I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in rialzo venerdì, con gli investitori pronti a recuperare parte delle perdite della seduta precedente grazie ai risultati superiori alle attese di Intel e al deciso arretramento dei prezzi del petrolio.
Il miglioramento del sentiment arriva dopo una giornata difficile per i mercati, penalizzati soprattutto dal comparto tecnologico a causa delle preoccupazioni per gli investimenti nell’intelligenza artificiale e per l’impennata dell’energia.
Intel rafforza il settore dei semiconduttori
Le azioni di Intel (NASDAQ:INTC) sono salite di circa il 3% nelle contrattazioni premarket dopo che il produttore di semiconduttori ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle aspettative, sostenuti dalla crescita dei ricavi più elevata degli ultimi quindici anni.
La società ha inoltre fornito previsioni incoraggianti per il terzo trimestre, offrendo nuovo slancio al comparto tecnologico.
Il petrolio in calo favorisce il ritorno al rischio
Anche il ribasso del greggio ha contribuito a migliorare il clima sui mercati.
I future sul petrolio statunitense hanno perso oltre il 3%, invertendo parte del rialzo superiore al 6% registrato nella seduta precedente.
Il calo è arrivato dopo il forte aumento delle quotazioni provocato dagli attacchi contro petroliere nel Mar Rosso.
Le tensioni geopolitiche, tuttavia, sono rimaste elevate: dopo il tredicesimo giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, Teheran ha risposto con lanci di missili contro Paesi vicini che ospitano basi militari americane.
I nuovi dazi mantengono alta la prudenza
Gli investitori hanno continuato a seguire con attenzione anche gli sviluppi sul fronte commerciale.
L’amministrazione Trump ha annunciato nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 economie accusate di non applicare efficacemente il divieto di importazione di beni prodotti con lavoro forzato.
Le misure riguardano, tra gli altri, Unione Europea, Regno Unito, Cina, India, Giappone e Canada.
Wall Street chiude in forte ribasso giovedì
Nella seduta precedente i principali indici statunitensi hanno registrato pesanti perdite.
Il Nasdaq ha ceduto il 2,2%, chiudendo a 25.137,69 punti, mentre lo S&P 500 è sceso dell’1,2% a 7.408,30 punti. Il Dow Jones Industrial Average ha perso l’1%, terminando la giornata a 51.711,65 punti.
Tesla (NASDAQ:TSLA) è crollata del 14,5% dopo risultati inferiori alle attese e un forte aumento degli investimenti.
Alphabet (NASDAQ:GOOGL) ha perso il 7,1% nonostante utili superiori alle previsioni, dopo aver aumentato le proprie stime sulla spesa in conto capitale.
Il petrolio alimenta i timori sull’inflazione
L’impennata del greggio è stata innescata dagli attacchi rivendicati dagli Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile qualora gli attacchi dovessero proseguire.
Danni Hewson, Head of Financial Analysis di AJ Bell, ha dichiarato: “Con i timori per il potenziale impatto inflazionistico dell’escalation del conflitto in Medio Oriente che si scontrano con le preoccupazioni per l’impennata della spesa tecnologica, è stato difficile trovare motivi di ottimismo.”
“Vale la pena ricordare che all’inizio del mese il prezzo del petrolio si aggirava intorno ai 70 dollari al barile e i mercati speravano che le banche centrali potessero passare senza difficoltà da una pausa a ulteriori tagli dei tassi”, ha aggiunto.
Le richieste di sussidio sorprendono positivamente
Sul fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità, attestandosi a 187.000 nella settimana conclusa il 18 luglio.
Il dato è risultato nettamente migliore delle attese degli economisti e rappresenta il livello più basso registrato dal settembre 1969.
Compagnie aeree e retail guidano i ribassi
Le compagnie aeree hanno registrato le perdite più marcate, con l’indice NYSE Arca Airline in calo del 3,3%.
American Airlines (NASDAQ:AAL) ha perso l’8,4% dopo aver ridotto le previsioni sugli utili annuali nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.
In ribasso anche i titoli del commercio al dettaglio, del software, delle telecomunicazioni e dell’oro, mentre biotech, farmaceutici e healthcare hanno mostrato una maggiore tenuta.

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