I mercati USA guardano alla stagione delle trimestrali mentre si allentano le tensioni in Medio Oriente: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

New York Stock Exchange on Wall Street

I future sui principali indici azionari statunitensi hanno aperto la settimana in rialzo, sostenuti dai segnali di una pausa nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran, che hanno favorito un miglioramento del sentiment degli investitori e ridotto le pressioni sui mercati energetici in vista di una settimana cruciale per le trimestrali e le decisioni delle banche centrali.

Alle 05:49 GMT, i future sul Dow Jones guadagnavano 398 punti (+0,8%), quelli sull’S&P 500 salivano di 66 punti (+0,9%), mentre i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 406 punti (+1,4%).

Wall Street aveva chiuso la settimana precedente con un andamento contrastato, penalizzata dall’impennata del petrolio e dalle tensioni geopolitiche. Tuttavia, i segnali di un possibile contenimento del conflitto hanno favorito il recupero dell’azionario e del mercato obbligazionario.

Trimestrali e Federal Reserve al centro dell’attenzione

L’attenzione degli investitori si concentra ora sulla stagione delle trimestrali, con circa un terzo delle società dell’S&P 500 attese alla pubblicazione dei risultati. Gli utili complessivi sono stimati in crescita del 26,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le società più attese figurano Amazon (NASDAQ:AMZN), Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft (NASDAQ:MSFT) e Apple (NASDAQ:AAPL), i cui risultati offriranno nuove indicazioni sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.

Mercoledì sarà inoltre la volta della Federal Reserve, chiamata a decidere sui tassi d’interesse. Pur restando monitorati i rischi inflazionistici legati alla situazione geopolitica, il mercato continua ad attendersi un mantenimento dell’attuale livello dei tassi.

La pausa tra Stati Uniti e Iran sostiene i mercati

La sospensione temporanea delle operazioni militari tra Washington e Teheran è proseguita anche per il secondo giorno consecutivo, alimentando le speranze di una normalizzazione dei flussi energetici dal Golfo.

Secondo alcune indiscrezioni, il presidente Donald Trump avrebbe deciso di rinviare ulteriori operazioni militari per evitare un allargamento del conflitto e proteggere le forniture energetiche globali.

Il rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha tuttavia ridimensionato le ipotesi di una carenza di risorse militari, affermando che l’amministrazione sta “lasciando spazio ai negoziati.”

Ha aggiunto: “Nelle ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni, abbiamo avuto Oman, Iran e numerosi altri negoziatori impegnati a tutti i livelli, dai più alti fino a quelli tecnici.”

Anche l’Iran ha dichiarato che interromperà gli attacchi fintanto che gli Stati Uniti manterranno la sospensione delle operazioni militari.

Il petrolio arretra mentre si riducono i timori sull’offerta

I prezzi del greggio hanno registrato un forte ribasso grazie alla riduzione delle preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture mondiali.

Il Brent è sceso del 6,8% fino a circa 90,25 dollari al barile, dopo aver superato brevemente i 100 dollari la scorsa settimana.

I mercati avevano espresso particolare preoccupazione per eventuali problemi nei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz e il Bab el-Mandeb, due delle principali rotte energetiche mondiali. L’allentamento delle tensioni ha contribuito a ridurre questi timori.

Nvidia valuta un sostegno finanziario al progetto OpenAI

Secondo il Wall Street Journal, Nvidia (NASDAQ:NVDA) starebbe negoziando una garanzia finanziaria da circa 250 miliardi di dollari a favore di OpenAI per un grande progetto di data center in Ohio.

La garanzia faciliterebbe il finanziamento del nuovo campus da 10 gigawatt sviluppato dalla controllata energetica di SoftBank. Il valore complessivo del progetto potrebbe superare i 500 miliardi di dollari, esclusi i chip Nvidia destinati alle nuove infrastrutture.

Le indiscrezioni arrivano mentre gli investitori continuano a monitorare l’aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, la cinese CXMT Corp ha registrato un rialzo di circa il 500% nel debutto alla Borsa di Shanghai dopo una IPO da 8,6 miliardi di dollari, raggiungendo una capitalizzazione superiore a 3.600 miliardi di yuan, pari a circa 530 miliardi di dollari.

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