Il prezzo del gas europeo crolla mentre l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente riduce i rischi energetici

Oil and gas pipeline

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa hanno registrato un forte ribasso lunedì, seguendo il calo dei mercati energetici dopo i segnali di de-escalation in Medio Oriente che hanno attenuato i timori di interruzioni dell’approvvigionamento. Anche il petrolio ha subito una marcata correzione, eliminando gran parte del premio per il rischio accumulato nelle ultime settimane.

Il contratto front-month del TTF olandese, riferimento europeo per il gas naturale, ha perso quasi il 9% nelle prime contrattazioni dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi quattro mesi alla fine della scorsa settimana. Un andamento simile è stato registrato anche dal contratto equivalente del mercato britannico, a conferma del rapido ridimensionamento dei rischi geopolitici nei mercati energetici europei.

Il calo del petrolio trascina al ribasso il mercato del gas

La discesa dei prezzi del gas è stata innescata da un calo di circa il 5% delle quotazioni internazionali del petrolio, dopo che funzionari iraniani hanno indicato che Teheran sospenderà gli attacchi alle rotte commerciali marittime qualora gli Stati Uniti mantengano la pausa nelle operazioni militari.

La prospettiva di un allentamento delle tensioni ha ridotto i timori di blocchi prolungati nelle principali rotte energetiche mondiali, tra cui lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.

Le aspettative di una maggiore fluidità nei trasporti di gas naturale liquefatto (GNL) hanno inoltre ridotto il rischio che le forniture vengano deviate verso i mercati asiatici, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni sul riempimento degli stoccaggi europei in vista della stagione invernale.

Gli stoccaggi restano sotto osservazione

Nonostante il forte ribasso della giornata, i fondamentali del mercato europeo del gas continuano a richiedere attenzione. Gli impianti di stoccaggio sotterraneo del continente sono attualmente riempiti per circa il 54%, un livello ancora inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

Il tema è diventato ancora più rilevante dopo che Equinor ha avvertito la scorsa settimana che l’Europa difficilmente raggiungerà l’obiettivo di riempire gli stoccaggi all’80% prima dell’inverno, sottolineando l’importanza di mantenere un approvvigionamento energetico stabile.

Nel complesso, il calo del gas naturale e del petrolio rappresenta una notizia positiva per l’economia dell’Eurozona, contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche proprio mentre i mercati attendono le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, della Bank of England e della Bank of Japan previste nel corso della settimana.

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