I futures sulle azioni statunitensi hanno oscillato intorno alla parità martedì, mentre gli investitori monitorano le rinnovate tensioni in Medio Oriente, l’aumento dei prezzi del petrolio e gli sviluppi nel settore dell’intelligenza artificiale in attesa dei principali dati sull’inflazione previsti questa settimana.
Alle 03:05 ET (07:05 GMT), i futures sul Dow erano in calo di 51 punti, pari allo 0,1%, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 erano sostanzialmente invariati.
I principali indici di Wall Street erano scesi nella seduta precedente, dopo che il calo delle aspettative per un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz aveva spinto al rialzo il petrolio. Il movimento ha riacceso i timori che l’aumento dei costi energetici possa alimentare l’inflazione e complicare le prospettive della politica monetaria delle banche centrali.
Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono saliti leggermente, aumentando la pressione sui mercati azionari.
L’accordo di Nvidia sulle infrastrutture AI attira l’attenzione
Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha confermato un importante accordo sulle infrastrutture per l’intelligenza artificiale che coinvolge gruppi finanziari tra cui Apollo, BlackRock, Goldman Sachs e KKR.
L’iniziativa punta ad aiutare Nvidia a mobilitare oltre $500 miliardi di capitali di terzi per finanziare le infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale.
Le azioni Nvidia sono scese di oltre il 2% dopo che il Financial Times aveva inizialmente riportato la notizia.
Gli analisti di Vital Knowledge hanno descritto l’annuncio come un altro esempio di Nvidia che sta “estendendo il proprio bilancio per alimentare la domanda di infrastrutture AI.”
I dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale hanno pesato sul sentiment nelle ultime settimane, compensando in parte l’ottimismo generato da una stagione degli utili trimestrali generalmente solida per le società dell’S&P 500.
Trump respinge la richiesta iraniana di riparazioni
Anche le prospettive di un accordo di pace immediato tra Stati Uniti e Iran si sono indebolite dopo che il presidente Donald Trump ha respinto una nuova serie di richieste iraniane presentate durante il fine settimana.
Tra le richieste di Teheran figurava il pagamento da parte di Washington di riparazioni per i danni provocati dal conflitto, che dura da oltre cinque mesi.
Trump ha affermato che questa richiesta non era stata precedentemente avanzata dai negoziatori iraniani e ha sostenuto che dovrebbe invece essere Teheran a pagare un risarcimento “per tutte le persone che hanno ucciso e gravemente ferito con le loro bombe lungo le strade e nei numerosi conflitti.”
Il proseguimento della disputa ha lasciato lo Stretto di Hormuz di fatto chiuso, limitando le forniture energetiche globali. Prima dell’inizio del conflitto, alla fine di febbraio, circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale transitava attraverso questa rotta.
I prezzi del petrolio continuano a reagire fortemente agli sviluppi dei negoziati. I futures sul Brent erano in rialzo dell’1,8% a $89,34 al barile.
Riot Platforms balza sul presunto accordo da $9,1 miliardi con Anthropic
Le azioni Riot Platforms (NASDAQ:RIOT) sono balzate di oltre il 20% negli scambi after-hours dopo che alcune indiscrezioni hanno identificato Anthropic come il cliente dietro un importante accordo sui data center annunciato da Riot.
Bloomberg ha riferito che Anthropic ha firmato un accordo a lungo termine da $9,1 miliardi con Riot per assicurarsi capacità di calcolo mentre lo sviluppatore di AI amplia le infrastrutture a supporto della crescente domanda per i suoi prodotti Claude.
L’accordo riguarda 191 megawatt di capacità di calcolo presso il campus Riot di Rockdale, in Texas, e resterà in vigore fino a giugno 2048.
Riot prevede che il contratto genererà $9,1 miliardi di ricavi. Due ulteriori opzioni di proroga di cinque anni potrebbero portare le vendite complessive derivanti dall’accordo fino a $16,1 miliardi.
Intel raccoglie $20 miliardi con un’offerta azionaria ampliata
Intel Corporation (NASDAQ:INTC) ha raccolto $20 miliardi attraverso un’offerta azionaria ampliata, mentre il produttore di semiconduttori cerca nuovi capitali per sostenere l’espansione della propria capacità produttiva.
L’offerta è stata fissata a $95 per azione, con uno sconto del 2,6% rispetto alla precedente chiusura di Intel.
La società ha collocato 210,5 milioni di azioni ordinarie e ha concesso ai sottoscrittori un’opzione di 30 giorni per acquistare fino a ulteriori 31,6 milioni di azioni.
Intel aveva inizialmente previsto di raccogliere $15 miliardi, ma ha successivamente aumentato le dimensioni dell’operazione. La società ha dichiarato che i proventi saranno utilizzati per finalità aziendali generali.
Le azioni Intel sono scese di oltre il 4% lunedì. Il titolo ha registrato un forte rialzo quest’anno mentre il gruppo si prepara a investire significativamente in impianti produttivi e tecnologie avanzate di packaging per competere con produttori di chip su contratto come TSMC.
La Reserve Bank of Australia mantiene i tassi al 4,35%
La Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 4,35% martedì, in linea con le aspettative del mercato dopo alcuni segnali di raffreddamento dell’inflazione.
La decisione è stata unanime. La RBA ha aumentato i tassi complessivamente di 75 punti base dall’inizio dell’anno.
Le aspettative di una pausa si erano rafforzate dopo che l’inflazione dei prezzi al consumo australiana era risultata inferiore alle previsioni nel secondo trimestre, mentre i responsabili della politica monetaria hanno anche ridotto le stime sull’inflazione per la fine del 2026.
La banca centrale ha tuttavia avvertito che sia l’inflazione complessiva sia quella core rimangono elevate e potrebbero mantenersi alte nel breve periodo.
L’aumento dei prezzi dei carburanti legato al conflitto con l’Iran è stato indicato come un’importante fonte di pressione inflazionistica nel breve termine, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi.

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