L’oro arretra mentre il rialzo del petrolio rafforza le attese di tassi elevati negli Stati Uniti

Gold bars

I prezzi dell’oro hanno proseguito il ribasso giovedì, mentre gli investitori hanno rivalutato le prospettive sull’inflazione e sulla politica monetaria della Federal Reserve. Sebbene i dati sull’inflazione statunitense inferiori alle attese abbiano inizialmente sostenuto il metallo prezioso, il recente aumento dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori di pressioni inflazionistiche persistenti.

In calo oro e argento

Alle 04:41 ET (08:41 GMT), l’oro spot (XAU/USD) perdeva lo 0,63 per cento a 4.027,31 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro cedevano lo 0,89 per cento a 4.033,35 dollari.

L’argento (XAG/USD) arretrava dello 0,70 per cento a 58,30 dollari l’oncia, mentre il platino (XPT/USD) guadagnava lo 0,34 per cento a 1.638,20 dollari.

L’inflazione aveva inizialmente sostenuto il metallo prezioso

L’oro ha restituito parte del rialzo superiore al 2 per cento registrato martedì, dopo che i dati sull’inflazione statunitense erano risultati inferiori alle aspettative.

L’indice dei prezzi al consumo di giugno ha mostrato il primo calo mensile dal 2020, favorendo una discesa dei rendimenti dei Treasury e del dollaro statunitense.

Il petrolio riporta l’attenzione sull’inflazione

L’attenzione degli investitori si è però spostata nuovamente sul mercato energetico, dove il petrolio continua a mantenersi vicino ai massimi recenti.

L’aumento del greggio alimenta il rischio che l’inflazione rimanga elevata più a lungo, rendendo più difficile un allentamento della politica monetaria della Federal Reserve.

Sebbene l’oro possa beneficiare dell’incertezza inflazionistica, tassi d’interesse più elevati e rendimenti obbligazionari in crescita tendono a ridurre l’attrattiva degli asset che non generano rendimento.

Attesa per nuovi dati economici

I funzionari della Federal Reserve hanno accolto con favore il rallentamento dell’inflazione, ma hanno sottolineato che saranno necessarie ulteriori conferme prima di dichiarare conclusa la fase di pressioni sui prezzi.

Gli analisti di ANZ hanno affermato:

“L’oro potrebbe continuare a muoversi in un intervallo ristretto nel breve termine, poiché le aspettative di almeno un rialzo dei tassi della Federal Reserve quest’anno continuano a limitare il potenziale di rialzo.”

Gli esperti ritengono inoltre che nuovi acquisti potrebbero emergere in caso di ulteriori ribassi, grazie a fondamentali di lungo periodo ancora favorevoli.

Gli investitori attendono ora i dati statunitensi sui prezzi alla produzione, mentre il CME FedWatch attribuisce attualmente una probabilità di circa il 58 per cento a un rialzo dei tassi a settembre.

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