei prezzi a luglio e contribuiranno a definire la prossima narrativa del mercato”, hanno scritto gli analisti in una nota.

CoreWeave vola dopo il nuovo record dei ricavi

Le azioni CoreWeave sono salite di oltre il 15% negli scambi after-hours di mercoledì dopo che il gruppo neocloud ha registrato ricavi record per il quinto trimestre consecutivo, evidenziando la forte domanda di capacità di calcolo destinata ai sistemi di intelligenza artificiale.

Il portafoglio ordini della società è aumentato a 104 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a novembre. CoreWeave ha inoltre dichiarato di aver già ottenuto 25 miliardi di dollari di nuovi impegni netti da parte dei clienti nel trimestre in corso.

L’amministratore delegato Michael Intrator ha definito il periodo il “trimestre più forte per le prenotazioni” nella storia di CoreWeave.

La società acquista chip AI avanzati da Nvidia, li installa nei data center e successivamente affitta la capacità di calcolo ai clienti. I ricavi complessivi del trimestre di giugno hanno raggiunto 2,58 miliardi di dollari, superando le aspettative.

Vital Knowledge ha tuttavia osservato che le spese in conto capitale sono state “elevate e superiori alle aspettative”. La necessità di soddisfare la crescente domanda ha costretto CoreWeave a investire pesantemente nell’espansione della capacità, mentre le perdite nette accumulate dalla quotazione in Borsa del marzo 2025 hanno raggiunto 1,64 miliardi di dollari.

Traffico marittimo a Hormuz ai minimi di una settimana

Il numero di navi rilevate nello Stretto di Hormuz è sceso a otto martedì, segnando il livello più basso in una settimana, secondo i dati sul traffico marittimo citati da Reuters.

La diminuzione evidenzia la crescente cautela degli operatori navali, molti dei quali stanno cercando di evitare lo stretto passaggio al largo della costa meridionale dell’Iran a causa delle continue violenze nella regione.

I timori sono aumentati dopo che gli Stati Uniti e gli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen hanno entrambi annunciato attacchi nella regione martedì. Gli sviluppi hanno ulteriormente ridotto le speranze di un accordo imminente per ripristinare la navigazione attraverso Hormuz, che prima dell’inizio della guerra con l’Iran a fine febbraio gestiva circa un quinto dei flussi petroliferi mondiali.

Il dato di otto navi è inferiore alla media degli ultimi 10 giorni, pari a circa 12, ed è il livello più basso dal 5 agosto, secondo Reuters.

Brent in rialzo tra segnali contrastanti su Hormuz

I futures sul Brent erano in rialzo dello 0,6% a 89,46 dollari al barile, mentre il mercato continuava a reagire alle notizie contrastanti sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.

I prezzi erano inizialmente scesi dopo che le dichiarazioni del Ministero degli Esteri del Qatar e del Ministro della Difesa del Pakistan avevano alimentato brevemente le speranze di un accordo. Il Brent ha così toccato un minimo intraday di 86,60 dollari al barile.

Successivamente il petrolio ha invertito la rotta dopo che i media statali iraniani hanno indicato che Teheran non riaprirà Hormuz finché non saranno soddisfatte le condizioni presentate nel fine settimana precedente. Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha inoltre affermato che un accordo con l’Oman sulla via d’acqua “rimarrà una questione separata dalla chiusura dello stretto”.

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