Il prezzo dell’oro scende mentre il dollaro forte pesa sul mercato in attesa della decisione della Federal Reserve

Gold coins

Le quotazioni dell’oro hanno registrato un lieve calo martedì, con il dollaro statunitense vicino ai massimi dell’ultimo mese, mentre gli investitori attendono la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse e le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh.

L’oro spot è sceso dello 0,7% a 4.048,40 dollari l’oncia alle 07:07 GMT, mentre i future sull’oro negli Stati Uniti hanno perso la stessa percentuale, attestandosi a 4.049,10 dollari. Il metallo prezioso aveva registrato lievi rialzi nelle due sedute precedenti.

L’attenzione dei mercati è rivolta alla Federal Reserve

L’indice del dollaro statunitense è rimasto sostanzialmente stabile, mantenendosi vicino ai massimi di un mese, rendendo l’oro più costoso per gli investitori che operano con altre valute.

Il mercato continua ad attendersi che la Federal Reserve lasci invariati i tassi d’interesse al termine della riunione di politica monetaria prevista per mercoledì.

Allo stesso tempo, sono aumentate le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi nel corso dell’anno. Secondo il CME FedWatch, il mercato assegna circa il 40% di probabilità a un aumento dei tassi questa settimana e circa l’80% a un ulteriore rialzo a settembre.

Tassi d’interesse più elevati tendono a ridurre l’attrattiva dell’oro, poiché il metallo non offre rendimenti.

Gli investitori attendono inoltre importanti dati macroeconomici statunitensi in calendario questa settimana, tra cui il PIL del secondo trimestre e l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve.

Gli analisti ritengono che il prezzo dell’oro continui a muoversi all’interno di un ampio intervallo in attesa di indicazioni più chiare sull’evoluzione della politica monetaria.

La tregua tra Stati Uniti e Iran sostiene il sentiment

Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington sta conducendo “buoni colloqui” con l’Iran, lasciando aperta la possibilità di raggiungere un accordo diplomatico. Ha però avvertito che le operazioni militari statunitensi potrebbero riprendere qualora i negoziati non avessero successo.

La pausa temporanea delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha contribuito ad attenuare i timori di interruzioni delle forniture energetiche globali, riducendo le preoccupazioni sull’inflazione.

I prezzi del petrolio hanno proseguito il loro calo durante la sessione asiatica, contribuendo a contenere le aspettative di inflazione legate all’energia.

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento ha perso l’1,8% a 57,387 dollari l’oncia, mentre il platino è sceso dello 0,9% a 1.611,60 dollari l’oncia.

Anche i metalli industriali hanno chiuso in ribasso. I future sul rame al London Metal Exchange hanno ceduto lo 0,6% a 13.677,33 dollari per tonnellata, mentre i future sul rame negli Stati Uniti sono diminuiti dello 0,5% a 6,364 dollari per libbra.

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