Le Borse europee hanno oscillato intorno alla parità vicino ai massimi storici, mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente e un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio hanno frenato lo slancio dei mercati. Intanto, una stagione degli utili particolarmente volatile ha aumentato l’attenzione sulle elevate valutazioni del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale.
L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 è rimasto pressoché invariato, mantenendosi appena sotto i suoi massimi storici. I titoli energetici hanno sovraperformato mentre il greggio è salito ai livelli più alti dal 31 luglio, mentre i produttori di beni strumentali, i media e i fornitori tecnologici sono rimasti indietro.
I negoziati su Hormuz mantengono alta la cautela
L’andamento contenuto dei mercati europei riflette la crescente sensibilità degli investitori agli sviluppi riguardanti lo Stretto di Hormuz.
Le azioni hanno ripetutamente reagito in modo positivo alle prime notizie su possibili progressi nei negoziati diplomatici nel Golfo, salvo poi vedere riemergere rapidamente il rischio geopolitico quando le discussioni hanno incontrato nuovi ostacoli politici.
L’ultima battuta d’arresto è arrivata dopo la risposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a una bozza di proposta iraniana con l’Oman riguardante nuove coordinate di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
Trump ha chiesto condizioni più stringenti, tra cui il pagamento da parte di Teheran di compensazioni finanziarie dirette per le vite perse in conflitti regionali, attacchi e proteste. La posizione più dura rappresenta un’escalation retorica che potrebbe complicare gli sforzi di mediazione portati avanti da Muscat e Qatar.
Il Brent si è successivamente avvicinato ai massimi di diverse settimane, superando gli $84 al barile, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza per gli investitori europei.
Il rialzo del petrolio aumenta le pressioni durante la stagione degli utili
L’aumento dei costi energetici arriva mentre i mercati stanno già affrontando una forte volatilità sui singoli titoli durante la stagione dei risultati del secondo trimestre.
Nel complesso, gli utili societari europei hanno prodotto risultati superiori alle attese, con sanità, infrastrutture energetiche e difesa tra i settori che hanno fornito maggiore sostegno.
Le società tecnologiche e i fornitori industriali, tuttavia, sono sottoposti a un esame più rigoroso. Risultati contrastanti da parte di importanti gruppi globali dell’hardware hanno provocato forti oscillazioni lungo le catene di fornitura dei semiconduttori.
Anche l’atteggiamento degli investitori verso la spesa per l’intelligenza artificiale sta diventando più selettivo. I mercati mostrano una crescente riluttanza a premiare ingenti programmi di investimento nelle infrastrutture AI quando manca una chiara visibilità sui tempi necessari affinché tali investimenti si traducano in ricavi.
Questo cambiamento sta aumentando la pressione sul settore tecnologico, uno dei principali motori del rally azionario di quest’anno.
Gli investitori attendono i dati sull’inflazione USA
Le rapide rotazioni settoriali stanno rendendo il contesto più complesso per i gestori di fondi, chiamati a bilanciare i rischi inflazionistici legati all’aumento dei prezzi energetici con i segnali di rallentamento della crescita economica globale.
L’attenzione si concentra ora sull’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, in pubblicazione mercoledì.
Dopo l’inaspettata contrazione dell’occupazione statunitense della scorsa settimana, gli investitori cercano indicazioni più chiare sul fatto che l’inflazione di fondo stia rallentando abbastanza da consentire alle banche centrali negli Stati Uniti e in Europa di mantenere invariata la politica monetaria durante l’autunno.
Finché non emergerà maggiore chiarezza sull’inflazione e sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, i mercati azionari europei potrebbero rimanere particolarmente sensibili alle notizie geopolitiche, ai prezzi dell’energia e ai risultati societari.

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